L’Associazione degli autonoleggi presenta i dati post-pandemia e propone a Draghi l'aliquota IVA agevolata per il biennio 2021/22

Il turismo è uno dei settori più penalizzati dal coronavirus. Il numero ridotto dei viaggi nel corso del 2020 hanno causato forti danni anche a tante società di noleggio auto. Come sappiamo il più colpito è stato quello a breve termine, mentre il noleggio a lungo termine ha continuato a crescere (qui il nostro approfondimento).

L'Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici (ANIASA), operante all’interno di Confindustria, ha diffuso tutti i dati del 2020 ed ha inviato al Governo Draghi una proposta per estendere a tutti i servizi legati alla filiera turistica (incluso, quindi, il noleggio) l’aliquota IVA agevolata al 10% solo per il biennio 2021/22.

Il crollo del noleggio

Nel 2020 il giro d’affari del noleggio a breve termine ha subito una contrazione del 52% rispetto al 2019, con un totale di 594 milioni di euro. In calo del 60% rispetto all’anno precedente anche il numero dei noleggi, mentre i giorni sono calati del 43%.

Pesante anche il dato delle immatricolazioni, con 63.500 vetture immatricolate contro le 138.700 del 2019 (-54,3%). Sono quindi statistiche addirittura più negative di quelle relative alle immatricolazioni in Europa nel 2020.

Le difficoltà si sono ripercosse ovviamente anche sugli addetti del settore, con oltre 8 milioni di ore di cassa integrazione che sono state attivate.

L’unico dato positivo è stato l’aumento della durata media dei noleggi che è passata da 6,9 a 10 giorni. Il risultato è dovuto principalmente alla crescita dei noleggi di veicoli commerciali leggeri, i quali vengono utilizzati più a lungo rispetto alle auto. Questi sono stati impiegati, ad esempio, dai corrieri e dalle associazioni per la consegna a domicilio o il trasporto di medicinali.

La proposta dell’Associazione

Il presidente di ANIASA, Massimiliano Archiapatti, ha così commentato: “Il settore sta attraversando il momento più difficile dal suo arrivo in Italia. L’accelerazione della campagna vaccinale sarà fondamentale, ma non basterà. Occorrono norme e protocolli per richiamare i turisti e rilanciare il turismo in generale”, ha proseguito Archiapatti. Da qui la proposta a Draghi.