Il Governo toglie soldi al Fondo Automotive
A lanciare l'allarme è l'Anfia, secondo cui nella legge di bilancio 2025 mancheranno 4,6 miliardi per il rilancio dell'auto in Italia
Sono settimane calde per il Governo italiano, alle prese con la legge di bilancio 2025 - o finanziaria - da approvare entro il 31 dicembre 2024. Si tratta del documento con cui l'esecutivo dice come spenderà i soldi per il prossimo anno, tra tutti i servizi erogati, e come prevede di recuperare i fondi necessari.
Tra le misure che il Governo sarebbe intenzionato a intraprendere c'è anche il taglio di 4,6 miliardi di euro al Fondo Automotive, vale a dire l'insieme di interventi a favore della "riconversione e lo sviluppo della filiera automotive in Italia". A dirlo è l'Anfia - Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica - che in un comunicato stampa si dice sconcertata per la netta riduzione del fondo varato nel 2022 dal Governo Draghi.
Rischio frattura
"Anfia, gli imprenditori e le imprese sono sconcertati dalla decisione del Governo di decurtare di oltre 4,6 miliardi di euro il “fondo automotive” destinato all’adozione di misure a sostegno della riconversione della filiera" si legge nel comunicato stampa, che continua poi sottolineando l'importanza del comparto auto per l'Italia.
"L’automotive è il principale settore manufatturiero italiano, conta oltre 270.000 addetti diretti, ha un fatturato di oltre 100 miliardi di euro ed è l’unico a cui è richiesta una trasformazione obbligatoria epocale in pochi anni".
Trasformazione imposta dallo stop alla vendita di auto nuove con motori benzina e diesel, in vigore in Europa a partire dal 2035 e per il quale il Governo italiano - e non solo - si sta battendo in sede europea, con diversi esponenti a ricordare quasi giornalmente la propria contrarietà.
L'Associazione ricorda come il mondo auto stia attraversando un periodo di crisi "che, unita al forte calo dei volumi di mercato a livello europeo, sta mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza di un’eccellenza italiana".
Il comunicato si chiude con "L’auspicio è quello di vedere fortemente ridotto il taglio nell’iter di approvazione della manovra in Parlamento. In caso contrario, questo tragico ridimensionamento delle risorse, segnerebbe una profonda frattura nella fin qui ottima collaborazione tra la filiera ed il Governo".
Le altre reazioni
Dopo quella di Anfia anche altre associazioni hanno espresso il proprio disappunto verso il taglio anticipato nella bozza della manovra.
Motus-E ha commentato così:
La decurtazione, che alimenterebbe ulteriormente un clima di incertezza sulla visione industriale del Paese, sarebbe pari a circa l’80% del totale delle risorse stanziate nel cosiddetto Fondo Automotive. Comprendiamo e condividiamo lo sconcerto manifestato in modo trasversale nella filiera e auspichiamo che si attivino immediatamente tutte le interlocuzioni del caso per fermare questa distrazione di fondi indispensabili per proteggere lavoratori, industria e consumatori, e che anzi si apra un dialogo costruttivo e aperto per mettere a terra quanto più velocemente possibile le risorse per il settore.
Questa invece la dichiarazione di Fiom-Cgil:
Le Segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm esprimono profonda preoccupazione e ferma contrarietà per la recente decisione del governo nella Legge di Stabilità di tagliare al fondo automotive, istituito dal precedente Esecutivo, 4,6 miliardi di euro, pari all’80% delle risorse previste. In un momento in cui l’intero comparto automotive si trova in una fase di profonda trasformazione e crisi, risulta fondamentale un forte sostegno per garantire la competitività del settore, la difesa dell’occupazione e l’innovazione tecnologica, indispensabile per affrontare le sfide del futuro.
Va ricordato che quella circolata nei giorni scorsi è solo una delle prime bozze della legge di bilancio 2025, che dovrà poi essere discussa e votata in Camera e Senato.
E gli incentivi auto?
Dal taglio previsto dal Governo rimarrebbero così 200milioni di euro per ciascun anno, dal 2025 al 2030 compreso, a coprire tutte le azioni a supporto del comparto automotive italiano. Incentivi auto inclusi. Non è però ancora chiaro se tale cifra verrà integrata da un fondo ad hoc per l'acquisto - o la produzione - di nuovi modelli o meno.
Fondo Automotive, cos'è e a cosa serve
Istituito con il Dpcm del 4 agosto 2022 il Fondo Automotive ha lo scopo di definire gli "incentivi per il sostegno agli investimenti per l'insediamento, la riconversione e la riqualificazione verso forme produttive innovative e sostenibili, al fine di favorire la transizione verde, la ricerca e gli investimenti
nella filiera del settore automotive, con particolare riferimento allo sviluppo e alla produzione di:
- nuovi veicoli nonché sistemi di alimentazione e propulsione che aumentino l'efficienza del veicolo minimizzando le emissioni;
- tecnologie, materiali, architetture e componenti strutturali funzionali all'alleggerimento dei veicoli nonché dei sistemi di trasporto per la mobilità urbana;
- nuovi sistemi, componenti meccanici, elettrici, elettronici e software per la gestione delle funzioni principali del veicolo, propulsione, lighting, dinamica laterale e longitudinale, abitacolo;
- nuovi sistemi, componenti meccanici elettrici, elettronici e software per sistemi avanzati per l'assistenza alla guida (ADAS), la connettivita' del veicolo (V2V e V2I), la gestione di dati, l'interazione uomo veicolo (HMI) e l'infotainment;
- sistemi infrastrutturali per il rifornimento e la ricarica dei veicoli.
Un grande piano di investimenti che poteva contare su un fondo di 8,7 miliardi di euro fino al 2030, con 750 milioni di euro per il 2025 e un miliardo circa tra il 2026 e il 2030.
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