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Questa Honda NSX-R è più costosa di molte Ferrari

Venduta all’asta per 825.000 euro, smentisce chi le chiama ancora “giapponesi economiche di seconda mano”

Honda NSX-R (2003) Broad Arrow Auctions Villa Erba
Foto di: Motor1.com

Il Giappone è una delle mete turistiche più di moda quest'anno. Solo ad aprile, il Paese ha registrato quasi quattro milioni di turisti. E anche le auto giapponesi, soprattutto quelle con l'etichetta "JDM" (Japanese Domestic Market, cioè quei modelli disponibili solo in Giappone), stanno diventando sempre più popolari e costosi, come dimostra questo esemplare messo all'asta da Broad Arrow Auctions sul Lago di Como questo fine settimana.

Si tratta di un esemplare verniciato di bianco con cerchi in tinta che risale al 2003, quando la versione NA2 della NSX stava per terminare. È una delle meno di 140 NSX-R di seconda generazione (NA2) costruite dal 2002 al 2005. Già solo questo dato fa capire quanto vale (le normali NSX NA2 senza R costano circa 100.000 euro in buone condizioni).

Honda NSX-R (2002): leggenda giapponese

La seconda generazione della Honda NSX-R debutta nel 2002, ancora una volta esclusivamente per il mercato giapponese. Come accade già con la prima NSX-R del 1992, l’obiettivo è chiaro: alleggerire il più possibile per massimizzare le prestazioni in pista. Il risultato? Una delle sportive più affilate mai prodotte da Honda.

La base è sempre quella della NSX coupé, scelta per la sua maggiore rigidità strutturale. Il lavoro di alleggerimento è radicale: la carrozzeria adotta componenti in fibra di carbonio, tra cui un grande spoiler posteriore, un cofano anteriore ventilato e persino il cofano del bagagliaio. Si dice che il cofano sia il più grande elemento monopezzo in carbonio mai utilizzato su un’auto di serie.

Honda NSX-R (2003)

Honda NSX-R (2003)

Foto di: Motor1.com

Come sulla prima NSX-R, Honda rimuove tutto il superfluo: via l’impianto audio, via l’isolamento acustico, via l’aria condizionata. Sparisce anche il servosterzo, in favore di un feeling più diretto. Al loro posto arrivano sedili Recaro da corsa in carbonio e Kevlar, cerchi in lega più grandi ma più leggeri, e una massa complessiva che scende di quasi 100 kg, fermandosi a 1.270 kg.

Il motore è il noto V6 DOHC VTEC da 3,2 litri, ma qui riceve un trattamento speciale. Ogni propulsore è assemblato a mano da un tecnico esperto con le stesse tecniche utilizzate nei programmi racing. Pistoni, canne e albero motore sono bilanciati con tolleranze minime, e l’intero gruppo viene rifinito con una precisione dieci volte superiore rispetto a un motore NSX standard.

Ufficialmente la potenza rimane a 290 CV (220 kW), ma molti sospettano che il valore reale sia più elevato. E in pista, si vede: la NSX-R del 2002 gira al Nürburgring Nordschleife in 7:56 minuti, lo stesso tempo di una Ferrari 360 Challenge Stradale, nonostante il gap di oltre 100 CV.

Il pezzo da collezione da oltre 800.000 euro

L'esemplare di NSX-R del 2002, con meno di 16.000 chilometri all’attivo, venduto all’asta è verniciato in Championship White, monta cerchi BBS in tinta e presenta interni in Alcantara rossa, fedeli alla tradizione delle Type R giapponesi. Sotto il cofano c’è sempre il V6 3.2 a bilanciamento di precisione, abbinato al classico cambio manuale a sei marce.

La stima in catalogo era ambiziosa (tra 750.000 e 950.000 euro), ma alla fine è stata venduta per 825.000 euro. Un prezzo che fa sorridere chi ancora definisce queste come “giapponesi economiche di seconda mano”.

Fotogallery: Honda NSX-R (2003)