L'auto di Bo & Luke

"Americanata": s. f., cosa fatta in modo e con mezzi insoliti, sorprendenti, con quel gusto del grandioso che hanno spesso gli Americani." Questo è la definizione de "il Dizionario della Lingua Italiana" (DeAgostini), riguardo quelle "facezie" di cui certa cinematografia d'Oltreoceano è piena. Però (... un "però" c'è sempre...), mentre tutti quanti siamo disposti a criticare ogni sorta di americanata, in realtà tali esagerazioni piacciono, o quantomeno, divertono.

Ad esempio - e qui mi riferisco principalmente alle generazioni nate tra venti e trent'anni fa - quanti di voi non si sono appassionati alle avventure di Bo e Luke? Ve li ricordate? Su... spremetevi ben bene le meningi... sono i protagonisti della serie televisiva Hazzard. Non so se avete presente... quella lunga coupè arancio, con una bandiera sudista sul tetto, che effettuava salti e derapate tanto esagerate e fasulle da meritarsi un posto d'onore nella "enciclopedia dell'americanata", casomai esistesse. Bene, la vettura protagonista della serie era denominata Generale Lee (o, se preferite General Lee) ed era una Dodge Charger R/T del '69. La Charger R/T è stata una delle ultime (forse realmente l'ultima) auto americane "genuine". Mi spiego. La produzione americana fino alla fine degli anni '60 era grossolanamente divisa in due: da un lato c'erano le grandi berline e le giardinette lunghissime, dall'altra parte c'erano le muscle cars.

Sotto la locuzione "muscle car", si identificano le vetture (o versioni) più "pepate" all'interno della gamma di un costruttore. Per intenderci, una possibile muscle car attuale sarebbe la Viper. In verità quest'ultima è solo un'imitazione (per quanto possa essere definita così un'auto in ogni caso esclusiva e affascinante). La Charger R/T era una muscle car autentica e, esaminandone le caratteristiche del propulsore, capirete che, più che un'auto "pepata", era un vero e proprio concentrato di dinamite. I propulsori erano tutti degli 8 cilindri a V (come nella più radicata tradizione automobilistica americana), con cilindrate che variavano tra i 6980 e i 7200 cc., con due livelli di potenza.

Nello specifico le motorizzazioni erano (in ordine di potenza): 440 Magnum (il numero identifica la cilindrata del propulsore in pollici/cubi): 7200 cc., alimentazione con un carburatore quadricorpo Carter. Potenza massima, ca. 285 cv DIN a 4800 rpm, coppia max 52 Kgm DIN a 3250 rpm

426 Hemi: 6980 cc., testata con camere di combustione emisferiche (migliorano l'efficienza termodinamica del propulsore). Alimentazione singola, ovvero 2 quadricorpo Carter. Potenza max ca. 350 cv DIN a 5000 rpm e 56 kgm di coppia max (DIN) a 4000. La trasmissione poteva essere automatica, a tre rapporti, o manuale a quattro marce + RM. Il comando era a cloche sul pavimento. I dati sulle prestazioni sono adeguati al carattere della vettura: esagerati!

La Dodge Charger R/T '68, con motore 426 Hemi (avente lo stesso motore e medesimo corpo vettura rispetto a quella del '69) nella prova su strada pubblicata dalla rivista Car & Driver nel numero 11/67 raggiunse una velocità massima di 156 mph che, per la cronaca, sono circa 260 km/h effettuando l'accelerazione 0-60 mph (pari a 96 km/h) in 4"8. Il tutto con il cambio automatico a tre rapporti. Non dimenticate che stiamo parlando di una vettura costruita in serie 35 anni fa! I consumi non sono noti, va da sé che, viste la prestazioni (eccezionali), visto il peso (notevole) e vista l'aerodinamica (scarsa) sono anch'essi "adeguati al carattere della vettura". Notare che non erano ancora state introdotte le normative anti-inquinamento che, seppur lecite e condivisibili, negli anni '70 mortificheranno moltissimo sotto il profilo prestazionale, i propulsori americani fino alla nascita dello stereotipo dell'auto americana con un motore pachidermico e capace di prestazioni "comiche".

Dicevo... non essendo previsti sistemi di depollution, le vetture erano modificabili con una gamma di interventi praticamente infinita (vista la robustezza dei propulsori). Tra le modifiche più diffuse al motore 440 Magnum vi era, ad esempio, quella denominata "Six Pack" che consisteva nell'aumento del rapporto di compressione e, soprattutto, nell'adozione di tre carburatori doppiocorpo Holley in luogo di quello di serie. Il tutto fruttava circa 335 cv DIN.

Inoltre, unitamente alle due versioni "di serie" descritte, esiste anche una versione R/T 500 motorizzata con un grosso V8 di quasi 8200 cc realizzata per ottenere l'omologazione sportiva NASCAR. Riguardo alle auto utilizzate nel telefilm, bisogna premettere che erano tutti esemplari reperiti sul mercato dell'usato e adattati alle esigenze di scena da personale specializzato al servizio della Warner.

Infatti, la serie tv è stata realizzata in un arco di tempo che va dal '78 alla prima metà degli anni '80, cioè quando la Charger era poco più che un'auto vecchia. Inoltre per le esigenze di scena, serviva un nutritissimo parco auto. Basti pensare che, generalmente, gli esemplari impegnati nelle acrobazie più spettacolari duravano pochissimo. Ad esempio, ogni salto rendeva successivamente inutilizzabile la vettura protagonista, che andava quindi sostituita con una gemella. L'esemplare distrutto veniva successivamente smontato e privato di tutte le parti di ricambio riutilizzabili.

Ora, (se ne avete voglia) fate una stima di quanti salti e acrobazie siano stati fatti dagli stunt-driver durante le riprese dell'intera serie, poi, al risultato sommate un valore approssimato di tutte le scene tagliate e/o ripetute, perché viziate da qualche errore... Insomma, è lampante come un flash da fotografo che i produttori del telefilm hanno letteralmente "fatto incetta" di Charger R/T '69 usate. Le poche sopravvissute alla fine delle riprese sono state vendute a privati, gli stessi che oggi danno vita ad una serie di raduni negli USA con protagoniste le vetture della serie tv e tantissime repliche realizzate sulla base delle oltre 80.000 Dodge Charger '69 prodotte.

Se vi interessa una ulteriore, piccola, curiosità sulla Charger; vi rimando alla scheda dedicata ad un'insolita versione: la Daytona.

Fotogallery: Dodge Charger R/T '69