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Il motore ibrido da record con efficienza al 45,5%

Dongfeng ottiene la certificazione CATARC per il nuovo 2.0T Mach Power: cresce la sfida tra costruttori cinesi nei powertrain ibridi

Il motore ibrido da record con efficienza al 45,5%
Foto di: Dongfang

La Cina continua a investire nello sviluppo dei motori ibridi. Dongfeng ha annunciato che il nuovo Mach Power 2.0T ha ottenuto la certificazione CATARC Huacheng ovvero quella rilasciata da un organismo cinese indipendente specializzato nella verifica e nella validazione delle prestazioni dichiarate dai costruttori automobilistici.

Secondo i test effettuati dall'ente, il motore ha raggiunto un'efficienza termica massima del 45,5%, un dato certificato ufficialmente il 22 maggio e reso noto oggi.

Il risultato è particolarmente rilevante perché riguarda un motore 2.0 turbo sviluppato per sistemi ibridi destinati soprattutto a SUV e veicoli di grandi dimensioni, un segmento in cui è necessario conciliare prestazioni elevate, capacità di affrontare carichi importanti ed efficienza energetica.

Combustione controllata e riduzione della detonazione

Il cuore del progetto è una nuova architettura di combustione chiamata MAKC, sviluppata da Dongfeng per migliorare la gestione del processo termodinamico e ridurre il fenomeno della detonazione. Il motore adotta una configurazione a corsa lunga con rapporto 1,29 tra corsa e alesaggio, una scelta che favorisce una propagazione più controllata della fiamma all’interno della camera di combustione.

Il sistema integra un’iniezione diretta ad alta pressione da 350 bar e un sistema di accensione ad alta energia, combinazione che consente di aumentare il rapporto di compressione mantenendo il motore nella sua finestra di massima efficienza su un ampio spettro di carichi.

A questo si aggiunge un sistema EGR a bassa pressione e raffreddato, progettato per abbassare le temperature di combustione e ridurre la tendenza alla detonazione. Secondo i dati diffusi dall’azienda, questa soluzione può migliorare i consumi del veicolo tra il 3% e il 10%, a seconda delle condizioni di utilizzo.

Riduzione delle perdite e contesto del mercato ibrido

Oltre alla combustione, gli ingegneri hanno lavorato sulla riduzione delle perdite meccaniche interne. Il motore utilizza una pompa dell’olio a cilindrata variabile controllata elettronicamente, mentre i componenti in movimento sono trattati con rivestimenti DLC (diamond-like carbon) per ridurre l’attrito.

Il turbocompressore a geometria variabile permette inoltre di mantenere la potenza anche in condizioni impegnative, come la guida in alta quota fino a 2.500 metri o le lunghe percorrenze autostradali a pieno carico. Il risultato è un’area di funzionamento ad alta efficienza ampliata del 30% rispetto alle precedenti generazioni.

Il contesto è quello di un mercato ibrido cinese sempre più competitivo, dove il 45% di efficienza termica è ormai diventato un riferimento tecnico per i SUV di nuova generazione. Anche costruttori come Geely e Chery stanno spingendo ulteriormente l’asticella, con valori dichiarati ancora più elevati o sistemi ibridi di nuova concezione.