Le strade extraurbane sono le più pericolose d'Europa. A dirlo è il Rapporto PIN Flash 46 "Reducing road deaths on rural roads", pubblicato dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC), organizzazione indipendente, senza scopo di lucro, con sede a Bruxelles, impegnata a ridurre il numero di morti e feriti nel settore dei trasporti stradali in Europa.

Nell'Unione Europea, infatti, la metà di tutte le vittime della strada (10.637 morti nel 2022) avvengono su strade extraurbane non autostradali. Il rapporto spiega anche quali sono le principali vittime e le cause degli incidenti stradali, per questo ci sono anche le raccomandazioni dell'ETSC ai paesi membri dell'Unione Europea per rendere le strade più sicure.

Dove avvengono più incidenti

Secondo il Rapporto, che copre il periodo 2012-2022, le strade extraurbane risultano più pericolose perché spesso sono prive di barriere centrali e laterali e sono percorse da veicoli molto diversi in termini di peso e velocità: ci sono auto, autocarri e persino ciclisti e pedoni.

Nell'ultimo decennio, il numero di vittime sulle strade extraurbane nell'UE253 è diminuito del 25%, passando da 14.162 nel 2012 a 10.644 nel 2022. Il numero di tutte le altre vittime della strada è diminuito del 18% nello nello stesso periodo. Questo risultato è ben lontano dall'obiettivo dell'UE ispirato da Vision Zero di una riduzione del 50% delle vittime della strada entro il 2030 rispetto al 2019 e dall'aspirazione dell'UE di azzerare le morti su strada entro il 2050.

Rapporto PIN Flash 46

Rapporto PIN Flash 46 "Reducing road deaths on rural roads"

Nei paesi PIN, Belgio ed Estonia hanno ottenuto la più alta riduzione media annua del 6%, seguiti dalla Grecia e dalla Norvegia con una riduzione del 5% nel periodo 2012-2021 e 2012-2022. In tre Paesi il numero di morti sulle strade extraurbane è aumentato in media ogni anno negli ultimi dieci anni. Il numero di vittime è aumentato in media dell'8% all'anno in Serbia e dell'1% in Israele e nei Paesi Bassi.

Anche in Italia il maggior numero di decessi (48,5% del totale vittime della strada nel 2022) si concentra su tale tipologia di strade, che presentano un indice di mortalità più elevato (4,3 decessi ogni 100 incidenti), rispetto agli altri ambiti stradali (3,5 autostrade; 1,1 strade urbane).

Rapporto PIN Flash 46

Variazione numero di decessi su strade extraurbane, urbane e autostrade nell'UE

Il grafico qui sotto mostra, infine, la riduzione dei decessi sulle strade urbane e sulle autostrade dal 2012 dal 2022.

Rapporto PIN Flash 46

Media variazione annuale del numero di morti sulle strade extraurbane 2012-2022

Le principali cause di incidente

Il confronto tra gli Stati europei analizzati nello studio, mostra che la velocità rimane un importante fattore di rischio: in molti paesi, un gran numero di conducenti guida superando il limite indicato sulle strade extraurbane, nonostante la disponibilità e affidabilità di tecnologie di controllo automatizzato, come autovelox e dispositivi che rilevano la velocità media (tutor).

Le più alte riduzioni della velocità media sulle strade extraurbane in Europa sono state registrate in Francia e in Austria, dove le auto e i furgoni hanno rallentato dello 0,7% all'anno. In Serbia si è registrato un calo dello 0,5% annuo nel periodo 2014-2022 sulle strade con limite di velocità di 80 km/h.

Rapporto PIN Flash 46

Differenza tra la variazione media annuale del numero di morti sulle strade extraurbane e su quelle urbane

C'è poi un dato molto triste da considerare: nelle statistiche finlandesi sulle collisioni, contrariamente a quanto avviene in altri paesi dell'UE, i suicidi sono inclusi. Le indagini approfondite sugli incidenti tra il 2018 e il 2022 hanno concluso che circa il 19% delle collisioni mortali di veicoli a motore che hanno avuto luogo sulle strade extraurbane erano suicidi, così come il 9% delle collisioni mortali di pedoni e ciclisti.

Le raccomandazioni del Consiglio Europeo

Di fronte a questi dati le raccomandazioni ETSC per rendere le strade più sicure sono quattro:

  • installazione di barriere laterali e centrali;
  • rimozione degli ostacoli lungo il ciglio delle strade;
  • costruzione di percorsi separati per i ciclisti;
  • realizzazione di marciapiedi per i pedoni.

"Le strade extraurbane possono essere rese più sicure con interventi che non devono essere costosi", ha commentato Jenny Carson, co-autrice del Rapporto.

Intanto, nel periodo preso in esame la Francia, la Spagna e la regione belga delle Fiandre hanno ridotto il limite di velocità su tutte le strade extraurbane. La Svezia ha investito molto nelle strade "2+1", che introducono una barriera centrale e una di sicurezza.

In Scozia, sono stati fatti esperimenti con una segnaletica stradale speciale per i motociclisti, al fine di guidarli nelle curve strette, e sono stati ottenuti risultati notevoli. Nella regione della Pomerania occidentale della Polonia in cinque anni sono stati costruiti 800 km di piste ciclabili di alta qualità. Ci auguriamo, quindi, numeri migliori per i prossimi dieci anni (2023-2033).