Grintoso nel look, ispirato alla Corvette, questo prototipo ha il telaio e il motore della tranquilla Opel Kadett

Le due Opel più apprezzate e vendute negli anni ’60 erano la compatta Kadett e la media Rekord, auto da famiglia con linee sobrie nello stile nel tempo: hanno cofano e fiancate levigate, il tetto piatto ed esprimono grande solidità.

Nel 1965 però la casa tedesca decide di rinfrescare la sua immagine e realizza il prototipo Experimental GT, una coupé ispirata alla Chevrolet Corvette di seconda generazione (Opel e Chevrolet erano parte del gruppo General Motors) che rinnova lo stile della marca e lo proietta verso gli anni ’70.

Grintosa, ma anche pratica

Lo stile della Experimental GT è firmato dal tedesco Erhard Schnell, che si ispira alle linee slanciate già in voga negli Stati Uniti e realizza una coupé bassa ed aerodinamica, per nulla ispirata alle Kadett e Rekord: ha il cofano lungo e sagomato, fiancate a onda e una parte posteriore tagliata nettamente, dove spiccano i quattro fari tondi, i fregi cromati e l’inusuale “tappo” del serbatoio in posizione centrale.

Opel Experimental GT 1965

Tipici sono anche i fari anteriori a scomparsa. Le portiere della Experimental GT fanno capire che quest’auto è una vera Opel, perché migliorano l’accesso a bordo “aprendo” anche una piccola porzione del tetto.

Sotto sotto è tranquilla

La meccanica di questo prototipo è invece assai più convenzionale, perché la Opel Experimental GT adotta il telaio a trazione anteriore della Kadett e il suo motore a benzina 1.9 da 90 CV. In questo frangente sono enormi le differenze con la Corvette, che adotta un V8 5.4 fin dalla versione meno potente (ha 255 CV).

La Experimental GT non è rimasta uno studio di design fine a sé stesso, perché ha ispirato la Opel GT del 1968, una coupé economica diventata fra le Opel più celebri della storia.

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