Dopo 60 anni di storia, l’ultima evoluzione del sistema, Hydractiva III, finirà il suo ciclo di vita con la C5

Tutto ebbe inizio nel 1954, con le sospensioni posteriori della Traction Avant 15 Six H che erano autolivellanti grazie al sistema idropneumatico inventato e brevettato da Citroen, dopo dieci anni di progettazione e sviluppo. Ma la vera rivoluzione arrivò nel 1955, con la prima DS 19 che aveva un sistema integrale di sospensioni idropneumatiche composto da quattro sfere che permettevano di mantenere costante l'altezza da terra della vettura. Dopo sessanta anni di evoluzione, con il passaggio ai sistemi Hydractiva I, Hydractiva II e infine Hydractiva III, ma anche con la sperimentazione del dispositivo SCCAR per il contrasto attivo del rollio (sulla Xantia Activa), queste rivoluzionari sospensioni, che anche la Rolls-Royce acquistò su licenza nel 1965, sono arrivate al capolinea. La Citroen C5, che è sul mercato da sette anni, sarà l’ultimo modello a montarle; termineranno con il suo stesso ciclo di vita, e se vi ricordate - stando ad una fonte vicina a PSA - in futuro le DS adotteranno un innovativo sistema di sospensioni elettromagnetiche, ideato dalla Bose, fino ad oggi mai montato su un'auto di produzione.


Il sistema è vecchio…


La motivazione ufficiale, fornita direttamente dal CEO del brand Citroen, Linda Jackson, è che la tecnologia idropneumatica è vecchia e che i tecnici francesi stanno lavorando su un nuovo sistema all’avanguardia, visto che il comfort di marcia resta una delle priorità del marchio. Una spiegazione certamente molto diplomatica, che però non parla dei costi di sviluppo di un sistema del genere, che evidentemente sono alti e poco convenienti da sostenere per un singolo brand, che peraltro lo utilizza solo sull’alto di gamma. Quindi è più che verosimile che la prossima generazione di sospensioni Citroen sia realizzata in collaborazione con un fornitore specifico e che utilizzi una tecnologia non proprietaria o almeno non completamente.


…ma ancora unico


Si chiude così un’altra era automobilistica, una di quelle “differenziazioni tecniche” che hanno fatto la storia dell’auto e che stanno sempre di più scomparendo. Se si torna al 1955 e si pensa alla tecnologia dell’epoca, si capisce la portata della rivoluzione tecnica iniziata da Citroen. Gli elementi ammortizzanti erano collegati a quattro sfere di acciaio, una per ogni ruota, riempite per metà di olio e per metà di azoto, con le due sostanze erano separate da una membrana. Nell’affrontare una sconnessione, ma anche all’aumentare del peso dell’auto, l’olio comprimeva l’azoto posto nella metà superiore, indurendo la risposta delle sospensioni. Inoltre, le vetture si auto livellavano, grazie a una pompa che aumentava o diminuiva la lunghezza della colonna d'olio. L’evoluzione tecnica e soprattutto l’avvento dell’elettronica hanno portato anche la possibilità di variare la durezza della risposta (con una elettrovalvola) e l’altezza da terra in maniera automatica a seconda delle velocità.

Citroen C5 1.6 e-HDi Seduction, lusso in economia

Foto di: Daniele Pizzo