Subaru Forester Lineartronic, finalmente il CVT diventa piacevole

Parlare del marchio Subaru mi risulta sempre difficile, perché da un lato mi è molto simpatico e non riesco a capire al 100% le ragioni della sua presenza marginale tanto in Europa che in Italia, ma dall'altro non comprendo fino in fondo nemmeno alcune scelte prese dalla Casa madre a cui la filiale italiana si trova, giocoforza, a dover sottostare. Ma andiamo con ordine. Oggi mi trovo in Emilia, per provare il model year 2015 della Forester, in particolare con il nuovo powertrain composto dal 2.0 boxer turbodiesel e dal cambio automatico CVT Lineartronic. La sigla che identifica la trasmissione a variazione continua non è certo popolare dalle nostre parti, abituati come siamo ad associarla agli scooter o, al massimo alle Toyota ibride. Tra i costruttori europei, infatti, solo Audi aveva provato l'esperimento Multitronic, ma con scarso successo. Ma, come dicevo le Subaru mi sono simpatiche e sono convinto che in Giappone abbiano lavorato sodo per trarre il massimo da questa soluzione tecnica.


Distinguersi, sempre e comunque


Il motivo di questa simpatia è presto detto: adoro la capacità di uscire dalla massa, dagli schemi e di differenziarsi tecnicamente. I motori boxer e la trazione integrale simmetrica abbinati insieme sono caratteristiche che nessun altra casa automobilistica può vantare e tanto mi basta, sono persino disposto a sorvolare sulle mancanze nella qualità percepita, perché esiste quella reale. Tra l'altro, son...