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Come scegliere i furgoni elettrici per le consegne urbane

Vi spieghiamo come scegliere il modello giusto valutando autonomia reale, tempi di ricarica, carico utile e vincoli di accesso in città

FLOTTE ELETTRICHE LCV
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Per molte flotte impegnate nell’e-commerce, i limiti di un furgone elettrico emergono solo dopo l’entrata in servizio: autonomia inferiore alle attese, tempi di ricarica difficili da conciliare con i turni di consegna e capacità di carico non sempre adeguata ai volumi reali.

Per evitare questi problemi, la scelta del veicolo dovrebbe partire da un’analisi concreta delle missioni quotidiane, dei vincoli di accesso alle ZTL e dell’organizzazione della ricarica. Solo valutando questi elementi è possibile individuare il mezzo più adatto ed evitare veicoli sovradimensionati o, al contrario, insufficienti per il lavoro richiesto che finirebbero per aumentare costi operativi e complessità gestionale invece di ridurli. 

Quali caratteristiche servono davvero per l’ultimo miglio elettrico

Per scegliere un furgone elettrico adatto alle consegne urbane, la prima domanda è: quale missione deve coprire ogni giorno?

L’ultimo miglio e-commerce richiede in genere molti stop and go ravvicinati, percorrenze contenute ma tempi stretti e accesso a zone a traffico limitato o aree a basse emissioni. In questo contesto contano più la gestione delle soste e la maneggevolezza che non la velocità di punta o la capacità di affrontare lunghi trasferimenti extraurbani.

Un errore frequente è concentrarsi solo sulla scheda tecnica del veicolo senza mappare i giri di consegna. Se il percorso medio prevede strade strette, rampe di garage, cortili o centri storici, diventano prioritari raggio di sterzata, ingombri esterni, visibilità e sistemi di assistenza alla guida. Per flotte che operano in centri storici o aree pedonali, possono risultare interessanti anche soluzioni compatte o veicoli specializzati, come quelli per il trasporto passeggeri e merci leggere presentati in progetti dedicati alla mobilità urbana, ad esempio i mezzi descritti per il trasporto passeggeri in ambito cittadino su piattaforme di settore.

Un altro aspetto critico è l’allineamento tra caratteristiche del veicolo e politiche locali di mobilità sostenibile. Le strategie europee sulla mobilità urbana e sulla logistica a emissioni zero spingono le città a favorire veicoli elettrici per le consegne, anche attraverso zone a emissioni ridotte e finestre orarie dedicate. La Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente della Commissione europea indica proprio la logistica urbana come ambito chiave di decarbonizzazione, elemento che rende i furgoni elettrici uno strumento sempre più necessario per mantenere l’operatività nelle aree centrali.

Autonomia reale, carico utile e tempi di ricarica per i furgoni elettrici

Quando si valuta l’autonomia di un furgone elettrico per consegne urbane, il dato dichiarato è solo un punto di partenza. Il ciclo reale di utilizzo, con continue ripartenze, climatizzazione spesso attiva e carico variabile, può ridurre sensibilmente la percorrenza effettiva. Per questo è utile partire dai chilometri medi giornalieri per veicolo, aggiungere un margine di sicurezza e verificare se il modello considerato copre la missione con una sola ricarica, senza dover modificare turni e orari di consegna.

Carico utile

Il carico utile è altrettanto determinante: un furgone elettrico troppo piccolo costringe a moltiplicare i viaggi o i mezzi, mentre uno sovradimensionato pesa in termini di costo di acquisto e consumo energetico. Nelle flotte e-commerce, dove i colli sono spesso voluminosi ma leggeri, la capacità di carico in volume può essere più importante del peso massimo trasportabile. Se, ad esempio, una linea di business prevede prevalentemente pacchi ingombranti ma leggeri (arredo, abbigliamento, beni di largo consumo), allora conviene privilegiare un vano di carico ben sfruttabile, con pareti regolari e accessi posteriori e laterali ottimizzati per ridurre i tempi di fermata.

Tempi di ricarica

I tempi di ricarica incidono direttamente sulla produttività. È essenziale verificare la compatibilità tra potenza di ricarica del veicolo e infrastruttura disponibile in deposito o nei punti di appoggio. Se la flotta rientra ogni notte nella stessa sede, la ricarica lenta o semi-rapida può essere sufficiente, a patto che i turni consentano soste prolungate. Se invece i veicoli restano spesso in strada o cambiano deposito, può essere necessario prevedere ricariche intermedie o accordi con operatori di infrastrutture pubbliche. In questo scenario, la pianificazione delle soste di ricarica diventa parte integrante del disegno del servizio.

Per orientarsi tra le soluzioni disponibili, può essere utile osservare come i Costruttori stiano sviluppando piattaforme dedicate ai van elettrici del futuro, come nel caso delle collaborazioni industriali.

Come usare la telematica per ottimizzare rotte e soste di ricarica

La telematica è uno strumento chiave per rendere sostenibile e competitiva una flotta di furgoni elettrici dedicata all’e-commerce. I sistemi di connettività permettono di monitorare in tempo reale posizione, stato di carica, consumi e stile di guida, dati indispensabili per ottimizzare i percorsi e prevenire fermate non pianificate. Per chi gestisce più veicoli, la possibilità di visualizzare su una dashboard l’autonomia residua e le consegne ancora da effettuare consente di riassegnare i giri in modo dinamico, riducendo ritardi e chilometri a vuoto.

Un errore comune è installare dispositivi telematici senza integrare i dati nei processi operativi. Se i responsabili di flotta non utilizzano le informazioni per riprogettare i giri, impostare soglie di allerta o formare gli autisti, il potenziale rimane inespresso. Alcuni costruttori stanno sviluppando piattaforme specifiche per i veicoli commerciali, che combinano manutenzione predittiva, analisi dei tempi di fermo e suggerimenti per migliorare l’efficienza. Un esempio è rappresentato dai servizi di connettività per veicoli commerciali che offrono tracciamento e analisi avanzata, come illustrato per i sistemi dedicati alle flotte su soluzioni telematiche per LCV.

Telematica applicata alle flotte elettriche

Per sfruttare al meglio la telematica nella gestione della ricarica, è utile definire alcune regole operative. Tra le principali azioni possibili si possono citare:

  • impostare soglie di allerta per lo stato di carica, così da evitare rientri d’emergenza o consegne incomplete;
  • analizzare i tratti di percorso con maggior consumo per valutare alternative di routing o formazione alla guida efficiente;
  • programmare le ricariche notturne in base ai turni del giorno successivo, bilanciando l’uso delle colonnine disponibili;
  • identificare i veicoli sistematicamente sovra- o sotto-utilizzati per riequilibrare i carichi di lavoro;
  • integrare i dati di flotta con i sistemi di gestione ordini per ottimizzare l’assegnazione delle consegne.

Se, ad esempio, un veicolo mostra consumi anomali su un certo giro, allora il fleet manager può verificare se il percorso include tratti particolarmente congestionati o se lo stile di guida è poco efficiente, intervenendo con modifiche di routing o formazione mirata. La telematica diventa così un alleato per allineare le prestazioni dei furgoni elettrici alle esigenze di servizio, riducendo al contempo costi energetici e usura del veicolo.

Esempi di applicazioni e casi d’uso nelle flotte di consegna

Le politiche europee sulla logistica urbana a emissioni zero individuano nelle flotte di furgoni per l’ultimo miglio uno dei target prioritari di elettrificazione, in particolare per servizi postali e commercio elettronico. Una comunicazione della Commissione europea dedicata alle flotte aziendali e ai veicoli elettrici sottolinea proprio il ruolo delle grandi flotte di consegna come leva per accelerare la transizione verso veicoli a zero emissioni, con benefici diretti su qualità dell’aria e rumore nelle città, come indicato nel documento disponibile su EUR-Lex.

Un esempio concreto di applicazione è rappresentato dai progetti pilota di logistica urbana che combinano furgoni elettrici e micro-hub cittadini. In alcune città europee, i furgoni elettrici riforniscono nelle prime ore del mattino punti di distribuzione urbani, da cui partono poi consegne a emissioni ridotte verso i destinatari finali. Il progetto sperimentale avviato a Valencia per la logistica dell’ultimo miglio, descritto dall’EU Urban Mobility Observatory, mostra come questo modello possa ridurre viaggi a combustibili fossili e emissioni di CO2, mantenendo al contempo livelli di servizio adeguati per l’e-commerce, come riportato nella scheda dedicata al progetto pilota di Valencia.

Per le aziende che operano in Italia, osservare questi casi d’uso aiuta a definire strategie di elettrificazione progressive. Una piccola flotta può iniziare con alcuni furgoni elettrici dedicati alle zone centrali più vincolate, mantenendo i veicoli tradizionali per le tratte periferiche o extraurbane. Man mano che si accumulano dati su percorrenze, consumi e costi operativi, diventa possibile estendere l’elettrico ad altre linee di servizio. In parallelo, il mercato dei furgoni elettrici continua a evolvere, con nuovi modelli e piattaforme dedicate.

Un ulteriore scenario riguarda le collaborazioni tra operatori logistici e amministrazioni locali per creare aree di carico/scarico dedicate ai veicoli a zero emissioni o per sperimentare finestre orarie preferenziali. Se una città introduce una zona a emissioni zero nel centro storico, allora una flotta che ha già integrato furgoni elettrici e sistemi telematici sarà in grado di adattare rapidamente i propri giri, cogliendo opportunità di servizio che altri operatori non possono sfruttare. La scelta del furgone elettrico, in questo senso, non è solo una decisione tecnica, ma un investimento strategico per mantenere competitività nel medio periodo.