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La grande inflazione dei prezzi auto: +18% in 5 anni

In Italia le auto nuove costano sempre di più e in Europa le cose non vanno meglio

Aumento prezzi auto
Foto di: Motor1 Italy

Le auto nuove costano sempre di più. Lo sapevano tutti. Ora sappiamo esattamente di quanto. O meglio, conosciamo l'aumento del prezzo medio degli ultimi anni, tra quel pre e post pandemia che ha stravolto praticamente ogni cosa. A fare i conti è stata JATO - società di consulenza ... - che ha analizzato i listini del 2010 confrontandoli con quelli del 2024. E si, gli aumenti sono incredibili.

La prima conseguenza di tale trend la vediamo mese su mese: si vendono sempre meno auto e nonostante il 2024 si chiuderà - a meno di cataclismi - con una leggera crescita rispetto al 2023 il confronto con il 2019 sarà impietoso.

Auto nuova, ma quanto mi costi!

Andiamo subito al sodo. In Italia nel 2019 il prezzo medio di un'auto nuova era di 37.045 euro, a fronte di un reddito medio (fonte Istat) di 21.800 euro netti all'anno. Nel 2024 invece acquistare un'auto nuova costa in media 43.871 euro, contro un salario medio salito ad appena 25.522 euro. Non va meglio nel resto d'Europa. La ricerca di JATO Dynamics fotografa una situazione di aumenti generali e generalizzati nei maggiori mercati del Vecchio Continente.

ICE Paese BEV
Prezzi 2019 Prezzi 2024 Differenza   Prezzi 2019 Prezzi 2024 Differenza
37.045 euro 43.871 euro +18% Italia 49.080 euro 64.603 euro +32%
38.264 euro 42.207 euro +10% Francia 59.197 euro 55.430 -6%
42.120 euro 53.109 euro +26% Germania 60.971 euro 64.146 euro +5%
32.835 sterline 42.493 sterline +29% Regno Unito 51.035 sterline 59.461 sterline +17%
37.577 euro 44.243 euro +18% Spagna 62.035 euro 63.235 euro +2%

Come si può notare l'Italia va in controtendenza rispetto agli altri mercati, con i prezzi delle auto elettriche a crescere in maniera maggiore rispetto a quello delle termiche. Anche la Francia si differenzia e negli ultimi 5 anni ha visto calare i listini medi delle BEV: -6% passando dai 59.197 euro del 2019 agli attuali 55.430 euro.

Perché le auto costano di più?

La domanda da un milione di euro. Come spiegato da JATO le principali motivazioni sono da ricercare nell'aumento dei costi dell'energia - dovuti in special modo all'invasione russa in Ucraina - che ha portato a maggiori costi per le Case. Non si può non parlare poi dell'inflazione, tema che ha occupato le pagine dei giornali (economici e non) negli ultimi anni. Inoltre, come abbiamo evidenziato in un approfondimento dedicato, c'è sempre più tecnologia, tra assistenti alla guida, motori che emettono sempre meno e infotainment ormai simili a computer.

<p>Fiat Panda 2024</p>

Fiat Panda 2024

<p>Volkswagen Golf</p>

Volkswagen Golf

Una forbice ampia che non ha sfruttato la produzione in Cina. Anzi, con l'aumento dei dazi sulle auto elettriche prodotte all'interno dei confini del colosso asiatico la situazione non potrà che peggiorare. 

La storia è semplice: negli ultimi 20 anni praticamente ogni costruttore occidentale (assieme a giapponesi e coreani) ha aperto fabbriche in Cina, per accaparrarsi anche solo un pezzettino di quello che è diventato il più grande mercato automobilistico al mondo, aumentando così i profitti. Dopo anni e anni di sprint continui però anche in Cina le vendite sono diminuite, portando un aumento delle esportazioni. Senza che i prezzi ne risentissero positivamente. Anzi.

Come riportato da JATO le auto assemblate in Cina e lì vendute a prezzi concorrenziali, una volta superati i confini registrano impennate di prezzo. 

Prezzo in Cina (euro) Modello Prezzo in Europa (euro)
52.741  BMW iX3 74.600 (Spagna)
20.170 smart #1 34.990 (Germania)
27.312 Cupra Tavascan 67.551 (Uk)
17.136 Citroen C5 X  53.500 (Francia)
6.336 Dacia Spring 17.900 (Italia)

Differenze che vanno dal 41 al 183% e che non sono attribuibili unicamente ai costi di importazione che, nella tabella che trovate qui sopra, non risentono ancora dei dazi.

<p>BMW iX3</p>

BMW iX3

<p>Dacia Spring 2024</p>

Dacia Spring 2024

Qualcosa quindi non funziona e non funzionerà ancora nel lungo periodo. Di certo la pandemia e i problemi che ha creato (crisi dei chip, giusto per dirne uno) hanno contribuito in maniera decisa. Rimane il fatto che i costruttori europei non sono stati in grado di affrontare le sfide, rispondendo unicamente con aumento di prezzi e strategie di prodotto che non sono riuscite a invertire il trend.