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Il motore "a prova di champagne" che potrebbe rivoluzionare l'elettrico

Prendete un bicchiere di champagne e mettetelo sulla testata di un motore due tempi. Cosa succederà?

Motore Obrist champagne
Foto di: Obrist Group

Anni fa un meccanico mi mostrò con orgoglio il risultato di una fasatura perfettamente regolata dopo la sostituzione della cinghia di distribuzione di un motore Ford 2.0 Zetec. Prese una moneta da cinque marchi, la posizionò in verticale sul coperchio delle valvole del motore che viaggiava al minimo. E rimase lì. 

Certo, se qualcuno fosse arrivato e avesse dato un bel pestone sull'acceleratore, la moneta sarebbe volata via, com'è naturale che sia. Eppure le nuove tecnologie il risultato puà cambiare, come dimostrato dal nuovo motore ZVG dell'azienda austo-tedesca Obrist

La prova del bicchiere

Guardate il video qui sotto, probabilmente ispirato al celebre spot della Lexus LS400. Un bicchiere di champagne appoggiato sopra un motore due tempi. Guardandolo diventa impossibile dire se il propulsore sia acceso o spento. Zero vibrazioni. Il tutto, come detto, in un motore due tempi che per sua natura non è fluido come un quattro tempi, dovendo risolvere tutte le fasi del proprio lavoro - aspirazione, pre-compressione, compressione, accensione ed espansione avvengono in un solo giro. 

Ma com'è possibile che nemmeno una goccia di champagne vada sprecata? Prima di tutto il motore lavora sempre nel range ottimale. Secondo: sono presenti due alberi a gomito che lavorano in direzioni opposte, eliminando così le vibrazioni. Un riduttore in gomma sul secondo albero motore riduce al minimo il rumore generato dal cambio e un volano compensa l'inerzia delle parti rotanti. Inoltre lo ZVG della Obrist è sistemato in una scatola di isolamento acustico delle dimensioni di una scatola di scarpe.

Pronto per l'ibrido

Pesante appena 110 kg il motore Obrist - da 45 kw (poco meno di 61 CV) non è stato sviluppato per essere installato sotto il cofano di una qualche citycar, ma per far parte di un sistema elettrificato, lavorando per ricaricare le batterie.

Secondo Frank Obrist, amministratore delegato dell'azienda, la nuova unità potrebbe risolvere il problema dell'autonomia per le auto elettriche, grazie al consumo di appena 1,5 litri di benzina (o e-fuel) ogni 100 km. 

La prova del motore Obrist

Poco peso

Secondo i dati ufficiali le batterie ricaricate dal motore ZEV hanno un peso di appena 98 chilogrammi, circa l'85% in meno rispetto a quelle della Tesla Model Y e la loro potenza di appena 17,3 kilowattora garantisce un'autonomia puramente elettrica di oltre 80 chilometri.

Pochi? Pochissimi, ma grazie al lavoro del motore termico i chilometri percorribili aumentano, fino a diventare paragonabili - se non superiori - a quelli di grandi berline e SUV elettrici.

Il sistema HyperHybrid di Obrist è praticamente già pronto, ma ha un grosso ostacolo da superare: se il ban a motori benzina e diesel in Europa dovesse essere confermato nel 2035 non potrà essere montato in nessuna auto. A meno che non rimanga l'esenzione per gli e-fuel.