La Ministra annuncia la disponibilità a non multare subito chi ancora sprovvisto, intanto i prezzi schizzano alle stelle

Ormai è caos intorno alla questione dispositivi anti abbandono, con la legge entrata in vigore oggi 7 novembre che ha colto alla sprovvista numerosi consumatori. Un problema generato da informazioni errate fornite da parte di diversi organi di informazione che avevano mal interpretato la legge, chiara sulla data di entrata in vigore dell’obbligo di installare i dispositivi nel caso in cui si viaggi con bambini di età inferiore ai 4 anni.

Cosa non dice

Al di là delle considerazioni su modalità di comunicazione e contenuti, rimane il fatto che la legge lascia ancora molte zone grigie e libere interpretazioni da parte di utenti e forze di polizia. Prima di tutto ciò che è a norma di legge e ciò che non lo è. Il testo parla chiaro: il sistema anti abbandono deve o essere integrato all’origine nel seggiolino, o far parte della dotazione dell’auto oppure essere indipendente sia dall’uno sia dall’altro.

Fin qui nessun dubbio. Il discorso rischia di complicarsi quando si parla di specifiche tecniche: sempre secondo la legge infatti i sistemi anti abbandono devo avvisare l’adulto (attivandosi in maniera completamente automatica), in caso di suo allontanamento dall’auto con bambino ancora a bordo, tramite avvisi visivi e acustici o visivi e aptici. Il problema sorge dal momento in cui non esiste ancora un ente ufficiale preposto alla certificazione di tali dispositivi.

Tutto è quindi lasciato a un modulo di autocertificazione compilato dalle stesse aziende costruttrici, le quali indicano che il loro sistema soddisfa i requisiti di legge. Non bisogna quindi cercare alcuna etichetta specifica o sigla particolare sul dispositivo che si vuole acquistare. La stessa Polizia di Stato ha rilasciato una nota nella quale specifica come “[I dispositivi anti abbandono] Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nell’allegato A al decreto”.

Questione stranieri

La legge non parla nemmeno riguardo al caso di automobilisti stranieri che dovessero recarsi in Italia con minori di 4 anni a bordo. Si limita infatti a parlare di veicoli delle categorie  M1, N1, N2 ed N3 immatricolati  in Italia o all’estero e condotti da residenti in Italia”. Se quindi possedete un’auto con targa straniera ma siete residenti in Italia la legge riguarda anche voi.

Se invece (a titolo puramente esemplificativo) siete residenti in Svizzera e viaggiate in Italia senza dispositivo anti abbandono, secondo la legge, non incorrerete in alcuna sanzione.

Le scorte calano, i prezzi aumentano

Nel caos generale ci sono altri 2 fatti molto particolari da sottolineare: il primo riguarda le scorte di sistemi anti abbandono. Secondo alcune nostre fonti, attualmente in stock in Italia ci sono 30.000 sistemi anti abbandono pronti per la vendita, un numero davvero esiguo rispetto ai 1,8 milioni di bambini sotto i 4 anni presenti sul territorio.

Altro elemento da non trascurare riguarda l’impressionante impennata dei prezzi di alcuni sistemi su siti di ecommerce come Amazon. Per rendercene conto abbiamo utilizzato il sito CamelCamel che tiene sotto controllo le variazioni di prezzo di praticamente ogni prodotto in vendita sul famoso portale di acquisti online.

Gli ordini gestiti direttamente da Amazon non registrano particolari variazioni di rilievo, mentre quelli gestiti da terze parti a in alcuni casi fanno segnare aumenti anche superiori al 50%. Ad esempio il Chicco BebèCare Easy Tech viene normalmente venduto a 39 euro. Da venditori terzi il costo è lievitato fino a toccare un massimo (proprio oggi) di 54,90 euro.

Chicco BebèCare Easy Tech, i prezzi

Baby Bell invece è passato da un minimo di 56,77 euro al massimo di 67,80, sempre nella giornata di oggi. Terzo esempio è quello di Tippy, il cui prezzo è passato per le vendite dirette di Amazon è passato da 54,92 a 59,90, mentre da venditori terzi oggi tocca i 79 euro.

Baby Bell, i prezzi

Certo, l’acquisto online non rappresenta l’unico modo per portarsi a casa un sistema anti abbandono, anche se per molti risulta certamente il più comodo e forse (nel caso in cui si viva lontano da negozi di articoli per l’infanzia) l’unico.

Tippy, i prezzi

Se poi contate di poter approfittare degli incentivi di 30 euro e avete già acquistato il dispositivo anti abbandono, conservate la ricevuta fino a data da destinarsi. La legge infatti è contenuta nella finanziaria attualmente in discussione in Parlamento e ci vorrà ancora tempo prima che i fondi (16,1 milioni di euro per il biennio 2019 e 2020).

Il consiglio di Motor1

Facciamo nostre le parole del libro “Guida galattica per autostoppisti”, dicendo “Niente panico”. È vero, tra informazioni sballate, tempi particolarmente stretti e la paura di vedersi multati e privati di 5 punti della patente è alta, ma correre all’acquisto impulsivo potrebbe essere ancora più controproducente.

Il consiglio che ci sentiamo di darvi, dopo esserci confrontati con nostre fonti interne al Ministero dei Trasporti, è quello di ponderare l’acquisto del sistema anti abbandono e attendere non tanto ulteriori mosse da parte del Governo, ma che i prezzi calino se volete acquistare su internet o che i magazzini tornino a riempirsi se preferite recarvi in negozio.

In questo caso infatti le pattuglie che potrebbero fermarvi saranno guidate dal buonsenso e, anche su input non ufficiali ma che circolano tra le forze dell’ordine, eviteranno di multarvi nell’immediato, chiudendo più di un occhio davanti all’infrazione.

A conferma di ciò ci pensano le parole della Ministra dei Trasporti Paola De Micheli che in una nota ha sottolineato "Mi preme rassicurare le mamme e le famiglie sull'urgenza di questo dispositivo e sulle multe per chi non è ancora dotato di questo strumento: il ministero che rappresento è qui per tutti i chiarimenti e c’è la disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni".