Nuova IPT, il noleggio auto chiede un passo indietro
Secondo ANIASA le nuove norme rischiano di creare conflitti tra imprese ed enti territoriali
Le nuove disposizioni sull'Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) accendono il confronto tra il Governo e il settore del noleggio veicoli. ANIASA, l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende della mobilità e del noleggio, ha inviato una lettera alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai principali ministeri coinvolti per chiedere un rinvio dell'entrata in vigore delle modifiche introdotte dal Decreto Legge Fiscale.
Secondo l'associazione, le nuove norme rischiano di generare incertezza amministrativa e contenziosi a causa dei criteri utilizzati per individuare la Provincia competente alla riscossione dell'imposta. Una situazione che potrebbe avere ripercussioni non solo sulle imprese del settore, ma anche sugli investimenti e sul processo di rinnovo del parco circolante.
Il nodo della territorialità
Al centro delle critiche di ANIASA c'è il riferimento alla "gestione ordinaria in via principale" dell'attività come criterio per stabilire quale ente territoriale debba incassare l'IPT. Una formulazione che, secondo l'associazione, si presta a diverse interpretazioni e potrebbe creare problemi alle società di noleggio, che operano attraverso una rete diffusa di sedi, filiali e punti di servizio distribuiti in tutta Italia.
"Le imprese continueranno naturalmente a versare integralmente l'imposta dovuta, ma la formulazione della norma rischia di esporre gli operatori a contestazioni da parte di diverse amministrazioni territoriali sull'individuazione della Provincia competente, generando incertezza amministrativa e gestionale per un periodo che può arrivare fino a cinque anni", evidenzia ANIASA.
L'associazione teme inoltre che possano nascere controversie non soltanto tra aziende ed enti locali, ma anche tra le stesse amministrazioni territoriali, in assenza di strumenti automatici di compensazione delle somme eventualmente contese.
Vedi tutte le notizie su Motor1 Pro Le richieste del settore
Per ANIASA il problema non riguarda soltanto gli aspetti burocratici. L'associazione ritiene infatti che le nuove regole non risolvano il tema della concentrazione delle immatricolazioni in alcune aree del Paese, limitandosi a trasferire il gettito fiscale da una provincia a un'altra senza tenere conto dei territori in cui i veicoli vengono effettivamente utilizzati.
A destare preoccupazione è anche il possibile impatto sul noleggio a breve termine, comparto che ogni anno genera circa 3,5 milioni di contratti legati al turismo e rappresenta un elemento importante per la mobilità dei visitatori.
Per questo motivo l'associazione chiede al Governo di rinviare l'applicazione della norma e di avviare un confronto con gli operatori del settore. Da oltre dieci anni ANIASA propone un sistema di riscossione centralizzata dei tributi dovuti dalle società di noleggio, con una successiva redistribuzione delle risorse a Regioni e Province secondo criteri condivisi. Un modello già adottato in Paesi come Francia e Germania, dove meccanismi di compensazione tra territori consentono di evitare squilibri e semplificare la gestione amministrativa.
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