La T.50 verrà presentata a maggio 2020 e nell’attesa ecco arrivare la prima foto che mette in bella mostra la ventola posteriore

“Sogno di produrre un’auto stradale con una ventola per l’effetto suolo sin da quando ho disegnato la Brabham BT46B nel 1978”. A dirlo è Gordon Murray, ingegnere sudafricano papà di alcune delle monoposto di Formula 1 più famose di tutti i tempi, da tempo impegnato a dare vita alla T.50, hypercar firmata dalla GMA, ovvero la Gordon Murray Automotive. Un’auto a lungo anticipata e che si svela oggi con la prima foto ufficiale, dove spicca la ventola posteriore che – a detta di chi l’ha progettata – può vantare la più raffinata aerodinamica mai vista su un’auto stradale.

Fotogallery: Gordon Murray Automotive T.50

Torna la ventola, 41 anni dopo

Facciamo prima un passo indietro, per i non appassionati di motorsport, e più precisamente al 1978 quando il mondo della Formula 1 venne stravolto dalla Brabham BT46B, monoposto disegnata da Murray e caratterizzata da una grossa ventola al posteriore. Una soluzione “mascherata” da sistema di raffreddamento per il V12 Alfa Romeo ma in realtà mezzo per ottenere un effetto suolo mai visto prima. Auto vittoriosa al suo primo Gran Premio e subito bandita dalla Formula 1 perché ritenuta fuori da ogni regola.

A 41 anni di distanza la ventola ritorna, questa volta senza paura di non rispettare qualche tipo di regolamento, per incollare la T.50 all’asfalto. La sua presenza rende inutili grosse ali posteriori e così l’hypercar di Murray si “accontenta” di alcuni elementi mobili. Il resto è fatto dal fondo completamente carenato e dalla ventola con diametro di 400 mm che raccoglie l’aria che passa sotto la vettura, convogliandola verso l’estrattore per aumentare a dismisura l’effetto suolo.

Aerodinamica settabile su 6 differenti livelli, a seconda delle necessità e delle situazioni, sviluppata in collaborazione con la Racing Point sfruttando la galleria del vento del circuito di Silverstone, tra le più sofisticate del mondo.

Gordon Murray Automotive T.50

La F1 come esempio

Gordon Murray non è però famoso unicamente per il suo impegno nel mondo del motorsport, a lui si deve infatti la nascita della McLaren F1, la supersportiva anni ’90 e per 12 anni auto di serie più veloce del mondo. Un bolide mosso da un glorioso V12 di origine BMW al quale la T.50 guarda e si ispira nell’impostazione dell’abitacolo e nella meccanica.

L’hypercar della GMA infatti sfrutterà anch’essa un V12 aspirato, firmato dalla Cosworth e capace di raggiungere i 12.100 giri, con una potenza di 650 CV e 450 Nm di coppia, tutti trasferiti alle ruote posteriori tramite un (per la gioia degli appassionati) cambio manuale 6 marce. Un’auto vecchia scuola che non rinuncia però a un pizzico di elettrificazione, con un sistema mild hybrid a 48 V per portare la potenza a 700 CV e alimentare la ventola posteriore.

L’altro richiamo alla F1 è come detto in abitacolo, dove troveranno spazio 3 persone, col sedile del guidatore in posizione centrale e leggermente avanzata rispetto a quella dei sedili per i passeggeri.

Leggerezza estrema

Se i dati tecnici vi sembrano poca cosa, in un’epoca dove la sovralimentazione ci ha abituati a potenze e coppie esorbitanti, tenete conto che la T.50 peserà appena 980 kg, per un rapporto peso potenza di 1,5 kg/CV. Peso contenuto grazie all’utilizzo di materiali leggeri – come fibra di carbonio per scocca e carrozzeria – e all’estrema compattezza dell’auto, lunga appena 4,34 metri (poco più di una Peugeot 2008), larga 1,85 e alta 1,15. Le prestazioni sono ancora sconosciute, ma da un’hypercar del genere è facile aspettarsi accelerazione 0-100 ben sotto i 3” e velocità massima nell’ordine dei 350 km/h.

La GMA T.50 verrà svelata a maggio 2020 e prodotta in 100 esemplari stradali, cui si aggiungeranno 25 unità dedicate solo ed esclusivamente per la pista. Il prezzo? Si parte da 2 milioni di sterline (circa 2,3 milioni di euro) personalizzazioni escluse.