“Ho trovato il video disturbante ed allarmante e fa sorgere molti dubbi sulla capacità di Uber di continuare i propri test in Arizona”. Con questo passaggio fondamentale il Governatore dell’Arizona Doug Ducey ha di fatto stoppato i test di Uber sulla guida autonoma, un ennesimo colpo sull’azienda californiana dopo l’incidente che ha causato la morte di una donna. Eppure due anni fa proprio Ducey aveva aperto le porte alle auto che si guidano da sole, sottolineando come la loro presenza non avrebbe rappresentato un pericolo per la sicurezza pubblica.

Manica troppo larga

L’Arizona smette quindi (almeno in parte) di essere una sorta di Eldorado per le aziende al lavoro su sistemi di guida autonoma. Lo stato guidato da Ducey infatti era molto permissivo e non chiedeva, al contrario della California, di ricevere report dettagliati sullo stato dei test e sul funzionamento delle tecnologie. L’incidente di Uber ora cambia tutto e ci si aspetta un’ulteriore stretta su tutti i test delle altre aziende. Uber dal canto suo conferma l’intenzione di voler aiutare nelle indagini per capire al meglio cosa sia successo nella notte del 18 marzo, quando la Volvo XC90 dotata di lidar, radar e telecamere ha investito e ucciso un pedone.

Rivedere tutto

L’ufficio stampa del Governatore ha poi aggiunto come la decisione di stoppare i test di Uber non derivi unicamente dalla morte della donna, ma dalla convinzione che le tecnologie utilizzate dall’azienda guidata da Dara Khosrowshahi debbano essere profondamente riviste. Come è possibile che i radar sistemati sull’auto non siano riusciti a rilevare la presenza della donna che attraversava la strada? Come mai l’auto non ha nemmeno accennato a frenare? Interrogativi che fanno ancora più rumore dopo l’inchiesta del New York Times che ha rivelato come l’obiettivo di Uber fosse quello di far percorrere almeno 13 miglia prima che un essere umano dovesse prendere il controllo. Inoltre fino a qualche tempo fa a bordo delle auto a guida autonoma di Uber c’erano presenti 2 persone, per questioni di maggiore sicurezza.

Fotogallery: Volvo XC90, la flotta di Uber a guida autonoma