Alcuni motori danno segni di cedimento dopo 150-200 mila chilometri. Altri dopo 400-500 mila e altri ancora possono essere letteralmente immortali.

Qual è l’elisir di lunga di vita per un propulsore? Una buona e costante manutenzione. In questo modo, anche i motori ibridi (tra i più complessi in circolazione) possono durare a lungo. Una dimostrazione arriva dagli Stati Uniti e da una Toyota Prius del 2004.

Può ancora dare tanto

Lo youtuber speedkar99 ha letteralmente dissezionato il motore di una Prius con 500 mila chilometri. Nel corso del video di oltre 12 minuti, l’uomo ha analizzato componente per componente i segni lasciati dal tempo. Complessivamente la Prius, per quanto invecchiata, è ancora discretamente in forma. Il motore 1.5 a 4 cilindri a ciclo Atkinson se la cava ancora bene.

Com’era lecito aspettarsi da qualsiasi tipo di propulsore di questa età, esteticamente il motore è piuttosto scolorito e presenta qualche piccolo segno di ruggine. Guarnizioni e componenti principali, però, sono ancora in buono stato.

Il problema più evidente è la presenza di grumi di olio, i quali lasciano intuire che si sia scelto del lubrificante di bassa qualità. Ciò ha causato anche un’usura precoce dei pistoni senza, però, comprometterne troppo l’efficacia e la struttura.

Gli altri casi nel mondo

Il buono stato di salute della Toyota Prius di 17 anni fa, quindi, fa capire ancora una volta l’importanza della manutenzione. In passato, avevamo parlato anche di un Fiat Fiorino da un milione di chilometri utilizzato regolarmente in Sudafrica con una media di 12 mila chilometri al mese.

Il modello è stato sottoposto a manutenzione ordinaria regolare con l’utilizzo di pezzi di ricambio originali. L’unico intervento extra è stato il cambio della trasmissione a 500 mila chilometri.

C’è poi il caso della Honda CRX americana da 1,6 milioni di chilometri. Curata costantemente dal proprietario, vista da fuori potrebbe sembrare un esemplare (quasi) nuovo. E c’è da credere che anche in Italia ci siano casi eccellenti di auto “immortali”.