Doveva nascere sul pianale della 127, ma il Presidente francese si oppose alla scalata di Fiat

Politica e industria dell’automobile sono da sempre strettamente legate, specialmente nei Paesi in cui la seconda dà lavoro a una fetta importante di cittadini. E’ il caso per esempio di Italia e Francia, protagoniste nella storia della Citroen Visa. O meglio, l’Italia avrebbe potuto giocare un ruolo di primaria importanza, se il Generale De Gaulle, in quel periodo Presidente della Repubblica Francese, non si fosse opposto alla scalata di Citroen - in crisi - da parte della Fiat degli Agnelli. Siamo negli anni Sessanta e alla Casa del Double Chevron, nelle mani della Michelin, manca un prodotto intermedio fra la Dyane e la GS: Michelin cede il 49% delle azioni a Fiat e il progetto della Visa prende forma su base 127, appunto. Il già citato intervento di De Gaulle porta però Fiat all’uscita dal capitale. E’ così che nasce il Gruppo PSA, insieme a Peuegot, e su spinta proprio dello Stato.

Sotto è una Peugeot 104

Tramontato il progetto con Fiat, al Salone di Parigi del 1978 vede la luce la Visa, costruita su base Peugeot 104 (del 1976). Non si tratta di una banale copia della connazionale, però: il design di Robert Opron, innanzitutto, si distingue nettamente. Idem l’interno, in cui non solo lo spazio viene sfruttato alla grande (280 litri di bagagliaio e buona abitabilità per 4, a fronte di 3,69 metri di lunghezza per 1,53 di larghezza) , ma il “satellite” alla sinistra del volante, che raggruppa tutti i comandi secondari, dà il tocco di originalità tipico di ogni Citroen alla Visa.

Motori Peugeot e Citroen

A muovere la Vista sono dei motori molto collaudati: un 1.1 con 4 cilindri in linea ripreso dalla Peugeot 104 e un 652, bicilindrico Citroen, evoluzione di quello montato su Dyane, 2CV e Mehari; cambiano cilindri e pistoni e l’albero motore guadagna il terzo supporto di banco mentre l’accensione diventa elettronica. Questi i suoi numeri: 124 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 26,2 secondi, 5,8 l/100 km a 90 km/h costanti e 7,8 l/100 km in città di consumo. Il top di gamma resta comunque il 1.100, capace di 50 cavalli a 5.500 giri, per una velocità massima di 140 km/h. Lo 0-100 km/h? 16,8 secondi, per 5,1 l/100 km a 90 km/h costanti e 7 l/100 km in città.

Citroen Visa, le foto storiche
Citroen Visa, le foto storiche

Tre versioni al lancio

L’inizio delle vendite vede tre versioni per la Visa: la Spécial, ovvero la base con il motore da 652 cc; la Club, versione intermedia sempre con motore bicilindrico ma arricchita di fendinebbia posteriori, tergicristallo posteriore e orologio sulla plancia e migliori finiture; la più costosa è la Super, col 4 cilindri e, tra le altre cose, l’omologazione a 5 posti. La visa piace, ma non quanto si aspettavano in Citroen: Opron nel frattempo non lavora più per la Casa e a metter mano all’auto è Heuliez, nel 1981. Le modifiche sono marginali, ma danno all’auto quello che le mancava, visto che le vendite decollano.

Corre anche nel Gruppo B

Le più famose sono, in rigoroso ordine alfabetico, Audi Sport Quattro, Lancia Delta S4 e Peugeot 205 T16, ma anche la Citroen Visa ha la sua versione Gruppo B, la categoria di auto da rally più estrema e folle mai deliberata. La versione stradale della Visa Gruppo B si chiama Visa 1000 Pistes, è 4x4 ed è spinta da un 1.4 da 145 CV. Nel 1984 arriva la GTi, meno estrema e a trazione anteriore, ha un 1.6 da 105 CV.

Visa Chrono

Molto affetto da parte del pubblico, anche se in Italia ne arrivano solo 400 esemplari, lo suscita la Chrono: motore 1.360cc da 93 CV, cambio manuale a 5 marce, cerchi in lega bianchi, per 173 km/h di velocità massima e un tempo di 10,2 secondi per scattare da 0 a 100 km/h. Inizialmente prevista in 1.000 esemplari, questa versione viene infine prodotta in 2.650 unità, grazie al successo riscosso un po’ ovunque in Europa.

Fotogallery: Citroen Visa, le foto storiche