Nei primi anni 2000 il mercato dell’auto era completamente diverso da quello attuale. Vent'anni fa i SUV e i crossover dovevano ancora prendere piede, mentre marchi come Hyundai (ora tra i pochissimi a resistere al generalizzato calo delle vendite) iniziavano ad avvicinarsi al pubblico europeo.

All’epoca, comunque, la Casa coreana aveva già fatto il suo ingresso nel mondo dei modelli a ruote alte lanciando la Santa Fe. Nel tentativo di replicarne il successo e di proporre una formula inedita, al Salone di Chicago del 2000 fu presentata l’HCD-5 Crosstour.

Tre stili in una sola auto

Strano tanto nel nome quanto nelle forme, il crossover non venne mai trasformato in un modello di serie. L’idea di Hyundai fu quella di combinare diverse carrozzerie nello stesso modello provando ad offrire un’alternativa al classico look da fuoristrada dei primi SUV.

Hyundai HCD-5 Crosstour (2000)

Nacque così un concept ibrido, a metà tra un SUV, una berlina compatta e una station wagon. Dotata di un assetto rialzato e di un design estremamente elaborato (il frontale ricorda vagamente quello della Pontiac Aztek), la Hyundai non aveva il montante centrale per permettere un’apertura controvento delle portiere ed esaltare l’abitabilità degli interni.

Per il lavoro e per le avventure

Nel presentare il concept, Hyundai spiegò che l’auto era stata concepita in tre sezioni differenti. La parte dei sedili anteriori avrebbe dovuto rappresentare una sorta di ufficio “connesso” per il guidatore, mentre la zona posteriore sarebbe stata dedicata al relax dei passeggeri.

Hyundai HCD-5 Crosstour (2000)

Infine, la Casa aveva progettato un bagagliaio molto ampio che, insieme alle barre sul tetto, avrebbe dovuto garantire la massima praticità per viaggi e gite fuori porta.

La dotazione tecnologica era molto curiosa con uno schermo LCD quadrato al centro della plancia e display posteriori per riprodurre DVD, CD o perfino VHS.

Riguardo alla meccanica, l’HCD-5 Crosstour era equipaggiata con la trazione integrale e un 2.7 V6 da 180 CV abbinato ad un cambio automatico.

Pochi anni dopo, comunque, il marchio coreano lanciò la Tucson, un SUV medio dallo stile più tradizionale giunto ormai alla sua quarta generazione.

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