Nella manovra del Governo arriva un aumento sulle tasse per benzina e diesel con una clausola di salvaguardia

Si torna a parlare di aumento delle accise sui carburanti (vale a dire le tasse indirette che pesano sul costo finale di benzina e diesel). Il Governo guidato da PD e Movimento 5 Stelle ha infatti ha introdotto un emendamento alla Finanziaria – in discussione in questi giorni in Parlamento – nel quale si parla di clausole di salvaguardia con un incremento di 303 milioni nel 2021, 651 nel 2022 e 132 nel 2023.

Nel 2020 niente cambiamenti

Per il prossimo anno quindi niente aumento delle accise sui carburanti, ma c’è poco da stare allegri perché se la clausola di salvaguardia (ovvero “una variazione automatica di specifiche voci di tasse e imposte con efficacia differita nel tempo rispetto al momento dell'entrata in vigore della legge che le contiene”) non verrà disinnescata, tra poco meno di un anno fare il pieno alla propria auto costerà di più.

Ma quanto? Fare i conti al litro per ora è impossibile, ma il Governo presieduto da Giuseppe Conte prevede una serie aumenti pari a 1,221 miliardi nel 2021, 1,683 miliardi nel 2022 e 1,954 miliardi nel 2023. Aumenti nettamente superiori rispetto ai 300 milioni all’anno inizialmente previsti.

Accise, quanto pesano sui carburanti

Attualmente in Italia le accise pesano per circa metà del prezzo dei carburanti e sono state introdotte dai vari governi che si sono succeduti negli anni per coprire alcune spese straordinarie. Dalla guerra in Etiopia del 1935 agli aiuti per le zone terremotate in Emilia nel 2012, passando per altri aiuti a zone dove si sono verificati disastri naturali.

Tasse che sono poi diventate parte integrante della tassazione sui carburanti (no, non stiamo ancora pagando la guerra in Etiopia o quella in Libano) e che potrebbero vedere arrivare nuovi aumenti per coprire spese che lo Stato non saprebbe come coprire altrimenti. Il Governo ha circa un anno per rimediare e provare a cercare le coperture economiche necessarie da qualche altra parte.

Intanto le opposizioni protestano, con l’ex viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che in un post su Facebook dice “La modifica della clausola di salvaguardia delle accise sui carburanti comporterà aumenti vertiginosi del prezzo della benzina e del gasolio: 1,2 miliardi di euro nel 2021, più di 1,6 miliardi nel 2022 e quasi 2 miliardi nel 2023. Dagli illuminati del Pd e dei 5S una follia in piena regola che colpirà tutti senza pietà: cittadini, famiglie imprese. Così si butta davvero benzina sul fuoco”.