Sarebbe questa l'unica strada per evitare che gli USA impongano nuovi dazi su acciaio e alluminio

Si infiamma la polemica fra Trump ed Unione Europea. Il 9 marzo è giunta la notizia che il presidente USA ha firmato un provvedimento per introdurre dazi doganali sulle importazioni di acciaio e alluminio: dal 23 marzo in avanti farli arrivare negli Usa costerà rispettivamente il 25% e il 10% in più. Misure che riguardano ovviamente anche l’auto e che hanno acceso la discussione un po’ ovunque nel mondo, anche nell’UE. Adesso però Trump apre a negoziati con l’Europa sui dazi: chiede a Bruxelles un impegno concreto per rivedere le misure che, stando all’inquilino della Casa Bianca, danneggiano imprenditori, agricoltori e allevatori americani. Washington chiederà a Bruxelles di rinunciare all’uso massiccio di tariffe, barriere e divieti verso molti beni made in Usa, come auto, prodotti agricoli OGM, carni bovine agli ormoni.

Auto protagonista

Il “patto” proposto è semplice: gli USA impongono dazi; se l’UE elimina alcune normative che riguardano l’importazione di prodotti, allora gli Stati Uniti esenteranno il Vecchio Continente dalla stretta sulle importazioni di acciaio e di alluminio, come già avverrà per Paesi alleati come Canada, Messico e Australia. In tutto questo, l’auto è protagonista. Se l’UE accettasse le proposte di Trump, infatti, non ci sarebbero “scontri” nel settore auto: nessuna offensiva tale da mettere in crisi soprattutto la Germania. Va inoltre tenuto presente che molte Case europee hanno stabilimenti in USA: se i dazi danneggeranno quei Costruttori, inevitabilmente ci saranno ripercussioni anche a livello occupazionale negli Stati Uniti. È stato lo stesso Elon Musk, creatore della Tesla, a mettere a fuoco la questione auto: “Sono contrario ai dazi doganali in generale, ma le regole attuali rendono le cose molto difficili. È come competere in una gara olimpica indossando scarpe di piombo. Voglio solo un rapporto equo. Niente di più. Spero che questo non sembri irragionevole. È meglio se tutti i Paesi abbassano i dazi”.

Incontri nei prossimi giorni

Pertanto, il ministro del Commercio USA, Wilbur Ross, andrà a trattare con gli europei in una serie di incontri che partiranno nei prossimi giorni. A tale proposito, Larry Kudlow, ex collaboratore di Ronald Reagan e oggi consulente esterno della Casa Bianca, parla di una strategia del presidente americano, mutuata dal mondo del business, per ottenere concessioni. All’inizio Trump “minaccia”, poi osserva la reazione, infine tratta e raggiunge il suo obiettivo. Un esempio? Per Canada e Messico niente dazi purché rivedano l’accordo Nafta per il libero scambio. In alternativa all’accordo USA-UE, potrebbe esserci la “rappresaglia” dell’Europa: dazi su burro di arachidi, moto, whisky, jeans che arrivano dall’America.

Due conti sulle date

Ipotizzando che i dazi entrino in vigore il 23 marzo, comunque poi si avranno 60 giorni per aggiustare il tiro: proprio in questo lasso di tempo, la trattativa fra USA e UE potrebbe portare a un ammorbidimento delle misure contro il Vecchio Continente, in cambio di provvedimenti a favore degli Stati Uniti. Se ne parlerà, quindi, fino al 23 maggio.