Perché il Governo aumenta le accise sul diesel
Più basse di quelle sulla benzina, le tasse sul gasolio sono sussidi ambientalmente dannosi che l’Europa chiede di ridurre: cosa significa
Compagno di ogni riforma impopolare, il must “ce lo chiede l’Europa” vale anche per il riallineamento delle accise sui carburanti. Prevista in un decreto legislativo di “Revisione delle disposizioni in materia di accise” e approvata dal Consiglio dei ministri (Cdm) di giovedì 13 marzo, la proposta prevede l’aumento della tassa sul diesel e la riduzione di quella sulla benzina.
L’obiettivo è arrivare a un pareggio nel 2030, portando – secondo Il Sole 24 Ore – entrambe le accise a 0,6725 €/l, contro gli 0,7284 €/l sulla verde e gli 0,6174 €/l sul gasolio di oggi.
Per raggiungere l’obiettivo, le tasse sul diesel saliranno di 1-1,5 centesimi all’anno, mentre quelle sulla benzina scenderanno di importo equivalente. Alla fine, quindi, l’attuale distanza di 11,1 centesimi sarà colmata attraverso un abbassamento da ambo i lati di 5,55 centesimi.
| Carburante | Accisa oggi | Accisa nel 2030 |
| Benzina | 0,7284 €/l | 0,6725 €/l |
| Diesel | 0,6174 €/l | 0,6725 €/l |
Lo chiede l’Ue
Il perché di questa mossa è stato già accennato. La richiesta giunge direttamente dall’Unione europea, che per erogare i fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (il Pnrr, lanciato per rivitalizzare l’economia dopo la pandemia da Covid-19) chiede una serie di riforme, compresa quella fiscale dei “Sussidi ambientalmente dannosi (Sad)”.
Cosa sono i Sussidi ambientalmente dannosi (Sad)
Stando alla definizione utilizzata nel 2017 dal ministero dell’Ambiente, si tratta del “risultato di un’azione di Governo che conferisce un vantaggio a consumatori o produttori in modo da compensarne il reddito o ridurne i costi, ma, così facendo, allontanandosi da pratiche ambientali consolidate”.
Il differente trattamento fiscale fra benzina e diesel rientra proprio fra i Sad e – secondo i dati di Legambiente aggiornati al 2023 – ammonta a circa 3,1 miliardi di euro (sui 12,45 miliardi complessivi destinati ai trasporti, su un totale in Italia da 78,7 miliardi).
| Sussidi ambientalmente dannosi (Sad) | Valore in euro (2023) |
| Totale | 78,7 mld |
| Trasporti | 12,45 mld |
| Differenza accise benzina-diesel | 3,1 mld |
Accise: perché sul diesel sono più basse
Le agevolazioni a favore del gasolio dipendono da due motivi. Prima di tutto, i motori diesel sono più efficienti (cioè consumano meno) di quelli a benzina e, perciò, vengono utilizzati dai mezzi deputati al trasporto delle merci. In pratica, camion e furgoni. Tassare di meno il gasolio serve a ridurre i costi di trasporto e, a cascata, delle merci stesse, che altrimenti verrebbero pagati dai consumatori, persino al netto dei rimborsi dello Stato agli autotrasportatori.
Ma c’è anche una ragione storica “sbagliata”. Nei decenni scorsi si credeva erroneamente che il gasolio fosse più ecologico della benzina, perché emette meno CO2, il più famoso dei gas serra, responsabili del cambiamento climatico. Solo dopo si è scoperto che il diesel rilascia più sostanze inquinanti, dannose per la salute, come gli ossidi di azoto (NOx) e altre polveri sottili.
Il trasporto merci su camion è uno dei maggiori beneficiari della differente tassazione fra benzina e diesel
Obiettivo: sostenere la transizione
Già a dicembre scorso, nel “Piano strutturale di bilancio di medio termine”, il Governo aveva previsto di:
“utilizzare il riordino delle spese fiscali (tax expenditures) in determinati ambiti di tassazione, come l’allineamento delle aliquote delle accise per diesel e benzina e/o politiche di riordino delle agevolazioni presenti in materia energetica, come leva strategica per conseguire simultaneamente gli obiettivi di incremento dell’efficienza del sistema fiscale italiano e sostegno al pieno raggiungimento della strategia di transizione energetica e ambientale a livello europeo e nazionale”.
Quando entrano in vigore le nuove accise
Il provvedimento è così sbarcato in Cdm, scatenando le reazioni delle associazioni dei consumatori, che prevedono aumenti di 15-22 euro all’anno per gli automobilisti diesel. Il testo passerà ora al vaglio del Parlamento. Se approvato, dovrebbe entrare in vigore entro il 2026, per rispettare la timeline di 5 anni che porta al 2030.
- aumenti: 15-22 €/anno
Cosa sono le accise
Ricordiamo infine cosa sono le accise. L’enciclopedia Treccani parla di: “Tributo indiretto a riscossione mediata che si applica a determinati beni (per es., carburanti, elettricità, alcolici, sigarette, fiammiferi) al momento della produzione o della vendita, e viene pagato dal produttore o dal commerciante trasferendone l’onere sul consumatore, cioè includendolo nel prezzo di vendita”.
Introdotte per finanziare emergenze come guerre, terremoti e alluvioni, le accise sono oggi una serie di 18 tasse organiche che, insieme a Iva, prezzo industriale e margine lordo, rappresentano una delle quattro voci che compongono i prezzi dei carburanti.
- Accise
- Iva
- Prezzo industriale
- Margine lordo
Alla fine, la fiscalità pesa per il 58,6% sulla benzina e il 55,1% per il diesel.
Fonte: Cdm, Mase, Legambiente, Mef
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