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Flotte aziendali, il diesel torna a far paura

Il 61% dei fleet manager teme un aumento dei costi oltre il 20% nei prossimi mesi. Cresce l’interesse per ricarica a prezzo fisso

Caro Diesel Fleet Manager preoccupati
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

L’instabilità geopolitica torna a pesare sui costi operativi delle flotte aziendali. L’escalation del conflitto che coinvolge l’Iran ha riportato forte volatilità sul mercato dell’energia, con il Brent tornato sopra i 90 dollari al barile e il gasolio che in Italia resta su livelli elevati, con medie regionali oltre i 2 euro al litro secondo i dati del Mimit aggiornati al 10 marzo 2026.

Uno scenario che rischia di avere effetti immediati sull’economia della logistica e dei trasporti. Secondo alcune stime, solo nel settore delle consegne dell’ultimo miglio in Italia l’aumento dei prezzi del carburante può generare costi aggiuntivi fino a 10 milioni di euro al giorno, spingendo gli operatori a trasferire progressivamente i rincari lungo la filiera fino agli utenti finali.

L’indagine OneWedge sulle flotte aziendali

In questo contesto di forte incertezza energetica, OneWedge – società attiva nella fornitura di infrastrutture di ricarica elettrica e servizi per flotte aziendali – ha condotto un audit su circa venti gestori di flotte per analizzare le percezioni del mercato.

I risultati mostrano una preoccupazione diffusa. L’88% dei fleet manager coinvolti considera alto o molto alto il rischio di ulteriori aumenti del prezzo del gasolio nei prossimi 90 giorni, mentre il 61% stima che i costi di gestione delle flotte potrebbero crescere di oltre il 20% nei prossimi sei mesi.

L’indagine evidenzia inoltre un elemento operativo rilevante: solo una minoranza delle aziende ritiene di poter trasferire rapidamente i rincari del carburante ai propri clienti. Per la maggior parte delle flotte, quindi, l’impatto si riflette direttamente sul budget carburante e sulla marginalità delle attività.

Il peso delle flotte nel mercato europeo

Il tema dei costi energetici assume un’importanza ancora maggiore se si considera il ruolo sempre più centrale delle flotte aziendali nel mercato automobilistico europeo. Le corporate fleet rappresentano infatti circa il 60% delle nuove immatricolazioni di auto nell’Unione Europea e arrivano fino al 90% nel segmento dei veicoli commerciali leggeri.

Parallelamente cresce l’attenzione verso la gestione dell’energia. I più recenti benchmark europei indicano che circa l’85% delle aziende dispone già di una charging policy o prevede di introdurla nei prossimi anni. Secondo le stime di EY ed Eurelectric, l’elettrificazione delle flotte potrebbe generare fino a 246 miliardi di euro di risparmi operativi cumulati entro il 2030, con benefici particolarmente evidenti per i veicoli ad alta percorrenza.

Infografica OneWedge
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Energia elettrica e costi più prevedibili

Per molti fleet manager il problema non è solo il prezzo del carburante, ma soprattutto la sua imprevedibilità. La volatilità legata alle tensioni geopolitiche rende infatti difficile pianificare i budget operativi nel medio periodo.

Secondo Gianni Catalfamo, CEO di OneWedge, la risposta può arrivare proprio da modelli energetici più stabili come soluzioni che fissino per dodici mesi il prezzo del servizio di ricarica elettrica, offrendo alle aziende un riferimento stabile per la pianificazione dei costi energetici. L’obiettivo è ridurre l’esposizione delle flotte alle oscillazioni del petrolio e creare maggiore prevedibilità nella gestione operativa.

Elettrico e gasolio a confronto
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Nuovi hub di ricarica nei principali poli logistici

Parallelamente allo sviluppo delle soluzioni energetiche per le flotte, OneWedge sta lavorando alla realizzazione di nuovi impianti di ricarica destinati al settore logistico, raccogliendo adesioni per le prossime infrastrutture, con sedi in fase di definizione tra Milano e alcuni dei principali cluster logistici italiani, tra cui San Donato Milanese, Segrate e Pero, oltre ad altri poli strategici come Roma, Verona e Torino.

In un mercato che continua a individuare nella ricarica uno dei principali ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici, la possibilità di controllare il costo dell’energia diventa sempre più un fattore diretto di competitività per le flotte aziendali.