Toyota Prius, il piacere mette la quarta

Prima la Prius e poi tutti gli altri. La storia e il mercato sono i tribunali implacabili per le tecnologie e l'ibrido storicamente ha quel nome che per Toyota (e Lexus) nel tempo si è moltiplicato in 31 modelli e 8,5 milioni di unità con il sistema di propulsione che associa il motore a benzina e l'elettrico. Doveva essere il ponte verso l'elettrico, invece è diventato il fiume che ci passa sotto e, anche chi non intendeva bagnarcisi, alla fine ha dovuto farlo, con o senza spina. Ma la capostipite è sempre lei ed ora è arrivata alla quarta generazione, pronta finalmente a mettere le ruote su strada.


Lo stile? Fa sempre discutere


L'avevo già vista e provata a novembre in Giappone, ma al Fuji, in pista che è una specie di provetta, buona per verificare situazioni estreme, meno per raccogliere l'esperienza dell'automobilista medio. Le sensazioni erano state positive, la vita vera però è un'altra cosa – avevo pensato – e l'aspettavo al varco, considerando anche che l'esemplare tenuto in mano fosse un esemplare di preproduzione. E la stessa cose vale per lo stile: una cosa è vederla dove Niki Lauda perse un mondiale bendato come una mummia, dopo l'incidente al Nürburgring, un'altra vederla su strada quando è parcheggiata accanto alle altre ed è in marcia. La Prius deve essere un oggetto particolare e ancora una volta è a metà tra "come il futuro ce lo immaginavamo" e l...