Negli Stati Uniti la questione "Cina" è davvero delicata. Qui in Italia in pochi sapranno che dall'altra parte dell'Oceano esiste un elenco di aziende vietate per presunti collegamenti con il lavoro forzato cinese. Oggi le principali testate internazionali parlano di un rapporto dello staff del presidente della commissione finanziaria del Senato, Ron Wyden, secondo cui almeno 8.000 MINI Cooper (Gruppo BMW) sarebbero state importate negli Stati Uniti con componenti della società cinese vietata Sichuan Jingweida Technology Group (JWD).

"L'autocontrollo delle case automobilistiche chiaramente non sta funzionando", ha detto il senatore democratico, esortando l'agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere a "potenziare l'applicazione e reprimere le aziende che alimentano il vergognoso uso del lavoro forzato in Cina". Nel rapporto vengono menzionate anche Jaguar Land Rover e Volkswagen.

Cosa dice il rapporto del Congresso

Il rapporto del Congresso americano afferma che BMW avrebbe importato 8.000 MINI Cooper con parti da un fornitore cinese vietato dalla legge del 2021 e che la casa avrebbe continuato a importare prodotti con le parti vietate almeno fino ad aprile 2024. Il Gruppo BMW ha dichiarato in una mail di aver "adottato misure per fermare l'importazione dei prodotti interessati" e, stando ad Automotive News Europe, l'azienda condurrà un'azione di servizio per sostituire le parti specifiche ed ha sottolineato di avere "standard e politiche rigorose in materia di pratiche occupazionali, diritti umani e condizioni di lavoro, che tutti i nostri fornitori diretti devono seguire".

Il rapporto sostiene pure che Jaguar Land Rover avrebbe importato pezzi di ricambio che includevano componenti del Sichuan Jingweida Technology Group dopo che la società era stata inserita nell'elenco vietato. Jaguar Land Rover ha dichiarato alla BBC di prendere molto "sul serio le questioni relative ai diritti umani e al lavoro forzato" e di avere "un programma attivo e in corso di protezione dei diritti umani e misure contro la schiavitù".

A febbraio, prosegue il rapporto, Volkswagen aveva volontariamente informato i funzionari doganali che migliaia dei suoi veicoli, tra cui Porsche e Bentley, erano stati trattenuti dalle autorità perché contenevano un componente che violava le leggi americane contro il lavoro forzato. Anche Volvo avrebbe ricevuto componenti "vietati" che però non avrebbe ancora utilizzato.

Cosa dice la legge americana

Negli ultimi anni la Cina è stata accusata di aver detenuto più di un milione di uiguri (un'etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina, precisamente nello Xinjiang) contro la loro volontà. Nel 2021 il Congresso americano ha approvato la legge uigura sulla prevenzione del lavoro forzato (UFLPA) per impedire l'importazione di beni da tale regione cinese.

Le autorità cinesi hanno sempre negato tutte le accuse e il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha detto di recente che "il cosiddetto Uyghur Forced Labor Prevention Act degli Stati Uniti non riguarda il lavoro forzato ma la creazione di disoccupazione. Non protegge i diritti umani ma, con il pretesto di diritti umani, danneggia la sopravvivenza e i diritti al lavoro delle persone nello Xinjiang".

La società Sichuan Jingweida Technology Group è stata aggiunta all'elenco delle entità UFLPA nel dicembre 2023 e secondo il rapporto del Congresso americano la Bourns Inc., un fornitore diretto per BMW e Jaguar Land Rover con sede in California, avrebbe acquistato componenti dalla JWD a gennaio 2024. Continuate a seguirci per restare informati sulla vicenda.