Tecnologicamente è avanti di almeno 20 anni, ma non raccoglie il successo sperato. Ecco perché

In Giappone e nel Regno Unito si chiama GTO, come una delle Ferrari più amate di sempre. Se ci sia o meno un nesso tra le due auto non lo sapremo mai, ma una cosa è certa: questa giapponese, che nel resto del mondo si chiama 3000 GT, è un laboratorio tecnologico su quattro ruote. Nasce nel 1990, ma è così sofisticata che a leggere la sua scheda tecnica potrebbe sorgere il sospetto che si tratti di un’auto presentata nel 2018. Sì, avete letto bene, la Mitsubishi 3000 GT è avanti di circa 20 anni; anzi, molte delle auto oggi in commercio - e non solo nella fascia bassa del mercato - non possono contare tuttora su certe tecnologie, né mai potranno, probabilmente. Il grado di complicazione tecnica e tecnologica è così elevato (al pari del peso, tra i più elevati del segmento) che viene considerata da molti la macchina più complicata in assoluto del suo periodo. Il tutto, purtroppo per Mitsubishi, non è bastato a impedire che questa macchina passasse ben presto nel dimenticatoio. E allora ecco lo spazio che si merita.

Quattro è il numero magico

Quattro sono le ruote motrici, quattro sono le ruote sterzanti: il Gruppo Volkswagen, per esempio, è arrivato solo con l’ultima generazione del suo pianale MLB Evo (quello riservato al top di gamma e che comprende, tra le altre, Lamborghini Urus, Audi Q8 e Volkswagen Touareg) a mettere insieme le due cose. Ovviamente il grado di accuratezza, nel 2018, è di gran lunga superiore rispetto a quello possibile nel 1994. Però dà bene l’idea di quanto gli ingegneri giapponesi ci vedano lungo, intuendo che per abbinare agilità e stabilità quella sia la soluzione ideale. Nel dettaglio, a velocità superiori a 50 km/h, le ruote posteriori della 3000 GT girano nella stessa direzione di quelle anteriori, il che aumenta la stabilità nei cambi di direzione ad alta velocità; non è prevista, come invece accade sulle applicazioni moderne, la sterzata in "controfase" delle ruote posteriori a bassa velocità.

 

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Tornando alla trazione, non solo è 4x4, ma può contare sul differenziale posteriore a slittamento limitato, che massimizza la motricità in uscita dalle curve più strette, quando le gomme possono andare in crisi nel gestire i 300 CV (oltre 320 dal 1994 in avanti) del motore. A proposito, sotto il cofano c’è un 3.0 con sei cilindri a V, doppio albero a camme in testa a 24 valvole, “spremuto” da un doppio turbocompressore, ognuno con proprio intercoooler. Ciliegina sulla torta è lo scarico attivo che, in modalità Sport, accresce la potenza e il sound. L’elettronica, che la fa da padrona in tutti gli aspetti dell’auto, non poteva non dire la sua in tema di sospensioni e aerodinamica. Ecco dunque ammortizzatori adattive e Active Aero, ovvero la soluzione mediante la quale l’incidenza degli spoiler posteriore e anteriore viene modificata per aumentare il carico aerodinamico - la deportanza, dunque la stabilità - alle alte velocità.

 

Mitsubishi 3000 GT, le foto storiche

C’è qualcosa di americano

Se la tecnologia è 100% giapponese, la 3000 GT ha anche una “gemella” americana chiamata Dodge Stealth: cambiano i loghi e qualche dettaglio estetico, ma nulla dal punto di vista meccanico (la Stealth rinuncia solo all’Active Aero). Il motivo di questo “gemellaggio” risiede negli accordi di collaborazione che esistono in quegli anni tra Mitsubishi e il gruppo Chrysler (prima ancora della fusione con Daimler e, quindi dell’acquisizione da parte di Fiat); si sfruttano le sinergie per poterla vendere nella rete commerciale americana.

 

Poca gloria

Come scritto sopra, per la 3000 GT le soddisfazioni sono limitate, nonostante le credenziali per fare bene ci siano tutte. I suoi torti, se così si possono chiamare, sono due. Il primo è che tanta complicazione, quando la tecnologia non è ancora del tutto pronta, crea qualche problema di affidabilità. Il secondo è forse quello di arrivare in un periodo in cui le sportive giapponesi “da urlo” sono tante. Una su tutte: la Honda NSX, che però fra tutte è anche la più costosa. Le altre sono Nissan 300 ZX, Subaru SVX e Toyota Supra. In ogni caso la sua carriera è lunga, perché gli ultimi esemplari escono dalla fabbrica nel 2000.

Fotogallery: Mitsubishi 3000 GT, le foto storiche