Il mercato italiano sta vivendo una fase di transizione nel passaggio alle auto totalmente elettriche, una tecnologia su cui le Case costruttrici stanno investendo molto e che rappresenta una delle vie per raggiungere gli obiettivi europei che prevedono il 55% in meno di emissioni di CO2 entro il 2050.

Se da un lato gli automobilisti si avvicinano con sempre più curiosità a questo mondo, secondo l’Osservatorio Continental Mobilità e Sicurezza restano da sciogliere ancora parecchi nodi, che interessano elementi quali l’espetto economico, la poca conoscenza del tema e un insieme di fattori socio-demografici e culturali.

A chi piace 

Gli italiani sono consapevoli del cambiamento in atto e la maggioranza degli intervistati sottolinea di volerne essere in qualche modo protagonista (xx). Il sondaggio condotto da Euromedia Research rileva che due persone su tre sono realmente interessate all’acquisto di un'auto a emissioni zero.

Un dato che dimostra come la maggioranza degli automobilisti sia favorevole a questa tecnologia, a maggior ragione tenendo conto che il 68,9% degli intervistati non ha mai avuto l’occasione di guidare un veicolo elettrico.

Differenze generazionali

Si riscontrano però profonde differenza legate alle fasce d’età, con la maggioranza di coloro che sono sono interessati o curiosi rispetto all’elettrico appartenenti rispettivamente alla generazione Y (27-41 anni) e alla generazione Z (26-11 anni).

I più diffidenti sulla transizione sono i Baby boomers (57-75 anni), con una maggiore quota del campione che si è detta non interessata all'acquisto di un'auto elettrica neanche in presenza di incentivi. Un aspetto da tenere in considerazione è che questa categoria di popolazione ha una maggiore capacità economica rispetto alle fasce d'età inferiori, fattore che risulta importante nell'acquisto di veicoli dal prezzo ancora superiore rispetto agli equivalenti a motore tradizionale.

L'aspetto economico

A questo proposito, uno dei problemi principali riguarda il costo considerato da molti ancora troppo elevato di questa tipologia di veicoli, con il 62,8% che dichiara di non avere sufficienti risorse economiche per procedere all’acquisto. Una situazione che per tre italiani su quattro non cambierebbe neanche con la presenza di incentivi (che peraltro sono terminati, in attesa della prossima Legge di Bilancio).

Tra gli aspetti che frenano maggiormente l’elettrico vengono segnalati anche l’autonomia ridotta rispetto alle auto endotermiche, secondo il 38% degli intervistati, e la scarsa diffusione delle infrastrutture di ricarica, per il 37,4% del campione.

Infrastrutture e concessionari

C’è grande fiducia in ogni caso nell’utilizzo dei fondi del PNRR per l’installazione di nuove colonnine in tutto il territorio nazionale. Al momento 24mila presenti prevalentemente al Nord (qui trovate tutti i numeri sulle colonnine in Italia) e risultano sotto la media europea per quanto riguarda il numero di punti di ricarica ogni 100mila abitanti.

Al processo di transizione dovranno necessariamente dare il loro contributo i dealer nazionali, che secondo l'Osservatorio al momento non offrono ancora sufficienti informazioni agli automobilisti sulle potenzialità dell’elettrico. Il ruolo del concessionario in questo senso dovrà sempre più avvicinarsi a quello di un "consulente di mobilità", che sappia rispondere puntualmente ai dubbi legati alla tecnologia del veicolo elettrico.

I giudizi sulla situazione italiana

L'Osservatorio Mobilità e Sicurezza evidenzia la propensione degli italiani verso l'auto elettrica al netto di un problema di preparazione del consumatore verso questa tipologia di veicoli che, secondo l'amministratore delegato di Continental Italia, Alessandro De Martino, "non abbatte i pregiudizi del pubblico".

Un impegno, quello di accompagnare gli automobilistici verso la transizione elettrica, che per la direttrice di Euromedia Research, Alessandra Ghisleri, dovrà coinvolgere la rete delle concessionarie "come vetrina della nuova mobilità sostenibile, per poter conoscere e 'toccare' da vicino i veicoli elettrici".