Un'auto che è diventata un Marchio nel Marchio, grazie anche a soluzioni tecniche non comuni

Difficile trovare un'auto capace di incarnare la Svezia più della Saab 900. Sì, lo so che starete pensando che al mondo esistono anche le Volvo, ma c'è una differenza fondamentale: mentre le vetture dello “scudo di Marte” sono vive e vegete (grazie ai cinesi di Geely) il Marchio Saab è purtroppo passato a miglior vita nel 2011. Lasciandoci in eredità tanto. Soprattutto, un modo di progettare auto innovativo e, per certi versi, unico.

Stranezze svedesi

Per spiegare la genesi della 900 – e di tutte le Saab, in un certo senso – bisogna ricordare che l'azienda nacque nel 1937 come produttrice di aerei civili e militari. Solo dopo la Seconda Guerra Mondiale cominciò a produrre auto, ma sempre senza seguire schemi prestabiliti. Da qui, ad esempio, la plancia piatta con tasti e tastini ovunque, tipo cabina di pilotaggio. Oppure, sui mezzi più recenti, la possibilità di “spegnere” tutti gli strumenti del quadro tranne il tachimetro, per riposare la vista nelle ore notturne. Per non parlare di soluzioni tecniche quantomai originali. Planata sul mercato nel 1979, la Saab 900 ha il motore montato al... “contrario”: il quattro cilindri, installato in senso longitudinale, vanta la frizione dal lato del paraurti e la distribuzione verso l'abitacolo, mentre il cambio è esattamente sotto. Le ruote anteriori – che sulle 900 “tirano” - possono contare su sospensioni a quadrilatero alto, ma sono anche quelle sulle quali agisce il freno a mano.

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Arriva la Turbo

E poi c'è la chiave d'accensione, posizionata vicino al cambio ed estraibile solo con la retromarcia inserita. Così, non si può lasciare parcheggiata l'auto in folle. Si continua con il filtro aria per l'abitacolo – una rarità per l'epoca – e, dotazione di sicurezza, il piantone di sterzo collassabile in caso d'incidente. Nelle intenzioni dei tecnici, comunque, c'è la volontà di utilizzare la base della vecchia 99, pur allungata e “corretta”, per puntare a conquistare clienti nel segmento superiore. E, ben presto, la neonata 900 si fa la fama di auto per chi vuole andare controcorrente. Anche, fin da subito, scegliendo la Turbo da 145 CV (la base, con un 2 litri a carburatore, ne conta 100).

Saab 900 prima serie, le foto storiche
Saab 900 prima serie, le foto storiche

Consumi nel mirino

Per la verità, Saab fu una delle prime case ad intuire il vantaggio della sovralimentazione, tanto che la introdusse già nel 1977 sulla 99. La 900, tuttavia, si fa forza di quegli studi per montare una turbina più piccola, che soffia a soli 0,7 bar, per limitare il turbo-lag e privilegiare la risposta ai bassi regimi. Tuttavia, a causa del rapporto di compressione molto basso – adottato per evitare indesiderati battiti in testa – la 900 Turbo beve come un'assatanata anche andando piano. Il rimedio arriva nel 1982 e si chiama APC (Automatic Performance Control): in pratica, si tratta di un sistema capace di ritardare l’anticipo d’accensione in tempo reale, per aumentare la compressione e far diminuire così i consumi dell'8%.

Il turno della Cabriolet

Nel 1986 la svolta, quella che ricordiamo con più romanticismo sul nostro mercato: insieme al restyling che porta con sé anche nuovi paraurti integrati nella carrozzeria, arriva la Saab 900 Cabriolet. Anche se costa molto di più rispetto alle rivali tedesche, può vantare capote a tre strati ad azionamento elettrico – con lunotto termico in vetro – sedili in pelle, clima e cerchi in lega compresi nel prezzo. Passano cinque anni ed ecco la definitiva consacrazione della versione aperta, almeno da noi. Merito dell'arrivo del motore “eco power”, che fa scendere il listino di qualche milione di Lire insieme alla pressione del turbo (0,35), grazie alla girante più piccola, e ai consumi, ora più a misura di cabriolet (intorno ai 10-11 km/l).

Saab 900 prima serie, le foto storiche

L'inizio della fine

Ma la Saab 900 è ricordata anche per le sue versioni più pepate Aero, con tre porte e appendici aerodinamiche ben visibili, chiaramente mosse dal cuore turbo. Senza dimenticare gli storici cerchi in lega a tre razze e accostamenti di colore arditi. Un idillio, quello della 900, che dura fino al 1993, quando debutta il nuovo modello. Cresciuto sul pianale della Opel Vectra, in ossequio alla neonata partnership con General Motors. Purtroppo, col senno di poi, l'inizio della fine.

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