Il CEO di Mercedes teme che l'industria europea possa "collassare"
Secondo Ola Kallenius, i produttori di automobili stanno andando "a tutta velocità contro un muro". A meno che l'UE non cambi idea
Solo pochi anni fa, nel 2021, Mercedes era fiduciosa e si preparava a investire milioni e milioni di euro sull'elettrico in Europa, prevedendo che entro la fine del decennio avrebbe smesso di vendere auto termiche nei paesi “dove le condizioni di mercato l'avrebbero permesso”.
Le cose però non sono andate proprio così e Mercedes non solo ha abbandonato questo obiettivo ma è tornata sui suoi passi. Ola Källenius, presidente del consiglio di amministrazione di Mercedes-Benz Group AG, capo di Mercedes-Benz e presidente dell'Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA), ha infatti fatto intendere chiaramente che, senza veicoli a combustione interna, l'industria automobilistica locale "collasserà".
In un'intervista rilasciata al quotidiano economico tedesco Handelsblatt ha avvertito che, se il divieto di vendita di auto con motori a combustione interna imposto dall'UE per il 2035 rimarrà in vigore, l'industria automobilistica europea rischia di implodere, con i clienti che in questi ultimi anni faranno le corse per acquistare le ultime auto a benzina e diesel:
“Non dobbiamo perdere il contatto con la realtà, altrimenti il rischio è quello di andare a tutta velocità contro un muro. Dobbiamo decarbonizzare, certo, ma deve essere fatto in modo tecnologicamente neutrale senza perdere di vista la nostra economia.”
Elettrico che non decolla
Mercedes ha motivo di essere preoccupata per il potenziale impatto sul suo business. Le vendite di veicoli elettrici hanno rappresentato solo l'8,4% nella prima metà del 2025, in calo rispetto al 9,7% nello stesso periodo del 2024. Anche includendo i PHEV, i modelli elettrificati hanno costituito solo il 20,1% delle consegne totali nei primi sei mesi di quest'anno.
Come stanno andando le vendite delle elettriche?
I veicoli elettrici sono lontanissimi dal raggiungere la quota di mercato del 100% che l'UE vuole imporre. Nella prima metà del 2025, per esempio, le auto elettriche hanno rappresentato solo il 17,5% delle vendite totali in Europa, nel Regno Unito e nelle nazioni dell'Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) cioè Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. I dati ACEA mostrano anche che le ibride plug-in hanno rappresentato solo l'8,7% delle consegne totali contro il 35% registrato dagli ibridi tradizionali (mild hybrid e full hybrid).
Il divieto dell'UE del 2035 non è scolpito nella pietra ed è prevista una revisione nei prossimi mesi. Tuttavia già a marzo la Commissione Europea (CE), il braccio esecutivo dell'UE, ha riaffermato il suo impegno per raggiungere le emissioni 0 g/km di CO₂ per le nuove auto vendute dalla metà del prossimo decennio. All'epoca, la CE ha detto che avrebbe "accelerato i lavori sulla preparazione della revisione del Regolamento degli Standard di CO₂ per auto e furgoni" segnalando quindi una possibile rivalutazione anticipata del divieto.
Resta da vedere se prevarrà il buon senso ma, data la forte opposizione che le istituzioni stanno affrontando, rimane viva la speranza che il divieto possa essere alleggerito. Magari allungando la vita degli ibridi oltre il 2034.
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