Ricordiamoci perché in autostrada benzina e diesel costano di più
I rifornimenti nelle stazioni autostradali sono più cari anche del 30%. Ecco il motivo e cosa si può fare per risparmiare
Con l'inizio del periodo estivo molti italiani hanno iniziato a muoversi lungo la rete autostradale, facendo i conti non solo con traffico in costante aumento ma con un problema che non conosce stagionalità: i prezzi di benzina e diesel in autostrada sono sempre più alti.
Prezzi che sforano abbondantemente quota 2 euro al litro, arrivando fino a picchi di 2,8. Eppure il prodotto è lo stesso che si acquista negli altri distributori. Perché quindi il carburante in autostrada costa di più?
Questione di royalties
Il principale motivo della notevole differenza nelle nei prezzi benzina e diesel si deve alle royalties, vale a dire i compensi richiesti dalle società private che gestiscono le autostrade ai fornitori di carburante. Le concessioni avvengono infatti con dei bandi istituiti dal Ministero delle infrastrutture, dove nelle offerte delle compagnie petrolifere viene indicato quanto incasserà il gestore autostradale per ogni litro di carburante venduto. La media attualmente è di 0,08 euro al litro.
Un dato indicativo perché i prezzi variano molto, anche tra aree di servizio dello stesso marchio, con differenze di anche 10-20 centesimi. A cui vanno aggiunti costi maggiori nella gestione delle stazioni autostradali, che devono anche garantire un servizio costante, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.
Ma non è tutto. L’altro problema della rete italiana è la sovrabbondanza di stazioni: l'ultimo dato disponibile parla di 22.654, 22.149 stradali e 505 autostradali). Per fare un paragone in Germania, Paese più popoloso dell'Italia e con una superficie di 357.021 km2 contro i 302.073 del Bel Paese.
Un vantaggio innegabile per gli automobilisti, che hanno così una maggior facilità nel trovare distributori, che diventa però penalizzante per logistica e distribuzione. Più stazioni da rifornire significa maggiori costi e complessità. Con vendite che calano per ciascuna stazione (si stima il 60% in meno rispetto all'estero) che devono di conseguenza tenere più alti i prezzi, specie in autostrada. Quindi, a conti fatti, anche questo va a discapito dei clienti.
Quanto costa di più “un pieno”
Il risultato finale è un divario che può arrivare effettivamente al 30%, anche se occorre fare un distinguo doveroso tra le pompe self-service e quelle “servite” presidiate dal personale.
Significa che se consideriamo un prezzo medio (ad oggi) di 1,865 euro per la benzina e 1,711 per il diesel, in autostrada lo stesso litro - in modalità self service, le rilevazioni non monitorano il servito - a oggi (24 luglio) i prezzi medi di benzina e diesel in autostrada sono rispettivamente di 1,948 e 1,847 euro al litro.
Sul pieno questi numeri la differenza la fanno. Prendiamo le auto benzina e diesel più vendute in Italia nei primi 6 mesi del 2024. La Citroen C3 benzina ha una capacità del serbatoio di 42 litri, un pieno passa così da 78 a 81 euro. La Volkswagen Tiguan 2.0 TDI con i suoi 55 litri di capacità cresce da 94 a 101 euro. Come detto si tratta di valori medi, con picchi (sulla rete gestita da Autostrade per l'Italia) di 2,322 euro al litro per la benzina al self service nell'area di servizio Villoresi Ovest (Autostrada A8) e 2,242 per il diesel.
Cambiamenti in arrivo?
Sulla questione stazioni di servizio è intervenuto anche il ministro del made in Italy Adolfo Urso, promettendo novità
"Stiamo predisponendo una riforma delle rete dei carburanti, che mi auguro di portare in consiglio dei ministri prima della pausa di ferragosto. [...] Ci stiamo confrontando ormai da oltre un anno con l'obiettivo appunto di realizzare una legge organica di razionalizzazione della rete. Un disegno di legge di riconversione e razionalizzazione della rete urbana ed extra urbana con incentivi alla dismissione di impianti, e per stazioni di carica elettrica e di biocarburanti. Dobbiamo supportare la transizione elettrica ma non solo; riorganizzare una rete che sia più sostenibile per gli operatori del settore e più capace di sostenere la transizione verso la decarbonizzazione del settore dei trasporti".
Pieno di carburante, cinque consigli utili per risparmiare
1 – Rifornirsi prima
Una delle soluzioni più banali è quella di fare il pieno prima di entrare in autostrada. Un Diesel moderno percorre tra gli 800 e i 900 km con un pieno, abbastanza da arrivare a destinazione senza doversi fermare, almeno non per fare rifornimento.
2 – Uscire dall'autostrada
Per qualche strano motivo, gli automobilisti hanno timore che spezzando una tratta autostradale in due si finisca per pagare di più il pedaggio, cosa che teoricamente non dovrebbe succedere. Certo è una scomodità e porta via un po’ più di tempo, anche se le stazioni sono numerose anche subito fuori dai caselli. O magari è solo pigrizia?
3 – Fare da soli
Ogni tanto conviene rimboccarsi le maniche. Ormai la quasi totalità delle aree di servizio ha pompe self-service (in realtà più d’una ha abolito quelle servite) e lo sforzo, come abbiamo visto, è ben ripagato.
4 – No logo, sì al risparmio
I grandi marchi sono più attraenti e quasi sempre hanno anche i ristoranti e gli shop migliori, ma le compagnie minori oppure le cosiddette “pompe bianche” (più rare in autostrada) sono nettamente più economiche. Si tratta di distributori che non dipendono dalle grandi compagnie e possono comprare il carburante all'ingrosso dove conviene di più, vantaggio che si riflette sul prezzo finale.
5 – Consultare le app giuste
Oltre alle classiche app di navigazione, che ci mostrano le aree di servizio sul percorso, vi consigliamo di scaricare Prezzi Benzina o una delle sue omologhe dedicate a Metano, Gpl, Pompe Bianche.
Si tratta di applicazioni gratuite per dispositivi iOS e Android nate dalla collaborazione fra Federconsumatori, PrezziBenzina.it, Adusbef e Adiconsum, che permettono di trovare le stazioni più economiche nelle vicinanze o in una determinata zona selezionata.
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