Pronto a rinascere il suv italiano?

Conoscendo l'argomento, mi viene spontaneo dire: "a volte ritornano!". E si, perché di quest'auto se n'è sempre parlato con poca serietà: i più la chiamavano "la Uno gigante" e credevano che fosse frutto di un fallimentare progetto della Fiat.
Invece no.
Il Magnum non è figlio di un progetto errato, o peggio, di un collage improvvisato di parti meccaniche provenienti dalla grande serie... ma nasce da un'idea innovativa che col tempo si è rivelata vincente.

UN'IDEA TROPPO AVANTI

Quando tutti i fuoristrada, anche le rinomate concorrenti inglesi e tedesche, erano veicoli dal design spigoloso e "rustico" e con interni che, nel migliore dei casi, offrivano il comfort di una berlina media, il Magnum Fissore vantava un'estetica curata e un abitacolo spaziosissimo e rifinito con materiali di prim'ordine (nonostante la componentistica elettrica derivasse dalla grande serie). Insomma, se la Range è stato il primo veicolo polivalente (Sport Utility, come dicono gli americani); allora il Magnum è stato il primo veicolo polivalente di lusso!
Peccato che l'idea era troppo avanti, il prototipo definitivo fu presentato all'inizio del 1984, e che il costruttore, la Rayton Fissore di Cherasco, aveva finanze troppo limitate per garantire al suo veicolo un aggiornamento costante, al passo con i tempi. La società, poi, negli anni è stata anche protagonista di una serie di vicissitudini finanziarie "poco piacevoli".
Concretamente, l'idea era validissima (il successo attuale degli Sport Utility di lusso, lo dimostra), ma mancavano i mezzi per permettere un valido sviluppo della stessa. E così, a causa delle numerose interruzioni della produzione, dovute ai vari passaggi di mano dell'azienda: da Rayton Fissore, a Fissore, a Magnum Industriale; nella seconda metà degli anni '90 il Magnum scomparve dai listini.
Per anni, tutti quanti abbiamo creduto che fosse morto e abbiamo riso sull'aspetto di quella grossa "Uno" evidenziandone i difetti: "Surriscaldava peggio di una caffettiera...", oppure, "ha gli stessi spazi di frenata di un treno...". Siamo sinceri: il Magnum è sempre stato un veicolo, diciamo così, "misterioso", è vero. E' vero anche che si vedeva quasi esclusivamente nella livrea azzurra della Polizia di Stato. Ma su questa vettura ne sono state dette di cattiverie!

DAL V6 ALFA AL V8 FORD

Intanto, mentre noi italianozzi di provincia ci siamo fatti conquistare dalle esotiche fuoristrada orientali, il Magnum è emigrato Oltreoceano. Attualmente vive una seconda giovinezza negli Stati Uniti.
La scocca è fondamentalmente la stessa, così come il telaio che è quello dell'Iveco Daily prima serie, ossia, lo stesso dell'OM Grinta e dell'Alfa Romeo AR8. Anche le sospensioni sono le stesse, derivate dalla versione militare del veicolo commerciale. Le maggiori differenze sono sotto il cofano: al posto dei motori italiani (i diesel Sofim e VM e i benzina Fiat e Alfa V6), c'è un poderoso otto cilindri Ford da cinque litri con livelli di potenza che vanno da 200 hp ad oltre 340, nella versione equipaggiata con il propulsore sovralimentato della Mustang.
Il veicolo è commercializzato col marchio "Laforza" da un'omonima organizzazione della California ed è indirizzato ad una clientela facoltosa ed esigente.
Quello che da noi era considerato un "aborto", un progetto mal riuscito, in America è diventato un veicolo d'èlite: venduto a prezzi elevati, in pochissime unità per una ristretta cerchia d'abbienti automobilisti.
"Nemo propheta in patria" dicevano i Latini... e avevano ragione!
Con gli anni, il SUV italo-americano è stato continuamente aggiornato. E' ovvio che, viste le microscopiche dimensioni del produttore, si tratta d'aggiornamenti limitati ai particolari e non d'interventi sui lamierati che, lo ribadiamo, sono gli stessi del primo Magnum del '84.

IL PRIMO PERSONAL SECURITY VEICLE

Lo scorso anno, Laforza ha presentato la versione 2003 del fuoristrada. Disegnato da Tom Tjaarda (lo stesso che realizzò la DeTomaso Pantera) e denominato Laforza PSV (Personal Security Veicle) introduce una nuova categoria di veicolo polivalente: alle note caratteristiche di fuoristrada e di vettura di lusso, il PSV offre agli occupanti anche un buon livello di sicurezza in caso d'aggressione grazie alla discreta blindatura cui è stata sottoposta la scocca. Il propulsore del PSV è sempre un Ford ad otto cilindri da cinque litri.

TORNERA' A CASA?

Inoltre, il Magnum è pronto a ritornar in Patria da vincitore. I vertici di Laforza, infatti, pare siano particolarmente rampanti e decisi a distribuire su scala mondiale la vettura.
Ecco come avanza l'ambizioso progetto.
- Il primo passo verso la globalizzazione è stato fatto il 26 settembre del 2000 quando Laforza Automobiles Inc. ha completato la scalata al vertice di Mangum Industriale s.r.l., diventandone proprietaria.
La Magnum Industriale è stata rimpiazzata da una nuova società, creata ad hoc, la Laforza International S.p.A. con sede a Cherasco che si occupa della produzione del veicolo che, precisiamo, si attesterà su livelli squisitamente artigianali: si parla di un poche di centinaia di vetture l'anno. Oltre al Magnum PSV, poi, è in cantiere anche la produzione del VAV, un veicolo militare il cui progetto è già definito da tempo.
Inizialmente, la produzione del PSV era prevista per il 2001, è evidente che si trattava di una previsione un po' troppo ottimistica...
- Ad aprile 2001, la società italo-americana diffonde la notizia che a motorizzare i nuovi modelli ci saranno anche i propulsori diesel di Iveco AIFO (Applicazioni Industriali Fiat OM). Nello specifico, si tratta di un quattro cilindri in linea da 3900 cc, turbocompresso, dotato di intercooler ed alimentazione ad iniezione diretta "common rail". La potenza massima di tale unità si attesterebbe sui 170 hp.
L'utilizzo di un'unità diesel di produzione nazionale è stato deliberato in seguito alla decisione di commercializzare il PSV anche in Europa, dove la manutenzione di un propulsore americano sarebbe più problematica rispetto agli interventi da effettuare su un motore diesel italiano. Intanto il prototipo del PSV è stato esposto in varie manifestazioni d'Oltreoceano.
Gli ultimi comunicati stampa emessi da Laforza sono datati dicembre 2001 e parlano di una serie di fusioni, di accordi e di investimenti per creare una rete commerciale atta alla distribuzione e alla vendita del modello.

ORA TIRIAMO LE SOMME...

Dalle dichiarazioni di quest'ambiziosa società emerge chiaramente la decisione di rilanciare, anzi di lanciare, visto che del vecchio Magnum sono rimaste solo la filosofia costruttiva e alcuni componenti di base, un SUV costoso (si parla di prezzi da 100.000 USD) e decisamente d'èlite.
La volontà di andare avanti speditamente, c'è. Bisogna altresì prendere atto che il prototipo del PSV è pronto dal 2001 (se non anche precedentemente) e che la produzione, che doveva inizialmente partire l'anno scorso, è slittata di ben due anni, ed ora è prevista per il 2003.

Quindi, alla fine, ci sono solo due soluzioni possibili:

- Il tutto si risolverà in una bolla di sapone (e sarebbe un peccato...)

- Laforza sta facendo le cose seriamente e, in questo caso, la produzione potrebbe essere slittata affinché si possa offrire alla clientela un prodotto affidabile e collaudato.

A noi piace sperare che, l'anno prossimo, le nostre strade saranno percorse anche dal Laforza PSV: sarebbe la riscossa del vecchio, caro (e bistrattato) Rayton-Fissore Magnum.

...Non fa niente se, visti i bassissimi numeri della produzione, i futuri proprietari di un PSV dovranno abituarsi ad avere nell'abitacolo del proprio veicolo componentistica (interruttori, levette e affini) presi dalla grande serie. Che male c'è, lo ha fatto anche l'Aston Martin...

Fotogallery: Il Magnum torna con Laforza