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L’accisa scende, la benzina no: gli automobilisti pagano uguale

Confrontando i prezzi di prima e dopo il taglio dell’accisa, si scopre che la verde non diminuisce. Aumenta invece il diesel

Hand holding fuel pump and refilling car at petrol station

In vigore da meno di una settimana, le nuove accise sui carburanti fanno già discutere. E non solo gli automobilisti a diesel, danneggiati dal previsto aumento dei prezzi da 1,5 centesimi al litro (0,015 €/l), ma anche quelli a benzina, teoricamente beneficiari di una misura uguale e contraria: un taglio da 1,5 centesimi al litro.

Le polemiche nascono perché al rialzo dei listini del gasolio non è corrisposta un’equivalente riduzione dei costi della benzina, rimasti sostanzialmente uguali. La denuncia parte dalle associazioni dei consumatori e può essere confermata dando uno sguardo ai numeri.

Aumenti senza riduzioni

Procediamo con ordine. Le nuove accise sono in vigore dal 15 maggio. Rispetto alle precedenti, aumentano o diminuiscono di 0,015 €/l in base al carburante: segno “più” sulla benzina e segno “meno” sul diesel. A questa cifra va poi aggiunta l’Iva (22%), che porta a rincari – da una parte – o tagli – dall’altra – di 0,0183 €/l.

Veniamo ora al punto. Martedì 20 maggio (ultimi dati disponibili) e mercoledì 14 maggio (giorno prima dell’entrata in vigore delle nuove accise) i prezzi medi nazionali di verde e gasolio erano i seguenti (fonte: Quotidiano Energia).

Carburante Prezzo
Benzina
self-service

20 maggio

1,706 €/l

14 maggio

1,705 €/
differenza

+0,001 €/l

Benzina
servito

20 maggio

1,850 €/l

14 maggio

1,848 €/
differenza

+0,002 €/l

Diesel
self-service

20 maggio

1,606 €/l

14 maggio

1,589 €/
differenza

+0,017 €/l

Diesel
servito

20 maggio
1,749 €/l

14 maggio
1,733 €/
differenza
+0,016 €/l

Accuse e proteste

In pratica, nessuna variazione sulla benzina (anzi, aumenti di 1-2 millesimi), ma rialzi medi di 1,6-1,7 centesimi sul diesel: quasi esattamente quanto la nuova accisa.

“Il mancato taglio delle accise sulla benzina – dichiara Assoutenti – porta a un danno economico per gli automobilisti italiani pari a circa 370 milioni di euro annui, circa 22 euro all’anno ad autovettura alimentata a benzina circolante in Italia, ipotizzando una media di due pieni al mese”.

“Per tale motivo – aggiunge il presidente Gabriele Melluso – chiediamo oggi l’intervento di Mister Prezzi, affinché apra una approfondita indagine su tale anomalia tesa a fermare qualsiasi forma di speculazione sulle tasche dei cittadini”.

Man refuelling car at petrol station

Un uomo fa rifornimento all’auto

Protesta anche Codacons, che “sta preparando un esposto a 104 procure della Repubblica di tutta Italia affinché aprano indagini sul territorio alla luce delle possibili fattispecie di truffa aggravata e aggiotaggio”.

Alle richieste di intervento risponde la Guardia di Finanza, che annuncia “un piano su scala nazionale, finalizzato a verificare il rispetto delle previsioni normative recentemente implementate (...) con l’individuazione di eventuali spregiudicati speculatori”.

Dal canto suo, l’Unem (associazione che riunisce di produttori di carburanti e altri derivati del petrolio) si difende dalle pagine di Fanpage: “Dal 1° maggio – si legge sulla testata – i prezzi internazionali, in particolare le quotazioni Platts, sono aumentati di oltre 3 centesimi al litro per entrambi i carburanti. Questo incremento non sarebbe però stato interamente trasferito sui prezzi alla pompa”.