Omoda 9 (2025), la prova del SUV ibrido cinese che sfida le tedesche
È ibrida plug-in e abbina un 1.5 a benzina a tre elettrici per 537 CV totali. È comoda, spaziosa e si guida bene
Se vi chiedessi di pensare a un SUV grande e fatto bene sono sicuro che la scelta ricadrebbe su una tedesca, Audi, BMW o Mercedes che sia. Oggi però la concorrenza è sempre più agguerrita e il primato viene messo in discussione da brand emergenti dichiaratamente generalisti che però hanno ambizioni altissime. L'esempio? L'Omoda 9 di questa prova, un'ammiraglia che per diverse migliaia di euro in meno offre altrettanto spazio e qualità.
Si tratta di un SUV di segmento D dal design futuristico ed elegante, fatto benissimo, che offre tanto spazio e una motorizzazione ibrida plug-in con un motore a benzina e tre elettrici per oltre 500 CV totali. La dotazione poi è super completa, c'è tutto e tutto è di serie, e il prezzo competitivo. L'abbiamo provata tra le splendide colline della Franciacorta: ecco come è fatta e come va.
| Mi piace | Non mi piace |
| Qualità percepita elevata | Grafica infotainment |
| Sllenziosità di marcia | ADAS non intuitivi da regolare |
Esterni | Interni | Software | Come va | Prezzi
Omoda 9: esterni
L'Omoda 9 un SUV di grandi dimensioni (segmento D): è lunga 4,77 metri, larga oltre 2 specchietti inclusi e alta 1,67. La sua presenza su strada quindi è importante anche se il design filante ne snellisce le proporzioni: la fiancata è resa dinamica da due nervature che la attraversano da parte a parte, dai grandi cerchi in lega da 20", dalle maniglie a scomparsa nella carrozzeria e dalla linea del tetto che, quasi come una coupé, scende verso il posteriore.
La nuova Omoda 9 è lunga 4,77 metri dall'aspetto filante grazie al tetto leggermente discendente, ai cerchi da 20" e alle maniglie a filo carrozzeria
Da davanti è subito riconoscibile da due elementi: dalla firma luminosa a LED composta da tre diversi segmenti, uno lungo centrale e due verticali quasi a voler riprodurre la sagoma dell'auto, e dalla grande griglia annegata nella carrozzeria e composta da una miriade di piccoli rombi che le danno un aspetto quasi tridimensionale. I fari sono a matrice di LED e anche quelli dietro sono a LED e, come va tanto di moda ultimamente, collegati tra loro da una sottile linea luminosa. Il posteriore in generale è più classico, con un paraurti importante subito riconoscibile dai quattro terminali di scarico alle estremità.
| Lunghezza | Larghezza | Altezza | Passo |
| 4,77 metri | 1,92 metri | 1,67 metri | 2,80 metri |
Omoda 9: interni
Entrando nell'abitacolo della Omoda 9 l'attenzione viene subito attirata dalla plancia in stile "aeronautico", con un ampio pannello da 24,6" che unisce due display da 12,3” - uno dedicato alla strumentazione digitale e l’altro al sistema di infotainment - che abbraccia il posto guida e dall'ampio tunnel centrale con i tre rotori della climatizzazione.
L'impianto audio è firmato da Sony e ha ben 14 altoparlanti di cui due integrati nel poggiatesta del guidatore. Una caratteristica interessante di questo sistema è la possibilità di gestire le chiamate, la musica e le indicazioni del navigatore in modo selettivo, evitando quindi che gli altri passeggeri ascoltino per privacy o semplicemente per non disturbarli. L'ambiente è curato nei minimi dettagli e minimal, con i tasti fisici che sono pochi ma giusti: oltre ai rotori al centro, gli altri si trovano sul volante che ha un design moderno con due razze sdoppiate e da qui si gestiscono e attivano gli ADAS.
I sedili della Omoda 9 sono comodi e avvolgenti e hanno anche le funzioni di riscaldamento e massaggio
I rivestimenti sono tutti piacevoli al tatto e i materiali utilizzati degni di un'ammiraglia: i sedili sono morbidi e comodi, in pelle Nappa e con funzione di riscaldamento, raffrescamento e massaggio, e sulle portiere e sulla plancia si alternano sempre pelle e plastiche dall'effetto alluminio e legno ben integrate tra loro. Un dettaglio indizio della cura costruttiva poi è il rivestimento in microfibra sia dei montanti che del padiglione superiore, con quest'ultimo che abbraccia il grande tetto panoramico apribile.
Al centro del tunnel ci sono due piastre per la ricarica ad induzione del telefono (anche queste rivestite in microfibra), due portabicchieri e un piccolo vano, con uno molto grande che invece si trova al di sotto del tunnel centrale insieme alle prese di ricarica 12V, USB e USB C. Le tasche delle portiere sono nella media in quanto a grandezza, il bracciolo centrale è spazioso, ad apertura sdoppiata e anche rinfrescato mentre il cassetto davanti al sedile del passeggero è rivestito all'interno per evitare che gli oggetti all'interno facciano rumore durante il movimento.
Per quanto riguarda lo spazio a bordo, grazie al passo generoso di 2,80 metri sia davanti che dietro si sta molto comodi. Io sono alto oltre 1 metro e 90 e mi ha stupito il fatto di avere diversi centimetri extra per le ginocchia e per la testa, con il posto centrale che è altrettanto sfruttabile dato che la seduta è comoda e sotto non passa alcun albero di trasmissione a togliere spazio ai piedi. È molto grande anche il bagagliaio, da 660 litri di capacità minima, che però non ha né un doppiofondo dove riporre la cappelliera quando la si toglie né anelli o prese da 12V ma solo un gancio.
Il bagagliaio della nuova Omoda 9 ha una capacità che va da un minimo di 660 litri fino a un massimo di 1.783 litri
Omoda 9: come va
Partiamo inquadrando tecnicamente l'Omoda 9 perché il sistema ibrido plug-in sotto il cofano è molto particolare. In Omoda lo chiamano Super Hybrid ed è molto simile a quelo che abbiamo già provato sulla cugina Jaecoo 7 solo che qui è stato evoluto: il motore termico è un 1.5 a ciclo Miller a cui sono abbinati ben tre elettrici ognuno dei quali è in grado di dare trazione alle ruote, due anteriori da 102 e da 122 CV e uno posteriore più potente da 238 CV per una potenza di sistema di 537 CV e 650 Nm di coppia massima.
Questi sono alimentati da un grande pacco batterie da poco più di 36 kWh che sulla carta garantisce oltre 140 km di autonomia in elettrico (ricaribabile fino a 65 kW in corrente continua) e a gestire il tutto ci pensa un cambio automatico particolare sviluppato appositamente da Omoda&Jaecoo per questa configurazione. Numeri quasi da sportiva dato che va da 0 a 100 in meno di 5 secondi anche se l'indole di questa Omoda 9 è diametralmente l'opposto: il comfort di marcia, infatti, è il suo cavallo di battaglia e questo si percepisce sia dalla taratura di assetto e sterzo che dalla cura prestata all'insonorizzazione generale che è ottima.
Lo sterzo è leggero, abbastanza vuoto al centro e parecchio demoltiplicato ma comunque preciso, mentre la taratura degli ammortizzatori a controllo elettronico decisamente turistica: l'Omoda 9 passa sopra le asperità stradali che è un piacere, in abitacolo non arrivano vibrazioni e contraccolpi, con una risposta progressiva e, contrariamente a quanto già provato su altre cinesi, solida al punto giusto così da evitare quel fastidioso effetto galleggiamento che si potrebbe avere dopo aver superato un dosso o negli avvallamenti autostradali.
La Omoda 9 è molto comoda, con un assetto morbido ma solido e un'insonorizzazione di ottimo livello
L'ho trovata un'auto molto rilassante da guidare in grado di mettere subito a proprio agio, graduale e lineare nell'erogazione e curata anche in quegli elementi che, di solito, su un'ibrida rappresentano la parte più sfidante dello sviluppo: uno su tutti il freno che, nonostante il pedale sia un po' spugnoso nella parte iniziale della corsa, è graduale nel passaggio tra frenata rigenerativa e meccanica. Ci sono poi diverse modalità di guida che permettono di personalizzare l'auto a seconda dei propri gusti con alcune specifiche per i fondi a bassa aderenza.
È un'auto grande, importante nelle dimensioni, ma nonostante questo la percezione degli ingombri è buona perché la posizione di guida è rialzata, le superfici vetrate ampie e la dotazione tecnologica completa con i sensori perimetrali, le telecamere a 360° e anche la ricostruzione 3D dello spazio circostante. Ho trovato molto comodo anche il fatto di avere la leva del cambio sul piantone dello sterzo il che velocizza le manovre, anche se migliorerei la sensibilità della leva che non sempre recepisce l'input.
I km di questo test purtroppo non sono stati sufficienti per valutarne i consumi e l'efficienza soprattutto a batteria scarica, situazione in cui la batteria mantiene sempre una parte di energia per farla funzionare esattamente come se fosse una full hybrid. Un test più approfondito arriverà sicuramente nei prossimi mesi su Motor1.com per cui continuate a seguirci e nel frattempo date un'occhiata al video di questo primo contatto cliccando sul video qui sopra in copertina.
Lo sterzo è preciso anche se molto leggero
Il motore 1.5 spinge bene supportato dalla presenza costante dei tre elettrici
| Omoda 9 2025 | |
| Motore | 1.5 TGDi a Ciclo Miller + 3 elettrici |
| Potenza | 537 CV |
| Coppia | 650 Nm |
| Trazione | Integrale |
| Cambio | Trasmissione ibrida dedicata – DHT3 |
| Km percorsi | - |
| Consumo rilevato | - |
Omoda 9: i prezzi
La nuova Omoda 9 è già ordinabile nelle concessionarie al prezzo di 51.900 euro messa su strada inclusa. La motorizzazione disponibile è una sola, la plug-in hybrid da 537 CV di questa prova, e la dotazione completissima dato che non ci sono allestimenti tra cui scegliere ed è tutto di serie. Gli unici elementi personalizzabili sono il colore esterno della carrozzeria (si può scegliere anche una verniciatura grigio opaca) e quello degli interni che si possono avere in pelle Nappa nera o rossa.
Un altro punto a favore di Omoda è la garanzia: 7 anni o 150.000 km sull'auto, 8 anni o 160.000 km sulle componenti del sistema ibrido.
Fotogallery: Omoda 9 (2025), la prova su strada
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