L’impegno di Huawei nell’automotive si dipana su più fronti. Al Salone di Monaco 2021 il colosso tech cinese ha presentato la nuova generazione del suo sistema di guida autonoma, chiamato ADS, sigla che sta per Autonomous Driving Solution.

Il sistema, che si basa su algoritmi “full-stack”, in grado cioè di analizzare e interpretare i dati raccolti dai sensori su diversi livelli e in modo integrato, promette un’esperienza di guida fluida e naturale, con un'assistenza particolarmente avanzata. Inoltre, si integra perfettamente all'interno di tutto il sistema operativo Huawei, che gestisce in modo coordinato tutta una serie di funzioni e che ambisce a diventare in prospettiva un punto di riferimento per le auto sempre più intelligenti del futuro.

Un approccio globale

Il sistema di guida autonoma Huawei, come l'intero software che l'azienda ha sviluppato per l'automotive, si basa sul principio generale per cui un solo sistema operativo per gestire una serie di operazioni renda le cose più facili.

Addirittura, secondo gli ingegneri Huawei, se nella vita reale fosse possibile avere un sistema operativo unico, comune a ogni dispositivo elettronico che usiamo quotidianamente, potremmo sfruttare il pieno potenziale offerto dall’automotive, dalla domotica o dall’elettronica dedicata all’intrattenimento in modo naturale e intuitivo, migliorando la user experience in ogni campo. Un ecosistema al servizio dell'utente in qualunque momento e per qualsiasi operazione.

Proprio da qui è partito il progetto dell’abitacolo intelligente di Huawei, all'interno del quale l'Autonous Driving Solution si inserisce. Un progetto che punta a superare i confini dell’assistenza alla guida e si amplia offrendo tutta una serie di funzioni integrate. Come ad esempio l’head-up display con realtà aumentata che proietta informazioni su tutto il parabrezza

Head-up display, il quadro

L’head-up display panoramico

Si chiama Augmented Reality Head-Up Display, può essere installato su numerosissimi modelli e trasforma letteralmente il parabrezza in un display ad alta definizione che può raggiungere i 70" di diagonale. Migliora la sicurezza, perché proiettando sul vetro anteriore informazioni e indicazioni integrate con l’ambiente circostante offre la possibilità di consultare una serie di dati senza distogliere gli occhi dalla strada. 

Segnala la presenza di pedoni e ciclisti, dà indicazioni provenienti dal navigatore satellitare per raggiungere la destinazione, mostra informazioni inerenti l’autonomia residua, la velocità di crociera o altri dati di viaggio. 

Elettriche, la guida autonoma le renderà anche più efficienti?

Massima connettività

Ma il sistema operativo di Huawei, come detto, si spinge oltre. Connette all'interno di un'unica piattaforma numerosi dispositivi elettronici. Addirittura, è in grado di mettere in comunicazione i veicoli alle abitazioni. Lo fa attraverso una serie di app integrate all'interno della propria auto, dalla quale non si potrà più soltanto scegliere la propria canzone preferita o avviare la riproduzione di un video, ma si potranno anche controllare gli elettrodomestici di casa, agendo sul riscaldamento o sull’impianto di illuminazione. 

“L’industria automobilistica si trova oggi a un punto critico nella sua trasformazione a favore di una mobilità connessa, autonoma, condivisa ed elettrica", afferma Tang Ming, vice presidente Huawei Intelligent automotive solutions per l’Europa, "potendo contare sulla nostra comprovata esperienza e sulle nostre competenze sviluppate in oltre 30 anni nel campo dell’information technology, abbiamo lanciato soluzioni e componenti intelligenti per automobili con l’obiettivo di supportare le Case europee nella costruzione di vetture di nuova concezione e a prova di futuro”.

Un debutto di peso

E l’auto di Huawei, arriverà? Da tempo se ne parla, ma a quanto pare non è questa la priorità della big tech, concentrata ora a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano tra i fornitori d’eccellenza del settore, software e hardware. “Noi non vogliamo fare una Huawei Car, ma quello che sappiamo fare meglio, la tecnologia. E la tecnologia significa il 30% di un'automobile”, spiega sibillino Ming, conscio di aver catturato l’attenzione di tanti, addetti a lavori e non, con una presenza davvero in forze al Salone di Monaco.

Lo stand con cui Huawei ha mostrato i muscoli nella culla di supplier storici dell’automotive europeo, infatti, ha raccolto un enorme numero di visitatori - anche della concorrenza - molto attenti alle tecnologie esposte. Insomma, il primo show off vero e proprio della business unit creata due anni fa sembra aver fatto centro.

Fotogallery: Huawei al Salone di Monaco 2021