La supercar elettrica che si ricarica in 5 minuti: Mercedes-AMG GT XX
Motori assiali, batteria avanzata e design tecnico. Sarà su strada nel 2026 con prestazioni da urlo: 1.360 CV e 360 km/h
Le supercar elettriche, di fatto, ancora non esistono. Ma stanno arrivando. E questa Mercedes-AMG GT XX potrebbe essere una delle prime ad aprire davvero una nuova era. Se state già storcendo il naso, vi consigliamo di proseguire nella lettura – o nella visione del video – perché capire com’è fatta quest’auto aiuta a cogliere dove sta andando l’industria.
Un’industria che sta lavorando per costruire elettriche sportive, forse non ancora “supercar” nel senso classico, ma di certo capaci di superare molti dei limiti che alimentano i pregiudizi verso l’elettrico – e quindi la diffidenza di tanti appassionati.
E' un missile. Con quattro porte
Del design, paradossalmente, c’è poco da dire. Questa Mercedes-AMG è stata disegnata per seguire le sue funzioni tecniche, senza stupire più di tanto a livello stilistico.
È filante e bassissima – appena 1,31 metri in altezza – per essere il più aerodinamica possibile. Vista di profilo, dal vivo, sembra un prototipo sviluppato per infrangere un record di velocità sul lago salato, da qualche parte nel mondo. Tant’è che dietro c’è pure uno spoiler attivo che si alza controvento per frenare l’auto alle alte velocità...
Un'immagine dal set di presentazione della Project XX che ci ricorda la città di origine di AMG
Il profilo della AMG Project XX con CX da record
Il cerchio da 21 pollici con aeroblade mobili
Sempre in chiave aerodinamica, i cerchi da 21 pollici integrano un sistema attivo di aeroblade mobili: si aprono per raffreddare i freni quando serve, si chiudono per migliorare l’efficienza. Il risultato? Un Cx di 0,198. Valore da record fra le auto di serie.
La Project XX è anche visivamente lunghissima: misura 5,2 metri. Dietro non c’è il lunotto, sostituito da una telecamera. E ovviamente nessuna traccia di scarichi, sostituiti simbolicamente da sei fari a LED schierati 3+3, che richiamano in qualche modo l'aggressività dei terminali AMG. Al centro, un pannello a LED i cui pixel mostrano il logo AMG e altri segnali visivi.
Davanti, c'è l’unica stella Mercedes-Benz realmente visibile. Ma non è illuminata – per scelta tecnica – e finisce per mimetizzarsi nel muso, a differenza di tutto il resto che emette, lampeggia e comunica.
Il posteriore della Project XX con la fanaleria LED circolare 3+3
3 motori da 1360 CV
I veri effetti speciali della Mercedes-AMG GT XX non si vedono e riguardano il powertrain. L’auto monta tre motori elettrici, tutti a flusso assiale, una tecnologia mai vista prima su un’elettrica stradale di questa scala. Due motori sono montati al posteriore, affiancati in configurazione “a sandwich” su un unico asse, mentre il terzo si trova sull’asse anteriore. Insieme generano una potenza combinata superiore ai 1.360 cavalli, con trazione integrale completamente variabile gestita dal sistema AMG Performance 4MATIC+.
La differenza tra un motore assiale e uno radiale – che è quello utilizzato sulla maggior parte delle auto elettriche attualmente in commercio – sta nella direzione in cui scorre il flusso magnetico. Nei motori radiali il flusso si sviluppa dal centro verso l’esterno, come i raggi di una ruota. Nei motori assiali, invece, il flusso magnetico corre lungo l’asse dell’albero motore, tra due rotori disposti ai lati di uno statore centrale. È una soluzione più compatta, più efficiente e con un’enorme densità di potenza: i tecnici AMG parlano di tre volte la potenza a parità di volume, il doppio della coppia, e circa due terzi in meno di peso rispetto a un motore radiale equivalente.
Uno dei motori assiali montati dalla Project XX
Quest'architettura è stata sviluppata insieme a YASA, partner tecnologico di Mercedes e fornitore dei motori elettrici per la Formula 1. Finora i motori assiali erano stati impiegati solo su hypercar ibride ad altissime prestazioni e in versione miniaturizzata, ma mai su un modello full electric destinato alla produzione.
Una batteria pensata per ricarica al massimo, sempre
La GT XX è però un’auto pensata non solo per scattare da 0 a 100 in pochi secondi, ma per garantire prestazioni ripetibili anche in pista, giro dopo giro. È il segno di un cambiamento profondo nell’approccio all’elettrico ad alte prestazioni, che non punta più solo sulla coppia istantanea, ma sulla coerenza e sulla tenuta della performance nel tempo.
Fotogallery: Mercedes-AMG Project XX
Quando un’auto elettrica viene stressata in pista o lanciata in autostrada, infatti, le batterie tendono a scaldarsi, le prestazioni si degradano, i tempi di ricarica si allungano. Questo è uno dei limiti strutturali che l’industria si sta sforzando di superare. Ed è anche il motivo per cui una vera supercar elettrica, come questa Mercedes-AMG GT XX aspira a diventare, ha bisogno di una batteria all’altezza del compito.
Il pacco batterie della GT XX è stato progettato espressamente per garantire ripetibilità delle prestazioni, anche nelle condizioni più impegnative. Non si conosce ancora la capacità esatta in kWh, ma si sa che la batteria utilizza celle cilindriche raffreddate singolarmente con un fluido dielettrico, una soluzione adottata finora solo nei laboratori più avanzati del motorsport. Le celle sono contenute in un guscio d’alluminio al posto dell'acciaio per risparmiare peso e ottimizzare la dissipazione termica. La chimica è NCMA – nichel, cobalto, manganese, alluminio – con anodo al silicio, una tecnologia che consente di aumentare la densità energetica e migliorare soprattutto le fasi di carica e scarica.
Come le altre AMG della storia anche la Project XX sfoggia il logo che ricorda il luogo di origine
Il risultato, secondo quanto dichiarato da Mercedes, è una curva di ricarica piatta fino all’80%, che consente alla batteria di mantenere velocità costanti anche quando viene sfruttata intensamente. In condizioni ideali, la GT XX sarà in grado di ricaricare energia sufficiente per percorrere 400 chilometri in soli 5 minuti.
Numeri che sembrano incredibili, ma che sono figli, tra l'altro, della collaborazione con Alpitronic, azienda con cui Mercedes-AMG sta sviluppando infrastrutture da oltre 1000 kW di potenza. Perchè si, ovviamente per ricaricare così veloci la macchina non basta: serve l'infrastruttura.
La "cabina di pilotaggio"
In un’epoca di digitalizzazione totale, l'abitacolo della Project XX sembra voler tornare a un contatto più fisico, fra l'auto e i passeggeri. Il volante, tanto per cominciare, sembra la cloche di un'aereo. La plancia richiama la griglia Panamericana in una forma scultorea, ma ciò che colpisce davvero è la matericità di ogni dettaglio.
Tutto quello che si tocca è reale: le superfici in alluminio pieno lavorato sono autentiche, fredde al tatto, e danno una sensazione di artigianalità moderna. Niente plastiche camuffate o elementi decorativi.
La plancia di bordo della AMG Project XX
I sedili con cinture a quattro punti e guscio in carbonio, sono realizzati con schiuma stampata in 3D e rivestiti con un materiale derivato dal riciclo di pneumatici da competizione impiegati nei campionati GT3. Sulla plancia, alcune finiture in tessuto lucido sono ottenute da una seta sintetica prodotta da batteri: una sperimentazione bio-industriale che apre nuovi scenari sul fronte dei materiali.
Molto belli i pannelli porta con inserti retroilluminati che richiamano il motivo della bandiera a scacchi, mentre alcune cerniere e componenti strutturali vengono volutamente lasciati a vista, con la cura di una concept e la durezza di un’auto da corsa.
I pannelli porta della AMG Project XX con tanto di fettuccia che fa molto auto da corsa
Il controller centrale al centro del tunnel centrale sembra il rotore di un motore elettrico
Aspettando il 2026
Tecnicamente, questa GT XX è ancora una concept. Ma l’avete capito: non è una "provocazione" da salone, bensì una dichiarazione d’intenti molto concreta. Le proporzioni, i materiali, il powertrain e la batteria a ricarica ultrarapida sono soluzioni pensate per arrivare su un modello di serie nel 2026. E soprattutto, sono state concepite con i presupposti giusti.
Non sarà facile spiegarla, farla accettare o apprezzare. Ma con lei AMG è il primo grande costruttore che prova davvero a creare un ponte fra due culture dell'automobile oggi sempre più polarizzate: da una parte chi reclama la sopravvivenza dei V6 e dei V8 benzina, dall’altra chi non vede alternativa all’elettrico.
Le supercar servono proprio a questo: per sperimentare, trovare soluzioni, e magari convincere tutti che un altro modo di appassionarci all'automobile è possibile. Anche quando sono elettriche.
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