Così degli studenti sviluppano una trappola per le polveri sottili
Un gruppo di studenti universitari ha sviluppato un dispositivo capace di catturare le particelle dannose prodotte dagli pneumatici
Lo abbiamo detto spesso: lo pneumatico è l’unico punto di contatto con la strada e la sua scelta è fondamentale per avere sicurezza e prestazioni. Le gomme si scelgono anche in base al tipo di auto, ci sono quelle specifiche per le auto elettriche e quelle per le supercar... insomma, di tutti i tipi e per tutte le stagioni ma ogni pneumatico inquina mentre viene utilizzato.
Si è infatti portati a pensare che l’attrito tra battistrada e asfalto abbia come conseguenza solo alcune tracce di gomma sulla superficie. In realtà, il rotolamento produce anche un particolato inquinante che viene rilasciato nell’aria. E qui entrano in gioco le nuove frontiere della ricerca.
Una nuova sfida per la mobilità green
Il particolato del battistrada è composto da microplastiche, le quali sono uno dei principali fattori inquinanti derivanti dall’utilizzo dell’auto. Le particelle vengono rilasciate ogni volta che freniamo, acceleriamo o affrontiamo delle curve. Il vento le trascina successivamente nell’aria che tutti noi respiriamo.
The Tyre Collective sostiene che il prossimo grande passo nel futuro della mobilità green non riguarderà solo le emissioni di CO2, ma anche l’inquinamento proveniente dagli pneumatici. Gli studenti si sono quindi messi all’opera per superare una delle sfide più importanti nello sviluppo di veicoli sempre più ecologici.

Cattura le particelle attraverso l’elettricità
Il sofisticato sistema utilizza l’energia elettrostatica per attrarre a sé le microplastiche dotate di carica positiva. L’energia necessaria ad attivare il sistema non è elevata ed è alimentabile dai comuni alternatori già presenti sulle auto. Non vi è quindi un impatto rilevante né sui consumi di carburante né sull’autonomia se si parla di un’auto elettrica.
Per far sì che il dispositivo “segua” le ruote in curva, nella parte anteriore è montato vicino al piantone dello sterzo. Le particelle catturate finiscono in un piccolo serbatoio che può essere svuotato a vettura ferma.
Il team sta comunque lavorando su un sistema a circuito chiuso che non obblighi il guidatore ad agire direttamente sul serbatoio.
Fotogallery: The Tyre Collective
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