Riuscire a ottenere la piena compensazione dell'impronta di carbonio di un sistema complesso come una fabbrica è già un obiettivo difficile, che si ottiene in gran parte attraverso l'utilizzo di energia ricavata da fonti rinnovabili.

Tuttavia, per arrivare al traguardo della neutralità totale a cui l'industria mira da qui a meno di trent'anni, occorre un impegno ancora più globale che coinvolga in primo luogo i prodotti. Le nuove auto elettriche dovranno infatti avere un ridotto impatto ambientale per tutto il loro ciclo vita, compresa la fase di utilizzo: dunque sarà altrettanto importante che impieghino per funzionare la stessa energia green utilizzata per costruirle.

Molte sorgenti

Per Hyundai, che l'obiettivo delle zero emissioni lo ha fissato al 2045, il miglior esempio di sviluppo sostenibile è la moderna fabbrica di Nosovice, in Repubblica Ceca, il fiore all'occhiello dell'attività europea che dall'inizio di quest'anno è certificata "carbon neutral".

L'obiettivo è stato raggiunto unendo varie procedure di efficientamento, che hanno ridotto i consumi energetici di circa il 10% negli ultimi 4 anni, a un piano di approvvigionamento che utilizza al 100% energia proveniente da fonti rinnovabili e certificata. 

Hyundai, energie rinnovabili nello stabilimento di Nosovice

Le forniture in questione risultano non da una sola ma da un mix di soluzioni e impianti diversi, alcuni nelle vicinanze del complesso, altri più lontani, e si compongono di centrali a biogas, idriche, eoliche, parchi solari.

La differenziazione delle fonti è un altro elemento fondamentale della strategia, perché consente di variare, all'occorrenza e al mutare delle condizioni, il mix energetico. Significa, per esempio, che se dovesse ridursi la produzione eolica o quella idroelettrica per temporanea carenza di vento o siccità, sarebbe possibile incrementare temporaneamente il ricorso a quella solare o al biogas e via dicendo.

Hyundai, energie rinnovabili nello stabilimento di Nosovice

Un passo verso l'autonomia

Per garantirsi una copertura ancora maggiore, Hyundai punta a sviluppare la produzione in loco tramite un complesso di pannelli solari, in allestimento nel 2023, che sfrutti le ampie superfici offerte dai tetti degli edifici e del mega-parcheggio da 9.000 posti per elevare la percentuale di energia "autonoma".

A questo si aggiungeranno altri interventi a favore dell'ambiente naturale e della biodiversità che facciano guadagnare ulteriori "crediti" di CO2 compensata, un impegno che lo stabilimento persegue sin da quando è stato edificato. Durante gli scavi, infatti, gli alberi rimossi dall'area dell'impianto sono stati trapiantati nelle vicinanze anziché tagliati o eliminati, generando da subito un bilanciamento positivo delle emissioni.

Charge myHyundai

Anche la ricarica è garantita

Hyundai non si è limitata ad acquistare energia "verde" certificata per le proprie attività industriali, ma si è spinta a garantire che anche le ricariche effettuate dai clienti che utilizzano le sue auto elettriche goda dello stesso beneficio.

Insieme a Kia, ha infatti sottoscritto con il fornitore Digital Charging Solutions (DCS) un accordo per compensare quella assorbita ad ogni ricarica con una equivalente quantità di energia certificata immessa nella rete elettrica europea.

Uno studio recente (2021) condotto dall'International Council of Clean Transportation afferma infatti che effettuando la ricarica con energia da fonti rinnovabili si può ottenere un risparmio nelle emissioni nel ciclo-vita del veicolo di oltre l'80% rispetto a una vettura con motore tradizionale. Gli automobilisti però non sempre possono verificare che l'energia attinta sia stata effettivamente prodotta con risorse a bassa impronta di carbonio.

L'iniziativa Charge myHyundai, così come l'equivalente servizio fornito da Kia offre invece ai clienti la certezza che per ciascun kW "rifornito" il fornitore della Casa ne introduca uno da forte "green" certificata. In sostanza, è come se lui stesso avesse ricevuto energia verde per la propria auto.

 

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