Toyota sta per diventare il primo costruttore di auto al mondo per il terzo anno consecutivo. Come riportato da Automotive News Europe, la Casa giapponese ha venduto nel primo quadrimestre del 2022 un milione di veicoli in più rispetto al Gruppo Volkswagen, secondo in classifica.

Entrambi i brand hanno fatto registrare numeri negativi rispetto al 2021, ma il calo delle vendite è stato molto più contenuto per Toyota.

Gli effetti delle (tante) crisi

Entrando nello specifico, Toyota ha rilevato una diminuzione del 5,8% dei veicoli consegnati nei primi quattro mesi del 2022 rispetto all’analogo periodo 2021. È andata molto peggio ai rivali tedeschi che devono fare i conti con un pesante -26%.

Toyota Yaris Cross
Toyota Yaris Cross

A pesare su entrambe le prestazioni sono stati vari fattori a livello globale, con la crisi dei chip che rappresenta ancora il primissimo problema per tutti i costruttori. Volkswagen, però, è risultata ancora più esposta vista la sua presenza su alcuni mercati strategici, come quello cinese e dell’Europa orientale.

Il gruppo tedesco ha risentito enormemente dei lockdown imposti in Cina (il suo mercato di riferimento a livello globale) con una contrazione del 30% nelle consegne solo nel mese di aprile. Inoltre, la guerra russo-ucraina ha ulteriormente aggravato la situazione.

Volkswagen verso la ripresa

Il conflitto, infatti, sta provocando seri problemi ad una filiera auto già in difficoltà da due anni. Proprio nella regione occidentale dell’Ucraina ha sede la Leoni, uno dei principali fornitori di cavi e cablaggi elettrici per i costruttori di mezza Europa.

Naturalmente, le operazioni belliche hanno rallentato tanto il lavoro, con l’azienda che ha ripreso le proprie attività solo dopo diverse settimane su esplicita richiesta dei dipendenti (desiderosi di tornare operativi per paura di rimanere disoccupati, anche se la compagnia continua a stipendiare chi preferisce rimanere a casa per sicurezza).

Lo stabilimento Volkswagen di Zwickau
Lo stabilimento Volkswagen di Zwickau

Sempre stando ad Automotive News Europe, la Leoni ha perso almeno il 10% dei suoi dipendenti ucraini e ha riorganizzato la produzione raddoppiando l’output nelle sedi in Romania, Serbia e Nord Africa. Così, la crisi dovrebbe rientrare o almeno essere tamponata.

Ma per Volkswagen (che nella primissima fase del conflitto ha addirittura interrotto la produzione di alcuni modelli) sarà praticamente impossibile colmare il gap di un milione di auto nei confronti di Toyota.