Abbiamo provato in anteprima il nuovo Apple CarPlay Ultra
CarPlay Ultra aggiunge l'interfaccia Apple sia al display centrale dell'infotainment sia alla strumentazione. Va bene, ma non benissimo
"C'è Apple CarPlay?'" Questa è una delle prime domande che moltissimi si fanno vedendo una nuova auto. Le esperienze generalmente poco appaganti dei sistemi di infotainment moderni hanno spinto la maggior parte delle persone verso Apple CarPlay (o Android Auto, l'equivalente nativo di Google) che ripete le funzioni del proprio telefono sul display dell'infotainment.
Dal suo lancio nel 2014, CarPlay è stato quasi esclusivamente per il display centrale. Ora, però, con l'arrivo di CarPlay Ultra, l'intero cruscotto si trasforma in una proiezione di un iPhone che imita Apple. Ma non mancano alcuni problemi, come abbiamo avuto di scoprire in anteprima sulla nuova Aston Martin DBX.
La scelta di Aston Martin
Aston Martin ha scelto di adottare Apple CarPlay Ultra per venire incontro alle richieste della clientela, consapevole che un marchio di nicchia non può permettersi di ignorare certe tendenze, a differenza di costruttori più grandi e strutturati. E se da un lato l’integrazione lascia intravedere un futuro in cui l’iPhone prende il controllo dell’interfaccia di bordo, dall’altro emergono ancora limiti evidenti.
Durante il test su una DBX 2025, CarPlay Ultra ha mostrato immediatamente i suoi punti di forza: l’interfaccia è elegante, fluida, coerente con il linguaggio Apple e sorprendentemente profonda. Alla prima connessione (da iPhone 12 in su con iOS 18.5) il sistema carica una cartella di dati personalizzati che plasma la grafica sull’identità visiva del veicolo. Il risultato è un ambiente digitale familiare ma adattato, in cui anche le funzioni dell’auto come il climatizzatore, la radio o i settaggi di guida possono essere gestiti da CarPlay.
Apple Car Play Ultra su Aston Martin DBX - il Cruscotto digitale sembra essere più reattivo con CarPlay Ultra
Il cruscotto digitale, integrato con Apple Maps e visuali configurabili, risulta più moderno e reattivo rispetto al sistema nativo Aston Martin. Ma proprio qui emerge il rovescio della medaglia: se la plancia sembra migliore con Apple, è segno che il sistema originale ha ancora margini di miglioramento. CarPlay, inoltre, non dialoga in modo profondo con la rete elettronica dell’auto: si limita a ricevere informazioni dai sistemi senza agire direttamente sul CAN bus. Una soluzione che garantisce sicurezza, ma limita le potenzialità di personalizzazione.
Pregi e difetti
L’uso quotidiano risulta piacevole e intuitivo. Cambiando modalità di guida, il sistema mostra notifiche chiare e la possibilità di regolare parametri avanzati come lo sterzo o gli ammortizzatori direttamente dallo schermo. Anche i comandi fisici attivano risposte visive coerenti, segno di un'integrazione curata. E sorprendentemente, Aston Martin non ha dovuto pagare una licenza ad Apple: si è occupata solo dei costi di sviluppo.
Apple Car Play Ultra su Aston Martin DBX- CarPlay Ultra funziona solo in modalità wireless
Non tutto, però, funziona a dovere. Ultra è disponibile solo in modalità wireless, una scelta ambiziosa che può penalizzare la stabilità della connessione. Con l’iPhone 15 fornito da Aston l’esperienza è stata impeccabile, ma con un iPhone 13 Pro Max personale il sistema si è rivelato lento, instabile e inutilizzabile. Segno che la compatibilità, seppur dichiarata, non è ancora perfetta. Apple dovrà risolvere queste incertezze prima del lancio su larga scala.
Alla fine, CarPlay Ultra si dimostra una soluzione potente e raffinata, che valorizza la user experience anche su un’auto di lusso come la DBX. La vera sfida, però, sarà il confronto con i migliori sistemi nativi oggi sul mercato — come quelli di Porsche o Hyundai — e la volontà delle case di cedere ulteriore controllo a Cupertino.
Preoccupazione di cedere i dati
Quattordici case automobilistiche avevano inizialmente firmato per CarPlay Ultra quando Apple lo ha annunciato nel 2022. Ma alcune, come Audi, Ford e Mercedes-Benz, si sono poi ritirate dall'accordo, mentre General Motors continua la sua crociata contro CarPlay. Genesis, Hyundai, Kia, Porsche e Aston Martin, tuttavia, accolgono ancora la nuova tecnologia.
Apple Car Play Ultra su Aston Martin DBX- Alcune case auto hanno ritirato l'accordo con Apple per paura di cedere dati preziosi
I problema sta fondamentalmente nella preoccupazione delle case automobilistiche di cedere dati utenti ad Apple dati che sono considerati estremamente preziosi. Cedibili alle Compagnie di assicurazione a inserzionisti o ad aggregatori in cerca di dettagli sulle abitudini degli automibilisti/consumatori. Insomma, permettere ad Apple di accedere a quei dati non è qualcosa che le case automobilistiche faranno facilmente.
Fotogallery: Apple CarPlay Ultra Aston Martin DBX
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