Ssangyong chiede l'amministrazione controllata
La Casa coreana non è riuscita a pagare debiti con alcuni istituti di credito
Il futuro di Ssangyong sembrava avviato verso guida autonoma di Livello 3 e auto 100% elettriche, ma la dura realtà ha bussato alla porta della Casa coreana sotto forma di richiesta di amministrazione controllata.
Una decisione arrivata al termine di una riunione del consiglio di amministrazione e resa obbligatoria dall'impossibilità di ripagare il debito di 60 miliardi di Won (circa 66 milioni di euro) contratto nei confronti di alcuni istituti di credito.
I duri colpi della pandemia
Una crisi portata dall'emergenza sanitaria ed economica dovuta alla pandemia da coronavirus, che ha visto crollare le immatricolazioni auto e numerose Case alle prese con ristrutturazioni aziendali e contenimento costi.
Per Ssangyong il 2020 è stato un anno estremamente negativo, con vendite calate del 20% rispetto al 2019 e meno di 97.000 auto vendute. Situazione di calo che si ripete ormai da 15 mesi consecutivi.
La Casa aveva provato a posticipare la data di scadenza per il pagamento dei prestiti, senza però trovare un accordo con le banche. Ma da qui all'effettiva entrata in vigore dell'amministrazione controllata passeranno ancora 3 mesi.
La Casa coreana infatti ha fatto richiesta per la procedura di "Sostegno Autonomo alla Ristrutturazione", periodo durante il quale i vertici potranno provare a ricontrattare i termini dei prestiti con i creditori, scongiurando così l'effettiva entrata in vigore dell'amministrazione controllata.
Futuro incerto
Ci rammarichiamo molto di questa situazione, che è il risultato delle difficoltà che si stanno vivendo a causa della situazione mondiale di COVID-19, e della preoccupazione causata ai nostri partner e alle parti interessate, in particolare ai nostri dipendenti, alle reti di vendita e alle istituzioni finanziarie. Stiamo facendo ogni sforzo per trasformare la situazione e per costruire un'azienda più solida e competitiva per il futuro
Ha commentato così la situazione un portavoce di Ssangyong, che per il 75% è di proprietà di Mahindra. Proprio il colosso indiano sembrerebbe non più interessato a continuare la propria partecipazione e starebbe cercando da mesi un acquirente al quale cedere la totalità delle proprie azioni.
Intanto sembra anche impossibile un'aiuto da parte dello Stato in quanto, come sottolineato dal Financial Times, la Corea prevede che a poter beneficiare di aiuti economici possano essere unicamente aziende con azionariato nazionale.
Fotogallery: SsangYong Rexton restyling (2020)
Consigliati per te
Le auto piccole stanno sparendo? La nuova struttura dei segmenti
Volkswagen trasforma l’ID. Buzz in un robotaxi modulare con 26 sensori
Suzuki resta sulla maglia degli Azzurri: cosa prepara per la Nations Championship
Quante luci aggiuntive posso montare sulla mia auto?
I Grenadier all’Esercito Italiano: il nostro è il primo Paese NATO ad averlo fra i suoi veicoli
La BMW M3 con l'ananas dedicata ad Alex Zanardi
Fabbriche auto, l'Italia perde terreno: ecco chi cresce in Europa