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Disegnare e progettare l'auto che cambia, la sfida del Made in Italy

L'auto come strumento di mobilità, digitale, elettrica e autonoma. Così il design italiano può essere protagonista della transizione

Phygital Worlds in Automotive - The convergence of physical and digital design

Quale sarà il futuro dell'auto che si sta trasformando sempre più in uno strumento di mobilità in cui la digitalizzazione, l'esperienza di utilizzo, la connettività e la personalizzazione sono più importanti del possesso vero e proprio? In quest'ottica che ruolo potranno avere le tante aziende italiane che si occupano di design e progettazione auto?

Di questi e molti altri temi hanno parlato alcuni protagonisti del settore intervenuti alla tavola rotonda "Phygital Worlds in Automotive, The convergence of physical and digital design" organizzata dal Gruppo Car Design & Engineering di Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica). All'incontro online hanno partecipato Flavio Manzoni, chief design officer di Ferrari, Alessandra Todde, vice ministro dello sviluppo economico, Thomas Fellger, founding partner e managing director di Icon Group e Harry West, professore di industrial design alla Columbia University e già ceo di Frog Inc.

Ferrari nel metaverso

Un primo elemento emerso dalla discussione è proprio quello della scuola di design e ingegneria italiana dell'auto che fornisce servizi e progetti sia all'industria del nostro Paese che a tutto il resto del mondo ed rappresenta all'interno di Anfia da trenta aziende. Lo stesso Flavio Manzoni ha ricordato come Ferrari sia storicamente e geneticamente votata al ruolo di avamposto del design italiano votato alla "cultura del bello".


La Casa del Cavallino Rampante porta vanti con coerenza questa sua tradizione, anche in un mercato che sembra sempre piò orientato alla trasformazione dell'auto in una vera e propria "commodity", ovvero un prodotto standardizzato e indifferenziato come potrebbe diventare quello dell'auto elettrica. Manzoni ha infatti detto:

"Ci può essere spazio per l'auto come commodity, ma anche per quelle vetture che partono dall'emozione che lega uomo e macchina. Un pluralismo di applicazioni che renderà il mercato ancora più interessante.

Il mondo digitale avrà un ruolo importante per l'auto e questa trasformazione va presa in seria considerazione. Il metaverso sarà molto importante sia per per il possesso dell'auto che per l'esperienza di guida, motivo per cui anche in Ferrari stiamo lavorando a qualcosa nel campo del metaverso. Siamo attenti ai segnali che ci arrivano dal mondo.

La passione e il piacere di guida sono declinabili anche nel digitale, come ad esempio nei videogiochi."

Il video completo della tavola rotonda

L'auto come puro strumento di mobilità?

Il tema dell'auto come servizio per una nuova mobilità è scaturito anche dalle parole di Fellger che ha parlato di un mondo in rapida trasformazione in cui i marchi auto non sono più quelli tradizionali, ma potranno presto far posto ad altre aziende e società "white label" come Uber che avranno come obiettivo quello di vendere un'esperienza di mobilità senza vendere l'auto. Il numero uno di Icon Group ha detto:

"Il design è sempre meno importante per la maggioranza delle persone, ma sarà sempre più importante vendere un'esperienza appetibile, magari unendo alla mobilità una serie di servizi come l'accesso a un fitness club o a un evento sportivo. L'esperienza digitale diventerà sempre più importante di quella fisica e attraverso gli NFT sarà possibile vendere un'esperienza di guida o di viaggio, come su una Ferrari, pagando per l'utilizzo."

Basta pensare al videogame Rocket League in cui si gioca a calcio con le auto e dove milioni di persone possono aggiungere optional a pagamento sulle loro vetture. Si può guadagnare più in questo mondo digitale che in quello reale, fisico e dentro le Case auto servono persone, nuovi talenti che conoscono e capiscono queste cose per fare cose pazze."

Le aziende italiane devono fare sistema

Il focus sulla realtà industriale italiana legata al design e alla progettazione delle auto l'ho fatto Silvio Angori, presidente di Gruppo Car Design & Engineering di Anfia che ha parlato di aziende che storicamente faticano a mettere a sistema le loro competenze e la loro forza, ma che in vista di questa transizione energetica devono mettere a fattor comune le singole competenze per cogliere le nuove opportunità.

Tra le altre cose Angori ha detto:

"Dalla diversità nasce il futuro. Con le transizioni si creano opportunità, benessere e posti di lavoro. Traguardare il futuro è fondamentale per cogliere le opportunità, togliendo le barriere burocratiche e parendosi al mondo.

Perciò anche quest'anno l'Anfia apre il Next Mobility Hackathon 2022, il contest dedicato ai giovano che vogliono misurarsi con le nuove tendenze di elettrificazione, guida autonoma, design, progettazione e sicurezza. Un modo di aprirsi al mondo e fornire l'imprinting italiano alle scuole di tutto il mondo che vogliono conoscere i nostri strumenti e le nostre possibilità."

La transizione come fattore di accelerazione per le aziende

Alessandra Todde, vice ministro dello sviluppo economico, ma anche ingegnere e imprenditore, ha invece parlato di questo momento storico come di un'occasione unica ed eccezionale perché la pandemia prima e la guerra dopo ci insegnano che la transizione può essere uno stimolo per portare in primo piano la capacità italiana di essere innovativi.

Nei suoi interventi il ministro ha detto:

"Abbiamo la possibilità di affrontare la trasformazione della filiera usando le leve differenzianti che sono il Made in Italy e il design. Puntando su questi due fattori si può interpretate il cambiamento diventando ancora più resilienti, mantenere il valore e trasformarsi diventando migliore.

Il momento critico per energia e materie prime, se interpretato nel modo corretto, può diventare un fattore di accelerazione, un'opportunità di trasformare la filiera e renderla più performante per guardare al futuro in maniera positiva. Parliamo di sfide molteplici in cui non bisogna arroccarsi dietro modelli conosciuti, ma creare nuovo valore che sostituisca quello precedente.

Riguardo al ruolo delle istituzioni e del governo la Todde ha aggiunto:

"In questo momento ci deve essere un trasferimento di opportunità dalla componentistica al software. Il policy maker, il regolatore, deve rendere facile l'accesso alle nuove competenze, incrementare l'indotto di questo contesto. Superare la resistenza al cambiamento puntando sulle competenze nuove e corrette. Le Aziende che creano nuovi modelli devono essere libere di essere competitive creando un valore diverso.

Senza infrastrutture i nuovi modelli di mobilità non possono esistere. Serve una nuova rete di distribuzione elettrica più che le colonnine, perché altrimenti queste non funzionano. Serve la tecnologia 5G. Investire moltissimo, anche i fondi della Ue, sull'infrastruttura di ricarica e stradali. Città multisensoriali dove sarà possibile avere dei data center di prossimità dove il software viene aggiornato in maniera automatica. Occorre andare verso una accolta dati automatica con standardizzazione massima e trasparente."

Parlando dei sostegni del governo alla trasformazione il ministro ha detto:

"Noi intendiamo sostenere la trasformazione del modello di business, intervenendo sulla filiera e sulla creazione di competenze e formazione. A volte sono le aziende stesse che resistono al cambiamento, soprattutto piccole e medie imprese. Occorre ragionare in tema di nuove possibilità e come spostarsi in maniera veloce, sfruttando il periodo di transizione per il cambiamento. Sosteniamo le imprese con misure e formazione. Gli istituti tecnici superiori vanno in questa direzione, così come tutte le discipline STEM."

I giovani dall'auto allo smartpone

Harry West ha parlato poi del nuovo modo di concepire e vivere l'auto, almeno negli Stati Uniti dove insegna. West ha parlato di una forma di mobilità in cui il mezzo deve essere personale, somigliante al proprietario e personalizzato anche quando utilizzato in maniera condivisa. Gli Usa sono stati la patria, nel dopoguerra, di un nuovo modo di intendere l'auto, il mezzo che accompagnava i giovani nell'età adulta e su questo l'industria costruiva il suo mito.

Oggi i giovani vivono sullo smartphone e quindi il design dell'auto deve essere un'estensione di quella stessa esperienza digitale, per pochi minuti o per anni. Insomma, una mobilità nuova e diversa in cui il momento dell'utilizzo prevale sul concetto di possesso. In quest'ottica anche la possibilità di avere una Ferrari anche per breve tempo è molto invitante.

West dice anche:

"Saranno i giovani di oggi a guidare il futuro e pensano in modo diverso. Dobbiamo capirlo. Ci sono stati enormi cambiamenti nei ragazzi americani che oggi pensano soprattutto ad ambiente ed equità sociale. In loro c'è una crescente consapevolezza della catastrofe ambientale e dell'ingiustizia sociale. Stiamo facendo passi avanti e questa è una sfida importantissima per l'auto. Ad esempio Tesla ha avuto l'idea geniale di distinguere il brand da tutti gli altri. Dobbiamo capire meglio cosa implica la giustizia sociale, ovvero riconoscere le disuguaglianze.

In futuro ci saranno tre cose importanti: trasporto come esperienza condivisa, esperienza personalizzata, sperimentazione continua (anche attraverso la moda). Sarà un po' come affittare la passerella, l'abito da red carpet. Un modello di business eccezionale come quello del possesso temporaneo dei beni di lusso, sul tipo Rent the Runway."

La bellezza è ancora una priorità

Flavio Manzoni ha poi aggiunto alcune considerazioni sul fronte del design che sintetizziamo con le sue parole:

"La standardizzazione dell'auto non deve essere banalizzazione. I fondamenti del progetto vanno pensati senza perdere di vista la connotazione unica e personale. L'omologazione non è il solo fattore.

In alcuni casi invece la transizione verso l'auto elettrica denota una sorta di mancanza di coraggio, una resistenza culturale al cambiamento. c'è un problema di omologazione del gusto, di tendenze culturali all'interno delle aziende e di dati di marketing che sono comunque sedimentati. Occorrerebbe invece seguire l'esempio delle radio a transistor che negli Anni '60 hanno rivoluzionato il design.

La bellezza è invece ancora un aspetto prioritario, l'auto deve essere una scultura in movimento. La contemplazione è importante, la bellezza intesa come emozione profonda.

Fotogallery: Ferrari Roma