Ecobonus, finalmente ci siamo (quasi)
Il Decreto Legge è stato registrato e il sito è online
Eppur si muove. A pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni del sottosegretario Michele Dell’Orco, che parlava di “questione di giorni” perché l’Ecobonus diventasse (finalmente) realtà, il Decreto Legge sugli incentivi statali per l’acquisto di un’auto nuova (con bassi livelli di emissioni) è stato registrato presso la Corte dei Conti. Già domani quindi il testo dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e diventare attivo lunedì 8 aprile, con più di un mese di ritardo rispetto a quanto annunciato tempo fa.
C’è anche il sito
Assieme al tanto atteso Decreto è arrivato online anche il sito ufficiale ecobonus.mise.gov.it, dove i concessionari (a partire da domani) potranno registrarsi così da poter prenotare gli ecoincentivi. Una volta registrata un’auto venduta (che rispetti i valori per i quali si applica l’ecobonus) questa dovrà essere inserita nel sistema e consegnata entro i 180 giorni successivi, pena la perdita dell’incentivo.
La procedura, come ricordato giorni fa sempre dal sottosegretario Dell’Orco, sarà retroattiva: significa che tutte le auto vendute a partire dal 1° marzo potranno usufruire degli sconti statali. Sconti che verranno erogati direttamente dal concessionario che riceverà poi il corrispettivo dalla Casa automobilistica che, a sua volta, verrà rimborsata dallo Stato tramite credito d’imposta.
Ecobonus, quanto e per chi
Annunciato mesi fa, assieme all’Ecotassa, l’Ecobonus è un procedimento che offre incentivi economici per l’acquisto di auto nuove con bassi livelli di emissioni. Gli scaglioni sono 2:
- 4.000 euro per auto con emissioni di CO2 tra 0 e 20 g/km (+ 2.000 euro in caso di rottamazione)
- 1.500 euro per auto con emissioni tra 21 e 70 k/km (+ 1.000 euro in caso di rottamazione)
Altra condizione necessaria è che il valore dell’auto non superi il valore di 50.000 euro + IVA, soglia che (ad esempio) taglia fuori tutte le Tesla ad eccezione della Model 3.
L’Ecobonus durerà per 3 anni (2019, 2020 e 2021) e metterà a disposizione rispettivamente 60 milioni di euro per il primo anno e 70 per ciascuno degli altri 2 anni. Nel caso in cui i fondi di un anno non dovessero terminare, verranno utilizzati per l’anno successivo.
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