Autostrade, a fine giugno possibile aumento dei pedaggi dell’1,5%
L’ad di Aspi Roberto Tomasi spiega: “Aumenti dovuti al nostro piano finanziario, ma nel 2022 i nostri cantieri costano il 20-30% in più”
Da fine giugno i pedaggi autostradali aumenteranno dell’1,5%. La previsione arriva direttamente da Autostrade per l’Italia che, attraverso il suo amministratore delegato Roberto Tomasi, ha spiegato il motivo della decisione e come gli aumenti delle materie prime stanno impattando sui cantieri e le attività dell’azienda.
Aumenti in vista
L’aumento del pedaggio non è ancora ufficiale, ma poco ci manca. Aspi ha spiegato che la decisione è ancora in fase istruttoria e sarà decisa dalle autorità competenti, anche se dopo quattro anni di blocco c’è da credere che l’incremento della tariffa verrà confermato a tutti gli effetti.
Secondo Tomasi si tratta di un aumento “risibile” e comunque previsto dal piano economico finanziario di Autostrade per giugno-luglio 2022:
“L’aumento non è legato al caro energia e materiali. È un incremento legato all’approvazione del nostro piano strategico. Ne usciamo a testa altissima rispetto a tutti gli aumenti visti in questo periodo in altri beni e servizi.
Bisogna comunque considerare che la situazione degli ultimi mesi ha avuto conseguenze importanti sui nostri cantieri, coi costi dei materiali che sono aumentati mediamente del 20-30%. Ma non per questo bloccheremo i nostri investimenti, tra cui quelli in Toscana dove prevediamo 6,5 miliardi per euro per nuove opere”.
Tra cattive e buone notizie
Per quanto oggettivamente meno pesante rispetto alla batosta dei carburanti, l’incremento dei pedaggi si aggiunge alla lista di cattive notizie per gli automobilisti italiani.
A queste bisogna aggiungere anche l’impennata dei costi del noleggio auto, che è cresciuto del 67% rispetto allo stesso periodo 2021. A pesare sulle tariffe sarebbe soprattutto la scarsa disponibilità di vetture dovute allo snellimento del parco auto (una conseguenza della pandemia) e alle poche possibilità di ricambio a causa della crisi dei chip.
Almeno per i carburanti, comunque, gli italiani potranno tirare un (leggero) sospiro di sollievo. Negli scorsi giorni il Governo ha esteso fino al 2 agosto il taglio delle accise di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, GPL e metano. La misura potrebbe essere ulteriormente prorogata per le settimane successive.
Fonte: ANSA
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