Più “no” che “sì”: Azione non si sbilancia troppo nel prendere posizione sullo stop alla vendita delle auto a benzina e diesel in Europa dal 2035, tornato in discussione subito dopo (e nonostante) l’approvazione finale. L’ago dei calendiani pende però verso il mantenimento in vita dei motori a combustione.

E il perché viene spiegato dallo stesso partito nel programma per le imminenti elezioni europee del weekend 8-9 giugno, riassunto qui per il nostro Speciale sulla chiamata alle urne, che interroga le principali forze politiche su una serie di domande a tema auto e mobilità. Nessuna risposta alla richiesta d’intervista è però arrivata dalle parti di Azione. Per completezza, riportiamo comunque le proposte pubblicate nel manifesto elettorale.

Obiettivo “impossibile”: ecco perché

Stando al partito guidato da Carlo Calenda, il bando ai veicoli endotermici peccherebbe di alcune “difficoltà tecniche ed economiche” che renderebbero “impossibile” rispettare la scadenza alla metà del prossimo decennio. Quali?

Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche di Axpo a Roma

Fiat 500e in carica a una colonnina

Prima di tutto, una denunciata inadeguatezza della rete delle colonnine e di quella elettrica, necessarie alla ricarica di milioni di vetture a batteria. Poi il fatto che le nuove regole “considerano le emissioni durante la marcia, ma non durante la produzione del veicolo o dell’elettricità che lo alimenta”.

Ultimo problema sarebbe una “perdita dei posti di lavoro legati al minor fabbisogno di manodopera”, visto che le auto elettriche “necessitano di meno componenti rispetto alle auto tradizionali” e, perciò, “hanno bisogno fino al 40% in meno di addetti in fabbrica”.

Al netto quindi dei lavori che nascerebbero grazie a sviluppo software, batterie e non solo, “secondo uno studio di Boston Consulting Group vi sarebbe un gap di quasi 1 milione di addetti nel settore automotive, con difficile possibilità di reintegro in settori diversi o di re-training”.

I biocarburanti

Impianto produttivo di biocarburanti

e-fuel

Campioni di e-fuel

Più colonnine e carburanti alternativi

Una serie di criticità che portano Azione a proporre diversi punti:

  • rivedere “cronoprogramma e tecnologie per i veicoli a basse emissioni”, vincolando il bando alle auto termiche alla “realizzazione di un’infrastruttura di ricarica diffusa sul territorio” e mettendo sul tavolo “un piano a livello comunitario per lo sviluppo delle stazioni di ricarica”;
  • valutare una “politica di stimolo della domanda tramite incentivi economici come sta avvenendo negli Stati Uniti tramite l’Inflation Reduction Act”;
  • misurare “le emissioni nel ciclo di vita e non solo durante l'esercizio e consentendo la vendita di veicoli con motori alimentati da biocarburanti ed e-fuel e rivedendo il regolamento ogni 3 anni, con verifica dello stato di conversione della filiera automotive europea”;
  • avviare “un piano industriale europeo per la conversione della filiera automotive anche grazie l’emissione di debito comune, sul modello del Piano di ripresa e resilienza”.