Il nostro parco circolante è il più anziano d’Europa, ma la media della CO2 nel 2019 è risultata una delle migliori. Ecco perché

Le istituzioni lo ripetono da anni e fino alla nausea: il parco circolante in Italia ha l’età media più alta d’Europa, il che significa inquinamento maggiore e un livello di sicurezza sotto la media europea, specie considerando la velocità con cui le tecnologie progrediscono.

Argomentazione che è anche uno dei cardini delle insistenti richieste di incentivi, necessari a rimettere in moto uno dei settori trainanti dell’economia ma anche a migliorare gli standard sulle strade. Ma quanto siamo indietro sotto l'aspetto ecologico? Ecco cosa emerge dall'analisi dell Unrae, l’associazione delle case estere in Italia.

Oltre i 10 anni

Per l’esattezza, 11 anni e sei mesi: è questa “l’età” media delle autovetture circolanti sulle nostre strade al 31 dicembre 2019, e più della metà non va oltre Euro 4.

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Nel dettaglio come si evince dalle grafiche, ci sono ancora quasi un milione e mezzo di Euro 0, quasi 2 milioni di euro 1, 3,2 milioni di euro 2, poco meno di 5 milioni di Euro 3 e 10,5 milioni di Euro 4, per citare le classi che sono coinvolte dalle campagne rottamazione.

La benzina torna in testa

La tendenza recente mostra un’inversione di tendenza tra benzina e Diesel, nel 2019 852 mila contro 763 mila: dominatore per anni con oltre il 60% della quota di mercato, il gasolio è stato ridimensionato.

Colpa sia delle limitazioni specifiche imposte in alcune città, sia dalla riduzione dell’offerta che ha visto i motori Diesel sparire dai listini di molte vetture e soprattutto nelle fasce inferiori (city car e utilitarie) per lascia posto alle ibride o perché gli adeguamenti per soddisfare le nuove normative li avrebbero resi troppo costosi per quel tip odi vetture.

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Tuttavia, alla prova dei fatti, resta evidente che un Diesel moderno ha emissioni inferiori rispetto a un equivalente a benzina: per fare un esempio freschissimo, il 2.0 Tdi della Golf VIII con 150 CV dichiara un valore di 97 g/km mentre il 1.5 eTSI con tecnologia mild hybrid di pari potenza non scende sotto i 106 g/km.

Dunque, sulla carta con meno Diesel, le emissioni rischierebbero addirittura di aumentare, se la media non fosse calmierata dal crescente numero di elettriche (10mila nel 2019 contro le 118 del 2010) e ibride plug-in che guadagnano gradualmente quote di mercato. Infatti, la media delle emissioni riferite alle vetture vendute nel 2019 è addirittura una delle migliori d’Europa.

Italia sul podio

Il confronto con il resto del continente in effetti è addirittura gratificante: con 119,1 g/km, la media della CO2 emessa dalle vetture immatricolate in Italia nel 2019 è risultata la terza più bassa: meglio di noi la Francia, a 113,7, e L’Olanda che addirittura si ferma a 98,8, mentre gl  altri mercati importanti registrano valori ben più alti, dal 119,7 della Svezia al 131,2 della Germania.

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Il motivo potrebbe essere individuato nel mix di vendite, con un'incidenza maggiore di vetture alto di gamma, che spostano inevitabilmente verso l’alto la media anche se indicano un diverso stato di “benessere”…