La Volvo VESC compie 50 anni quest'anno. Un prototipo datato 1972, che ha esordito al Salone di Ginevra dello stesso anno stupendo il pubblico con le sue dotazioni di sicurezza del tutto innovative.

Di colore arancione, quasi ad assomigliare a un'auto destinata ai crash test, aveva forme squadrate tipiche delle auto degli Anni '70 ma con interni curati, sedili in pelle simili a poltrone e un cruscotto morbido in grado di attutire gli urti degli occupanti e dotato di airbag. Vediamola nel dettaglio.

La sicurezza scandinava

La Volvo VESC è stata uno dei primi prototipi della Casa di Goteborg all'interno dell'innovativo programma di test sulla sicurezza inaugurato nel 1969, che di lì a pochi anni avrebbe testato tutte le innovative idee tecnologiche che, a partire dagli Anni '80, sarebbero approdate sulle auto di serie, come la 240 Polar.

Volvo VESC (1972)

Le sue forme hanno lasciato il pubblico a bocca aperta, almeno inizialmente. Il frontale, seppur squadrato, aveva una superficie verticale leggermente obliqua che garantiva sia un'aerodinamicità particolare per l'epoca sia una leggera protezione dei pedoni in caso di urto. Il paraurti in gomma era montato su particolari bracci telescopici ed era in grado di arretrare assorbendo gran parte dell'energia d'urto.

Il motore era dotato di un nuovo sistema di iniezione elettronica capace di tagliare immediatamente l'afflusso di benzina nel caso di un incidente. I freni invece erano equipaggiati con una speciale pompa che evitava il bloccaggio durante le frenate più brusche, un sistema che anticipava quello che poi sarebbe diventato il comune ABS.

Schede Tecniche Volvo VESC (1972)
Schede Tecniche Volvo VESC (1972)
Schede Tecniche Volvo VESC (1972)

All'interno, vicino alle grandi poltrone in pelle, trovava posto un'evoluzione tecnologica delle prime cinture di sicurezza della storia, forse l'innovazione di sicurezza più importante introdotta fino ad oggi nel settore automotive. La Volvo VESC, infatti era dotata di cinture di sicurezza anteriori elettroniche, chiamate semi-passive, che si allacciavano automaticamente all'avvio del motore e si ritraevano automaticamente quando il conducente spegneva l'auto.

L'innovativo concept era poi dotato anche di airbag per il guidatore e il passeggero anteriore, nonché di airbag per i passeggeri posteriori, integrati per la prima volta nella cappelliera. Anche i poggiatesta di sicurezza erano una novità e montati anche sui sedili posteriori, con quelli anteriori che erano invece integrati nello schienale e si estraevano automaticamente in caso d'incidente.

Schede Tecniche Volvo VESC (1972)

Barre anti intrusione

Il telaio, già eccezionalmente rigido, era stato completamente riprogettato e dotato di una rete di robuste travi: c'erano anche le iedite barre anti-intrusione laterali, un'innovativo sistema per l'epoca che permetteva una maggiore protezione dagli impatti.

Il serbatoio era poi montato centralmente, sotto la seconda fila di sedili, per fungere anche da protezione dagli urti per gli occupanti. Anche il tetto era stato rinforzato con un particolare tipo di acciaio e alcuni test avevano dimostrato che poteva resistere benissimo anche alla caduta di un oggetto da un'altezza di 2,40 metri, ammaccandosi soltanto leggermente di 7,5 cm.

Volvo VESC (1972)
Volvo VESC (1972)

Test effettuati dalla Casa, con piccole collisioni a velocità fino a 16 km/h, non causarono deformazioni permanenti alla carrozzeria della Volvo VESC, grazie ai paraurti telescopici di cui abbiamo già parlato. 

Oltre all'innovativo sistema anti bloccaggio dei freni, antenato dell'ABS, l'auto era dotata anche di un precursore dei moderni sistemi ADAS di assistenza alla guida: si trattava di una telecamera per la retromarcia con monitor a tubo catodico che rendeva le manovre di parcheggio più facili e sicure.

Volvo VESC (1972)
Volvo VESC (1972)

Infine, c'era anche un sistema di avviso di retromarcia acustico, simile a quello presente sui mezzi pesanti e del tutto nuovo per l'epoca. Al posteriore trovava poi posto un tergilunotto con ugello di lavaggio, proprio come quello presente sui fari anteriori, che tra l'altro erano anche in grado di auto-regolarsi in base all'altezza dell'auto.

Tra fantascienza e innovazione

Molte caratteristiche di sicurezza della VESC apparvero forse fin troppo visionarie, dando l'impressione che si trattasse di un veicolo fantascientifico. Ma già nel 1974 alcune delle innovazioni divennero un nuovo standard di serie sulla Volvo 240. Gli innovativi standard di sicurezza della stessa auto furono persino confermati in modo eccezionale dall'agenzia statunitense per la sicurezza stradale NHTSA, che utilizzò la lunga station wagon, prodotta fino al 1993, come riferimento nei crash test per tutte le sue dotazioni di sicurezza.

Per fare alcuni esempi, la stessa Volvo 240 poteva essere ordinata con un colore esterno segnaletico, facilmente riconoscibile e consigliato dagli esperti di sicurezza stradale, molto simile all'arancione della Volvo VESC, alla quale erano ispirati anche i grandi paraurti in plastica e gomma della familiare.

Ecologica

Ma le innovazioni tecnologiche della Volvo VESC non riguardarono soltanto le dotazioni di sicurezza. A Goteborg curarono anche le caratteristiche ecologiche del motore. La VESC fu infatti la prima auto al mondo a essere dotata di una prima generazione di valvola EGR per il ricircolo dei gas di scarico, un dispositivo che arrivò sul mercato proprio sulla Volvo 240, in particolare sui modelli destinati al mercato californiano, che erano anche dotati di un primissimo esempio di convertitore catalitico.

Sia la Volvo VESC che la prima generazione di Volvo 240, come esempio per i futuri modelli Volvo, possono essere ancora ammirati oggi all'interno del museo della Casa a Goteborg.

Fotogallery: Foto - Il concept Volvo VESC del 1972