Dal sogno alla strada: Pininfarina, 95 anni di genio italiano
Fondata nel 1930 a Torino da Battista “Pinin” Farina, l’azienda ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’auto
Da 95 anni, Pininfarina rappresenta una delle leggende più luminose del design automobilistico mondiale. Fondata nel 1930 da Battista “Pinin” Farina a Torino, l’azienda ha firmato alcune delle vetture più iconiche della storia, collaborando con marchi prestigiosi come Ferrari, Alfa Romeo, Peugeot, Fiat, GM, Lancia e Maserati.
Ma la sua influenza non si limita all’automotive: Pininfarina ha progettato anche treni ad alta velocità, autobus, tram, yacht, aerei e jet privati, estendendo la sua visione estetica a molteplici ambiti della mobilità e del design industriale.
Dal 1986, con la creazione di “Pininfarina Extra”, l’azienda ha ampliato la sua attività nel campo del design industriale, dell’interior design, dell’architettura e della grafica. Anche il logo di Motor1 porta la sua firma.
Tra i grandi designer che hanno contribuito al suo successo figurano Franco Scaglione, Aldo Brovarone, Tom Tjaarda, Paolo Martin (autore della Ferrari Modulo), Pietro Camardella (responsabile delle Ferrari F40 e F50) e Ken Okuyama.
Per celebrare questo traguardo, è stata da poco presentata la Battista Novantacinque, una hypercar unica nel suo genere, simbolo dell’evoluzione del marchio e dell’impegno costante verso l’eccellenza nel design automobilistico. Cogliamo quindi l'occasione per ricordare la sua storia.
Pininfarina Battista Novantacinque
Che la storia abbia inizio
Nel 1928, Battista “Pinin” Farina si separa dall'azienda del fratello, gli Stabilimenti Farina, e fonda la “Carrozzeria Pinin Farina” con il sostegno della famiglia della moglie e di Vincenzo Lancia. Nel primo anno di attività, l'azienda impiega diciotto persone e produce 50 carrozzerie.
Il 22 maggio 1930 l'azienda viene trasformata in società per azioni, Società anonima Carrozzeria Pinin Farina, con sede a Torino, in corso Trapani 107. Negli anni Trenta vengono prodotte carrozzerie per Lancia, Alfa Romeo, Isotta-Fraschini, Hispano-Suiza, Fiat, Cadillac e Rolls-Royce. La stretta collaborazione con Lancia permette a Pinin Farina di diventare il primo carrozziere a realizzare carrozzerie con il nuovo metodo di costruzione monoscocca o unibody autoportante.
Nel 1939, la Seconda Guerra Mondiale pone fine alla produzione di automobili, ma l'azienda impiega ancora 400 persone che producono 150 carrozzerie al mese. Durante la guerra vengono costruite ambulanze e telai per proiettori, però poi la fabbrica viene distrutta dai bombardieri alleati.
Nel 1946, i costruttori italiani vengono esclusi dal Salone dell'Automobile di Parigi. Pinin Farina e suo figlio Sergio espongono comunque due vetture - un'Alfa Romeo 6C 2500 S e una Lancia Aprilia Cabriolet - davanti all'ingresso del Grand Palais. Quest'azione viene etichettata dalla direzione come “il diavolo di Pinin Farina”, ma si dimostra un successo di stampa e di pubblico.
La Cisitalia 202, progettata da Battista “Pinin” Farina nel 1946, è una delle vetture più iconiche della storia
Alla fine del 1945, Pinin Farina crea la Cisitalia 202 Coupé, una berlinetta che segna una svolta nel design automobilistico. Il suo profilo fluido e il cofano ribassato sanciscono la fama internazionale di Pinin Farina, consolidando il suo ruolo di riferimento nel panorama del car design.
Nel 1951, la Cisitalia 202 viene presentata alla mostra “Otto Automobili” al Museo d'Arte Moderna di New York, dove viene definita “una scultura in movimento” dal direttore Arthur Drexler. Proprio questa esposizione segna il riconoscimento ufficiale dell'automobile come opera d'arte.
In totale, vengono prodotti circa 170 esemplari della Cisitalia 202, tra cui coupé e cabriolet. Ogni esemplare è realizzato a mano, testimoniando l'eccellenza artigianale e il design innovativo che caratterizzano questa vettura unica.
L'affermazione negli Stati Uniti
La collaborazione tra Pininfarina e Nash-Kelvinator, avviata nel 1949, segna l'ingresso del design italiano nel mercato automobilistico americano. Nel 1952, Pininfarina presenta i progetti per le serie Nash Ambassador e Statesman. Tuttavia, questi modelli vengono successivamente adattati dai designer interni di Nash per meglio rispondere ai gusti del pubblico statunitense.
Un esempio emblematico di questa collaborazione è la Nash-Healey, una sportiva prodotta dal 1952 al 1954. La carrozzeria, progettata e realizzata interamente da Pininfarina, viene assemblata a Torino, mentre il motore e il telaio provengono da Nash. Questo modello rappresenta una delle prime fusioni tra il design europeo e la tecnologia americana nel settore automobilistico.
Negli anni successivi, Pininfarina continua la sua collaborazione con General Motors. Nel 1959 e 1960, l'azienda realizza le carrozzerie della Cadillac Eldorado Brougham, costruite in Italia e spedite negli Stati Uniti per l'assemblaggio finale.
Nel 1987, Pininfarina entra in scena nel progetto della Cadillac Allanté, una roadster di lusso. Anche in questo caso, le carrozzerie vengono progettate e costruite in Italia, poi trasportate a Detroit per l'assemblaggio finale (un processo noto come "Air Bridge").
La collaborazione con Ferrari
La collaborazione con Ferrari inizia nel 1951. Il primo incontro tra Battista Farina ed Enzo Ferrari avviene in un ristorante di Tortona. Da allora, Pininfarina disegna quasi tutti i modelli di serie della Ferrari. (l'unica eccezione è la Dino 308 GT4 del 1973).
Pininfarina diventa persino socio della Scuderia Ferrari SpA SEFAC e Battista Farina è nominato vicepresidente, mentre Sergio diventa in seguito membro del Consiglio di Amministrazione.
La collaborazione termina con la Ferrari F12berlinetta (2012-2017). Da allora, i modelli di produzione della Ferrari provengono dal Centro Stile interno all'azienda.
Ferrari 360 Modena (1999)
Nel 1954, Pinin Farina acquisisce un terreno a Grugliasco, vicino a Torino, per costruire un nuovo stabilimento moderno e orientato al futuro. Contemporaneamente, Alfa Romeo decide di adottare il design Pininfarina per la Giulietta Spider. La produzione inizia nel 1958, con 1.025 veicoli prodotti nel primo anno e oltre 4.000 nel 1959.
Alfa Romeo Giulietta Spider
Nel 1956, inizia la progettazione del nuovo stabilimento a Grugliasco. Battista Farina si prepara a cedere l'azienda al figlio Sergio e al genero Renzo Carli. Nel 1961, Battista Farina cede ufficialmente la direzione dell'azienda e, nello stesso anno, il Presidente della Repubblica Italiana autorizza formalmente il cambio di nome in "Pininfarina". Battista muore nel 1966 (Andrea Pininfarina guida l'azienda dal 2001 fino alla sua morte nel 2008. Gli succede il fratello Paolo, che muore nell'aprile del 2024).
A partire dalla metà degli anni Sessanta, Pininfarina investe sistematicamente in ricerca e tecnologia. Nel 1966, costruisce il Centro Studi e Ricerche di Grugliasco, con 8.000 m² di spazio e 180 tecnici. Nel 1967, segue il Centro di Calcolo e Progettazione.
Cadillac, Mitsubishi e Volvo
Pininfarina fonda “Studi e Ricerche” a Cambiano nel 1982. Nel 2002 viene costruito un nuovo centro di sviluppo e nel 1983 c'è un accordo con General Motors per la costruzione della Cadillac Allanté.
Lo stabilimento di San Giorgio viene costruito nel 1985 e nel 1996 Mitsubishi decide di far produrre il Pajero Pinin da Pininfarina per i minori costi di produzione in Italia. La produzione inizia a Bairo Canavese nel 1997.
Nel 2003, Pininfarina fonda la joint venture Pininfarina Sverige AB a Uddevalla insieme a Volvo e il primo modello, la Volvo C70, viene lanciato sul mercato nel 2006.
Un nuovo proprietario dall'India
Nel 2008, Pininfarina si trova in difficoltà finanziarie. Un gruppo guidato da Piero Ferrari, Ratan Tata, Vincent Bolloré e altri annuncia investimenti per un totale di 100 milioni di euro. La famiglia riduce le sue azioni e, alla fine del 2008, il debito totale ammonta a 598 milioni di euro. Viene raggiunto un accordo di rinegoziazione del debito e Leonardo & Co. viene incaricata di trovare un acquirente per la quota della famiglia.
Nel 2012, l'azienda annuncia che il rimborso del debito sarà esteso al 2018 e che beneficerà di tassi di interesse favorevoli. La famiglia mantiene inizialmente il controllo, poi il Gruppo Mahindra, proprietario di Mahindra & Mahindra, acquisisce Pininfarina per circa 168 milioni di euro.
Mahindra e la sua controllata Tech Mahindra rilevano il 76% della holding Pincar e offrono lo stesso prezzo per le azioni rimanenti. Inoltre, Mahindra investe 20 milioni di euro e rilascia una garanzia di 114,5 milioni di euro ai creditori.
Presenza internazionale
Pininfarina continua a investire molto in ricerca e tecnologia. Quest'anno ha lanciato il concorso di design globale 2024/2025, invitando studenti a esplorare il tema "Materialità, l'umami della mobilità", focalizzandosi sull'uso innovativo dei materiali nel design del futuro e, insieme a noi di Motor1.com, in occasione di “From 100 to 5%”, ha consegnato a Papa Francesco la scultura Orbis, un simbolo di sostenibilità e speranza.
Pininfarina consegna a Papa Francesco "Orbis"
Ancora oggi Pininfarina rappresenta un punto di riferimento nel design internazionale. Con sedi in Italia, Germania, Stati Uniti e Cina, Pininfarina mantiene una forte presenza globale, mentre il suo quartier generale a Cambiano, vicino a Torino, rimane il cuore pulsante delle attività creative e progettuali.
Fotogallery: Pininfarina festeggia 95 anni
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