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Stellantis e Leapmotor: quando l'auto europea parla cinese

L'espansione della partnership tra il gruppo italofrancese e il costruttore di Hangzhou riguarda fabbriche, modelli e strategie

L'assemblaggio della Peugeot e-208 a Saragozza

C'è qualcosa di simbolico nell'immagine di un'Opel elettrica che nasce su una linea di produzione condivisa con un'auto cinese, nello stesso stabilimento di Saragozza dove dal 1982 sono stati sfornati oltre dieci milioni di Corsa. Ma il simbolismo, in questo caso, non è il problema, ma forse la soluzione.

Stellantis e Leapmotor hanno annunciato l'8 maggio 2026 l'intenzione di espandere la loro partnership strategica avviata nell'ottobre 2023, quando il Gruppo italofrancese aveva acquisito circa il 21% del capitale del Costruttore cinese.

I numeri, nel frattempo, hanno parlato chiaro: oltre 40mila consegne in Europa nel 2025, più di 850 punti vendita e assistenza, un'espansione rapida in Sud America, Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa e, dall'aprile 2026, anche in Messico. Leapmotor International; la joint venture con Stellantis al 51%, non è stata esattamente un esperimento "timido".

Il "paradosso europeo"

Diciamolo con chiarezza: alcune delle auto destinate a diventare le più accessibili e competitive del listino europeo di Stellantis saranno progettate a Hangzhou, assembleranno componenti cinesi e porteranno badge storici come Opel. È un paradosso che avrebbe fatto drizzare (o perdere) i capelli a qualsiasi sindacalista di vent'anni fa ma che oggi, invece, viene presentato come il piano industriale più sensato sul tavolo.

Opel Mokka GSE (2025) nel primo test

Opel Mokka GSE

Foto di: Opel

Non perché Stellantis abbia rinunciato all'Europa. Ma perché l'Europa, da sola, non riesce più a produrre elettrico competitivo a prezzi che i consumatori considerino ragionevoli. E fingere il contrario sarebbe più disonesto che imbarazzante.

Filosa gioca le carte che ha in mano

Antonio Filosa, CEO di Stellantis, non ha usato giri di parole. Ha definito l'accordo

"una vera vittoria per entrambi",

sottolineando che il piano

"prevede un supporto alla produzione, i posti di lavoro e la localizzazione avanzata in Europa della produzione di veicoli elettrici di livello mondiale a prezzi accessibili"

Frasi da "comunicato", chiaro, ma dietro c'è una logica difficile da smontare.

Filosa ha ereditato un gruppo in difficoltà, un'agenda elettrica che bruciava cassa e stabilimenti europei che cercavano disperatamente una "ragione" per restare aperti. La sua risposta non è stata la difesa d'ufficio dei marchi storici né la resa incondizionata al made-in-China. È stata qualcosa di più "industriale": usare la tecnologia e la scala cinese di Leapmotor per tenere in vita (e in produzione) asset europei che altrimenti avrebbero rischiato (molto probabilmente) la chiusura.

<p>Antonio Filosa</p>

Antonio Filosa

Foto di: Stellantis

Il fondatore di Leapmotor non ha dubbi

Zhu Jiangming, fondatore e CEO di Leapmotor, ha inquadrato la cosa con quella concisione pragmatica che i cinesi riservano agli affari che funzionano: la joint venture, ha ricordato, ha permesso di

"lanciare il marchio in cinque continenti"

in meno di tre anni, facendo crescere "significativamente" portata e reputazione internazionale. Traduzione: Leapmotor aveva la tecnologia, Stellantis aveva la rete e, insieme, hanno costruito qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto fare da solo.

Opel Corsa YES 2025

Opel Corsa YES 2025

Foto di: Opel

I tre pilastri dell'accordo

L'intesa, ancora soggetta a accordi definitivi e alle consuete autorizzazioni di regolamenti, si articola su tre assi distinti, ciascuno con una logica propria e implicazioni industriali:

Saragozza come laboratorio del futuro

Lo stabilimento di Figueruelas, a Saragozza, aperto nel 1982, madre di generazioni di Opel Corsa ( circa 10milioni di pezzi) e un pilastro occupazionale e industriale della Spagna, si prepara a ospitare qualcosa di inedito: una nuova linea dedicata a un C-SUV Opel elettrico di nuova generazione, con un potenziale avvio di produzione fissato al 2028.

Il nuovo SUV Opel beneficerà di componenti provenienti dall'ecosistema Leapmotor International, competitivi sul piano del costo che, nelle intenzioni dei due partner, dovrebbero tradursi in un prezzo finale finalmente accessibile per il mercato europeo. In parallelo, sempre a Figueruelas, potrebbe arrivare già nel 2026 la produzione del B10, il C-SUV di Leapmotor già destinato al mercato europeo. 

Leapmotor B10 REEV, la prova

Leapmotor B10 REEV

Foto di: Leapmotor

Comprare insieme per costare meno

Il secondo filone è meno visibile ma forse più strategico nel medio periodo. Stellantis e Leapmotor intendono coordinare le proprie attività di acquisto attraverso Leapmotor International, sfruttando la scala combinata dei due gruppi per negoziare con i fornitori da una posizione di forza maggiore.

L'obiettivo dichiarato è attingere alla competitività dell'ecosistema cinese dei veicoli a nuova energia: batterie, motori, elettronica di potenza senza però rinunciare alle capacità della filiera europea, che rimane centrale per garantire resilienza e conformità normativa.

In sostanza: il tentativo di costruire una catena di fornitura ibrida: cinese nei componenti per tenere bassi i costi, europea per sfruttare la prossimità geografica e la solidità industrial. Un equilibrio delicato, che richiede coordinamento preciso ma che, se funziona, potrebbe accelerare significativamente il time-to-market dei nuovi modelli e abbassare i prezzi di listino in misura apprezzabile.

Leapmotor B03X

Leapmotor B03X

Foto di: Motor1 Italy

Villaverde e la scommessa sul Made in Europe

Il capitolo più delicato riguarda lo stabilimento di Villaverde, alla periferia di Madrid. La fabbrica è oggi impegnata nella produzione della Citroën C4, un ciclo produttivo destinato a concludersi nel prossimo futuro. Senza un nuovo modello all'orizzonte, il sito avrebbe rischiato la chiusura

L'accordo allo studio prevede, invece, l'assegnazione a Villaverde di un nuovo modello Leapmotor a partire dalla prima metà del 2028, con una destinazione di mercato che abbraccia l'Europa e il Medio Oriente e Africa. I veicoli prodotti nello stabilimento spagnolo sarebbero commercializzati attraverso la rete Leapmotor International, nel pieno rispetto dei requisiti del "Made in Europe".

Ma la vera novità è che la proprietà stessa dello stabilimento è in discussione per un potenziale trasferimento alla controllata spagnola di Leapmotor International. Si tratta di un'operazione che cambierebbe la natura stessa del sito, trasformandolo da asset Stellantis a base operativa della joint venture.

Cosa cambia (davvero) per l'industria europea

Messi insieme, i tre filoni disegnano qualcosa che va oltre la partnership commerciale. Stellantis sta cercando di costruire un modello industriale ibrido che tenga insieme la competitività di costo orientale e la capacità produttiva occidentale, usando la rete europea come leva di valore aggiunto piuttosto che come zavorra da alleggerire.

Forse tra qualche anno un automobilista europeo acquisterà un'Opel elettrica a un prezzo finalmente umano, prodotta a Saragozza su una piattaforma nata a Hangzhou. e probabilmente non si farà troppe domande sulla geografia industriale. Vorrà sapere come va, quanto consuma e se ci si parcheggia bene.

Se funzionerà, sarà un caso di studio. Se non funzionerà, avrà almeno guadagnato tempo prezioso per stabilimenti e lavoratori che altrimenti avrebbero già visto il loro futuro professionale a rischio.

Fotogallery: Leapmotor B10 REEV: la prova