La Omoda 3 mostra i suoi interni
Sedili sportivi, due monitor e design sportivo caratterizzano l'abitacolo della Omoda 3, il piccolo crossover cinese in arrivo a fine 2025
Arriverà verso fine 2025 la Omoda 3, il piccolo crossover elettrico cinese presentato qualche settimana fa al Salone di Shanghai. Modello dedicato al pubblico più giovane con dimensioni contenute - 4,2 metri di lunghezza - e uno stile ben differente rispetto a quello della sorella maggiore Omoda 5, ispirato - dice la Casa - al mondo dei mecha. Per i meno nerd si tratta in parole povere dei robottoni protagonisti di manga e anime giapponesi.
Un termine che sulla Omoda 3 dà vita a forme spigolose e sportive, a caratterizzare sia l'esterno sia gli interni. Proprio l'abitacolo del crossover cinese si mostra per la prima volta, dandoci un primo assaggio del suo stile.
Un occhio a Sant'Agata
Se le forme della carrozzeria ricordano alla lontana quelle del mondo Lamborghini - in special modo all'anteriore, tra forma dei gruppi ottici e del paraurti - anche gli interni della Omoda 3 guardano al mondo di Sant'Agata Bolognese.
Osservate il tasto di accensione posto sul tunnel centrale. Se vi ricorda quello delle varie Aventador, Revuelto e sorelle ci avete visto giusto. Un comando di ispirazione aeronautica che, alla pressione, prima di avviare il powertrain elettrico una voce fa partire il countdown "3, 2, 1, ignition, go". Forse più che il pubblico giovane questa curiosa funzione potrebbe far impazzire il contatore di nerditudine di chi negli anni '80 viveva a pane e robot giapponesi.
Un trionfo di forme geometriche a dominare l'abitacolo della Omoda 3, nelle quali si inseriscono i due monitor per strumentazione digitale e sistema di infotainment, dei quali però non conosciamo dimensioni né grafica. Guardando però la plancia, che nella parte alta integra inserti in fibra di carbonio, è facile immaginare l'integrazione di ogni tipo di funzione, climatizzatore incluso.
Al di sotto, sul tunnel centrale, ci sono due piastre per la ricarica wireless dello smartphone, seguite da una coppia di porta bottiglie e i tasti per gestire - almeno sembra - trasmissione e modalità di guida. Una virtualizzazione praticamente completa dei comandi.
I sedili con poggiatesta integrato hanno un design sportivo e il nero della pelle va a contrasto con il blu delle cinture di sicurezza. Un abbinamento cromatico che, pensiamo, si potrà modificare in fase di configurazione.
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