Dai successi del motore rotativo a Le Mans al progetto dell'ultima Miata. A Motor1Talk, parla il papà della Mazda MX-5

"Quando avevo quattordici anni vidi per la prima volta un motore rotativo. Presi una decisione: quella sarebbe stata la mia strada". Capita nella vita di ognuno di noi un momento in cui si percepisce quale sia la propria via da percorrere. Per Nobuhiro Yamamoto quel preciso istante divenne una vera e propria missione, una folgorazione. Nel 1973 entrò a far parte del gruppo Mazda. Per 22 anni sviluppò quel propulsore che riuscì anche a centrare uno dei traguardi più prestigiosi nel mondo delle competizioni. "Sviluppai il motore della Mazda 787B, la prima auto giapponese a vincere la 24 Ore di Le Mans". Yamamoto san però è famoso tra gli appassionati di casa Mazda per la seconda parte della sua carriera, quella che lo vide diventare project leader della Miata, la MX-5. A Motor1Talk, l'ingegnere giapponese è intervenuto a margine dell'unveiling della "Yamamoto Signature", la versione speciale in soli 4 esemplari dedicata proprio al suo papà.

La Mazda MX-5? Da valore alla vita

"L'ultimo modello ha cercato di riprendere la filosofia, il concetto originale della Miata: dare valore al proprio tempo attraverso il piacere, dare un significato profondo alla propria vita". Non è stato un lavoro facile quello del gruppo di lavoro della casa nipponica. Son serviti otto anni di sviluppo, considerando anche la difficoltà nel realizzare alcuni pezzi, alcuni stampi a livello di catena di montaggio. Proprio al riguardo, lo stesso Yamamoto san ha raccontato un episodio significativo: "Quando i ragazzi della produzione hanno visto il primo esemplare 1:1 hanno detto che era bellissima ma che sarebbe stato davvero difficile riuscire a creare in serie la forma del cofano o del parafango con le presse. La mia risposta fu netta: pensate che i clienti siano clienti soddisfatti per ciò che è facile realizzare? E' proprio perchè noi riusciamo a creare qualcosa di difficile, di complicato, che rende felice i nostri clienti". 

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Un esemplare, un tributo

Vent'anni ed oltre dedicati ad un mezzo, un progetto, un'idea, quella MX-5 divenuta icona del piacere di guida. Anche perchè, come sottolineato dallo stesso Yamamoto "In Mazda, nel nostro atelier, non realizziamo un prodotto, ma una vera e propria opera. E' il frutto comune del lavoro di tanti." Ecco allora quel tributo limitato, svelato da un miatista doc come il nostro Giuliano Daniele durante i Motor1Days, la Yamamoto Signature. Nera con profili in Velocity Red, kit aerodinamico ufficiale e cerchi Enkei. Inoltre il motore, figlio proprio della filosofia di Yamamoto San, il il 1.500 da 130 CV: chi ben conosce la filosofia della MX-5 sa che la leggerezza conta più della potenza. 

Fotogallery: Mazda MX-5 Yamamoto Signature